martedì, 01 aprile 2008

DOMENICA DELLE PALME /DOMINIGA 'E PRAMA DOMINGO DE RAMOS


prama a triccia - prama a coa'e gattu, tecnica a trecce raccolte Gruxi fatt'e stellas frorias, croce ornata con la stella (Marmilla)

. STABAT MATER

ANDREA PARODI ELENA LEDDA

SARDO                                     ITALIANO

Nadelu, Segnora mia  

sezis cussa lastimada  

chi giaman Maria?  

Mama proite cuades  

sa cara bianca che nie  

nadenos pro chie?  

Sa Segnora nostra ha piantu  

totta sa notte a succuttu  

a singhiozzi  

mannu es su curruttu.  

Su sambene s’est’asciuttu  

in sas venas de una rosa  

mama dolorosa.  

Sas ispinas disattentas  

affliggidu han sas intragnas  

de su Fizzu ‘e Deu  

Ahi, isculta Fizzu meu  

salvalu s’omine reu,  

perdonalu culpidu. Amen.  

 

Mamas chi fizzos penades  

mirade cantu dolore  

mortu es su Segnore Amen, amen.  


 Dite signora mia 

siete quella afflitta  

che chiamano Maria?  

 

Madre, perché nascondete  

il volto bianco come la neve,  

diteci, per chi?  

 

La nostra Signora ha pianto  

singhiozzando tutta la notte 

è grande il suo lutto.  

Il suo sangue si è asciugato  

nelle vene di una rosa  

madre dolorosa.  

Le spine disattente 

hanno afflitto le carni 

del Figlio di Dio.  

 

Ascolta Figlio mio, 

salva l’uomo reo,  

perdona il peccatore.  

 

Amen.  

Madri che penate mettendo al mondo  

 

i figli  

guardate quanto dolore:  

è morto il Signore.  

 

Amen, amen.



Domenica delle palme /se sas pramas Domingo de ramos



En gran parte nuestra colectividad no se ha notado mucho, envueltos en la campagna politica como estarán tambien en italia seguramente culmina la cuaresma e inicia la semana santa ,esta llegando a buenos aires un muy caro amico el poeta sassarese Antonello Bazzu sus poesias tantas veces nos han deleitado ,algunas musicalizadas por HumaniorA y la voz esplendida de lavinia rosa , Grazie di cuore a Antonello por el comentario tan hermoso sobre la poesia de Osvaldo Homenaje a la mujer , “es tan fresca y tan profundo lo que dice”parlando della donna si puo cadere nelle solite cose sentite mille volte ,invece Osvaldo ha detto delle cose molto proffonde .”


Voglio ringraziare Lavinia Rosa per il prezioso materiale sui concerti e per il DVD del concerto per I bambini del hogar San Roque del Chaco Argentino.tendremos oportunidad de exibirlo pronto ya estamos en tratativas.La mi idea era portarlo al Chaco per farlo vedere ai bambini ,purtroppo la presentazione del libro Uomini in viaggio é stata rimandata a causa della scomparsa prematura del marito .Nuestras sinceras condolencias a Giovana y a su hijo Antony.


 

RITI DELLA SETTIMANA SANTA IN SARDEGNA ,

Castelsardo celebra con intensa passione i riti legati alla Settimana Santa, la più suggestiva tra tutte le cerimonie pasquali del borgo è la festa dei Lunissanti (lunedì successivo alla Domenica delle Palme), le cui origini risalgono al periodo medievale. Una straordinaria intensità che culmina nella processione serale dei membri della Confraternita di S. Croce. Questi si suddividono in Apostoli, vestiti di bianco e totalmente incappucciati e Cantori; i primi sono coloro che portano i simboli dei dodici misteri: il calice, il guanto, la catena, la colonna, la frusta, la corona di spine, la croce, la scala, il martello, la tenaglia, la lancia e la spugna; i secondi guidano i cori.
La processione si svolge alla sola luce delle fiaccole.
Altre ricorrenze: la processione del giovedì; il venerdì Santo con S'Iscravamentu; domenica di Pasqua con S'Incontru.

 Los ritos de la semana santa en la zona de Iglesias se remontana al final del 600,testimonio de ello es la presencia en las iglsias de IS Nenniris ,son vasos llenos de tierra en las che se planataron trigo o legumbres:las pantisas se dejan germinar en la oscuridad y son de color casi blanco, simbolizan la ressurreccion depues de la muerte. Esta tradición se remonta al tiempo de los fenicios y al mito de ADONE

Riti della Settimana Santa iglesiente risalgono alla fine del Seicento, ma la loro origine si perde nella notte dei tempi. Lo attesta la presenza nelle chiese di Is Nenniris,

i vasi pieni di terra in cui sono stati seminati grano o legumi: le piantine, lasciate crescere al buio, sono di colore quasi bianco. Simboli della resurrezione dopo la morte, si ricollegano al mito di Adone, che affonda radici nel mondo fenicio.

Anche la presenza dei bambini che rappresentano la Maddalena e San Giovanni è probabilmente un'eredità pagana, forse ciò che resta di un'iniziazione.Il vero significato del rito è però legato al Cristianesimo e si  rivela come sacra rappresentazione della Passione e Morte di Cristo. La teatralità della manifestazione risente fortemente dell'influsso culturale spagnolo.

Il martedì si svolge la processione detta dei Misteri: per le vie cittadine vengono trasportati sette simulacri che rappresentano la passione di Cristo.
Per prima sfila una portantina ricoperta di fiori e fronde d'ulivo, che simboleggia l'orto del Getsemani, in cui Gesù, raccolto in preghiera, fu catturato. Seguono le raffigurazioni di Gesù imprigionato, flagellato, coronato di spine, in cammino verso il Calvario, crocefisso; conclude la Madonna Addolorata col cuore trafitto da tre spade.

Il giovedì, dopo il tramonto del sole, si svolge la processione dell'Addolorata: il simulacro della Madonna, nella ricerca simbolica del Figlio, viene fatto entrare in sette chiese cittadine in cui è allestito il Santo Sepolcro.

Il venerdì, di prima mattina, si snoda la processione di Gesù che porta la croce al Calvario, seguito, poco lontano, dall'Addolorata.
Ma la processione più attesa e suggestiva è quella del venerdì sera, che rappresenta il funerale di Gesù, raffigurato morto in un bellissimo simulacro che risale al Seicento.

2º tema musical Bellissima canzone di Enzo Mugoni interpretata insieme a Maria Luisa Congiu. Il video è tratto dalla trasmissione tv "Anninora" in onda su Sardegna uno e condotta da Giuliano Marongiu

2007 - Cando - Enzo Mugoni & Maria Luisa Congiu

/http://www.youtube.com/watch?v=4BD46e4yu-s&eurl=http://www.nme.com/video/id/4BD46e4yu-s/search/congiu

ASOCIACION BELVEDERE MARÍTTIMO   Y   SU

comunidad tienen el agrado de invitarlos a la “Grande Festa della amicizia” en nuestra sede sita en Aristóbulo Del Valle 2500 (Altura Avda. Marquez 3700/1700) de Jose León Suarez, el próximo Domingo 16 de Marzo 2008, desde las 12.00.

Habrá música y baile con el conjunto de Antonio Occhiato y la Orquesta “La Vecia Trieste, estarán presentes acompañando a nuestro candidato EUGENIO SANGREGORIO, el Sr. Alberto Cordero di Montezemolo de Chile, el famoso chef Donato De Santis, el Dr. Ruben Godino, Claudio Pitton de la ciudad Córdoba, y El Sr. Gianfranco Tuzzi, la Dra. Estela Occhiato y muchas personalidades de nuestra comunidad italo-argentina. La comida: al saco, La entrada: libre y gratuita,

Habrá sorteos y competencia de tarantella.NO FALTE A ESTA DOMENICA ITALIANA!! Lo esperamos……. Saludamos a Ud. Atentamente ASOCIACION BELVEDERESA

  JOSE BANDITO Presidente

INFO: prensa@usei-it.org(011) 4732-2300 -0800-555-8734

LETTERE

@@ Gentilissima Teresa,
                          innanzitutto, siano i miei primi AUGURI E COMPLIMENTI per la partecipazione al programma della Rai che   conduce Gigliola Cinquetti, è  stato un'altra opportunità per dimostrare la tua e nostra "Sardegna nel Cuore" a tutto il mondo, quindi il tuo impegno no lascia dubbi a quei riguardi; ancora Complimenti e dopo:

            Con il vero senso della  PACE DELLA  SANTA  PASQUA, unita alla tua famiglia vi giungano i miei più cari AUGURI !!!

                                                  Giampietro Borghero

Con il vero senso della  PACE DELLA  SANTA  PASQUA, vi giungano  a tutti voi i Nostri Migliori Auguri !!

 Centro Sardo “ Sardinia Insula” di B.Blanca-

 Giampietro Borghero

   Presidente

SU RE PROGETTO SU RE UN FILM SULLA VITA DI GESÙ

Rassegna Stampa

idedotto per la prima volta dai testi dei Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni - in cui gli stessi episodi sono raccontati ogni volta in modo diverso, con diverse sensibilità o da un diverso un punto di vista – e che traspone e fa rivivere la storia in Sardegna, in un contesto diverso da quello storico.

Un film che assume valore di testimonianza a favore della reciproca comprensione, della carità e della pace, che si realizza sulla scorta di un grande concorso collettivo, che prevede l’impiego di migliaia di comparse e che punta allo spettacolo, al successo nei festival e al gradimento del pubblico. E che inizierà con i nomi di tutti coloro che lo hanno reso possible

La recitazione è affidata a non-attori estranei ai moduli recitativi del cinema e della liturgia religiosa, che pronunciano le parole del Vangelo come parole nuove. Questi interpreti si avvalgono della propria lingua nativa, il sardo, che interviene come un suggestivo filtro vivificante. Tutto sarà naturalmente accompagnato da sottotitoli, ma come avviene puntualmente in questi casi - il più recente la “Passion” di Mel Gibson parlata in latino e aramaico –saranno soprattutto le immagini e l’espressività delle interpretazioni e la sonorità della lingua che comunicheranno allo spettatore le emozioni del racconto. Attraverso quest’opera la lingua sarda si misura con lo spessore e l’intensità del testo del Vangelo e attesta la sua capacità di esserne tramite. Le diverse parlate del sardo, dal logudorese al campidanese, compreso il castigliano, interagiscono in un’unica rappresentazione. Proprio come i Dodici del Vangelo, infatti, gli interpreti-protagonisti vengono reclutati in diverse zone diverse dell’universo isolano, di terra e di mare, e parlano diversi dialetti. Come uno stimolante laboratorio linguistico l’esperienza del film concorre a mettere in relazione le diverse sfaccettature della lingua parlata e rende possibile una rappresentazione complessiva dell’identità linguistica della Sardegna.

La storia è trasposta in Sardegna sulla scorta della grandiosa esperienza degli artisti europei rinascimentali che non mostrarono mai la Palestina ma trasposero sempre la storia di Gesù nel loro tempo e nei loro paesi; una soluzione drammaturgica che il cinema non ha mai tentato.

Il tempo dell’ambientazione è quello indefinito di una Sardegna rurale e arcaica, che idealmente si proietta in tempi lontanissimi. Non vi saranno ricostruzioni scenografiche impegnative e sarà evitata quella sensazione di falsità che spesso connota I film storici. Sullo sfondo campeggiano soprattutto rovine e ruderi di antichi monumenti

Per via della trasposizione, alla radice dell'identità culturale della Sardegna si scoprono i  temi morali e sociali del Vangelo, e la vicenda originale si arricchisce di senso e di nuove e sorprendenti espressioni del religioso e del tragico.

Gli stessi interpreti concorrono alla messa in scena come per dare vita a uno psicodramma, vestiti con i loro indumenti dismessi e con i loro costumi più antichi che si affiancano surrealisticamente alle antiche armature romane.

In una ambientazione atemporale, ma che precede l'industrializzazione e la luce elettrica, convivono abbigliamenti tanto diversi e suggestivi da far apparire la Sardegna come un universo fantastico anche sotto il profilo della moda. Gli abbigliamenti maschili più primitivi, con mantelli neri di lana o pelli fino ai piedi, richiamano i bronzetti nuragici; quelli più moderni sono di velluto, con "bonette" e gambali. I bambini indossano cuffie e camicioni e raramente calzano scarpe; le donne hanno camicie e gonne plissettate. Poi ci sono gli indumenti "a sa zivile" (all'europea), che rispecchiano la moda francese degli anni venti.

«Raccontiamo un mondo povero e di sofferenza. Non tutto è facilmente comprensibile. Pensiamo alle parole di Gesù, che porta messaggi e che compie miracoli: “Ama il tuo nemico”», aggiunge il regista. Ma la sfida è anche questa: «A Cagliari coinvolgeremo i poveri, chi sta per strada, chi è ospite delle case di accoglienza. A oro chiederemo di recitare». Nel film si parla in sardo: questa è una delle ragioni che non ha permesso di trovare facilmente i fondi. Le riprese dovrebbero partire a fine mese.
Il racconto prende il via dall’Ultima Cena, quando gli eventi precipitano e gli antefatti tornano in flash-back rivelandosi presagi. La sofferenza delle genti che accorrono alla parola di Gesù è cruda, la povertà è vera, se ne sente l'odore e si tocca. Le folle respirano l'ansia delle promesse, la speranza dell'impossibile. Gesù corrisponde all'unica descrizione che precede i Vangeli, quella di Isaia  "...non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere..."

Non c’è sangue, ma è impressionante la rappresentazione di esseri umani incoscienti e quasi innocenti che dall'amore e dagli onori al loro Maestro trascorrono leggeri alla più crudele violenza contro di Lui. Anche i bambini che in precedenza lo hanno salutato con dolcezza, sulla via del Calvario, scandiscono l'orribile condanna "Alla croce, alla croce, il Re alla croce!"

Quando Maria e Giovanni sono raccolti ai piedi di Gesù morente, dove ora incombe un cielo grigio, come in un sogno, Maria rivede la cometa che splende nel cielo stellato e, chinando lo sguardo, torna col ricordo al Bambino neonato che quella notte cullava tra le braccia. Seguono reiterate e paurose le immagini dell’ombra buia che invade la collina, mentre la gente ammutolisce e fugge. Anche la morte è reiterata e ogni volta le ultime parole di Gesù differiscono. Alla fine il grande miracolo che precede la resurrezione - quello descritto da Luca - quando tutti, non solo i buoni e neppure soltanto i convertiti tra i cattivi (il famoso centurione...), ma anche i violenti e gli odiosi improvvisamente si rendono conto.

ME ENCANTÒ ESTE PROYECTO ¡vi algunos avances y realmente me emocionó muchissimo escuchar pronunciar en sardo las palbras de Jesus …

3º tema

 

 

 


CANDO FIA MINORE


MARCELLO LEDDA




Cando fia minore
si deo intendia
del sol bezzos narrer cosas bellas
su tempu frimmaia

de sos mannos eroes
omines fortes e justos
omines chin tantu de valores
omines attrividos

e una lughe in sos ojos brillaiat
una lugh' e moviment' e passione
ca su coro in su pettu baddaiat
chin sa mente chi perdiat sa rajone
sa rajone pien' e fantasia
fantasia chi no timet persone

cando fia minore
si deo pensaia
a cuddos bisos pienos de colores
rieiat s'anima mia

in sos jaros albores
chi chi tinghene su chelu
ei su merie fastizzat su mare
e ‘orminti umpare

e' un1’ istedda chi mi faghet cumpagnia
ei sa luna mi regalat su lugore
ite bellu ‘eo minore cando fia
cando sogno 'e diventare cantadore
cantadore pro contar' e vida mia
vida mia tribulad' e gherradore

cando fia minore
si deo giraia
in sa campagna bird' e in fiore
incantadu istaia

sal prunas profumadas
ei sos canarios raros
chin alas ricamadas
e cantos attonados

cun su sole in sa car' e s' allegria
ei cun s' abba chi ristora' su pastore
ite bellu eo minore cando fia
ma es’ su tempu de fagher su zenidore
zenidore istudiende pro qui siat
e chi siat ringraziende su segnore
su segnore lu pregro e maria
chi no facca' mai pius un errore
ca s'errore in su leare sa via
lu pago dae cando fia minore quand’ero piccolo



 . Quand’ero Piccolo
I Vecchi Mi Raccontavano

Belle Storie

Il Tempo Si Fermava


Di grandi eroi

Uomini forti e giusti

Unini di grandi Ideali

Uomini valorosi


E una luce brillava nei miei occhi
una luce Piena Di Passione
E Il Cuore Mi Danzava In Petto

Nella mia fantasia non c’era paura

e Il Dolore Era Poesia

Quand’ero Piccolo
se io pensavo asi sogni pieni di colore

Rideva l’anima mia

Nel clarore del alba

Che colorano il celo

una stella mi faceva compagnìa

E la luna mi regalava la sua luce

Che bello era

Quand’ero Piccolo

sognavo diventare cantautore

Poeta per raccontare la mia vita

La mia vita di tribulazione


Quand’ero Piccolo

E giravo nella campagna in fiore

Incantato rimanevo

Le prugne profumate e i canari rari

Di ali ricamate

E canti intonati


Coll sole sulla facia e l’allegria

E con l’acqua che ristora il pastore

Era bello quando ero piccolo

Ma è tempo di fare il genitore

Genitore imparando ed esserlo

Ed esserlo ringraziando il Signore


Al Signore prego e a Maria

Di non fare più errori

Pechè l’errore nell prendere la via

Lo pago da quando ero piccolo




INFOMAZIONE E COMUNICATI

Il Console Generale d’Italia

10Marzo 2008 Buenos Aires,

 

COMUNICATO


Call Center Ufficio Elettorale:

Dal 10 marzo fino al 10 aprile 2008 questo Consolato Generale mette a disposizione, dalla ore 8 alle ore 18, il numero telefonico (011)4114-4795 con 10 linee rotative al quale potranno essere rivolte domande relative alle prossime Elezioni Politiche 2008 (ad esempio: presenza del proprio nominativo nell’elenco provvisorio degli elettori, modalità di voto per corrispondenza, segnalazione di problemi o presunte irregolarità nella consegna dei plichi elettorali, ecc.)


Il Console Generale Giancarlo M. Curcio

I



l Console Generale d’Italia

 

In Buenos aires


Buenos Aires, 10 de Marzo del 2008


COMUNICADO

 

Call Center Oficina Electoral:

A partir del 10 de marzo y hasta el 10 de abril del 2008 el Consulado General pone a disposición, en el horario de 8 a 18hs., el numero telefónico (011)4114-4795 con 10 líneas rotativas en el cual podrán realizarse preguntas relacionadas con las próximas Elecciones Políticas 2008 (por ejemplo: verificar la propia inscripción en el padrón provisorio de los electores, modalidad de voto por correspondencia, denuncias de problemas o presuntas irregularidades en la entrega de los sobres electorales, etc.)

El Cónsul Generle

Giancarlo M. Curcio

AMBASCIATA D’ITALIA

Buenos Aires



La Embajada de Italia en Buenos Aires presentará los días 26 y 27 de Marzo el Workshop “Impacto del cambio climático sobre el Territorio y la Economía” en la Facultad de Ciencias Económicas (UBA), Córdoba 2122



Las Jornadas se realizarán con la supervisión del ICES (International Center for Earth Sciences) y contarán con la presencia de científicos y especialistas de Italia, Argentina y Estados Unidos.


Los encuentros tendrán como principal objetivo la reflexión en torno a las modificaciones de los parámetros climáticos y los consiguientes efectos en el ambiente, el territorio y la Economía de los países. Se abordarán problemáticas relacionadas con el ciclo del Carbono, los procesos de Desertificación, la reducción de los Glaciares, la agricultura, la producción vitivinícola y el uso tecnologías modernas para el estudio de los nuevos escenarios climáticos, entre otros.


El Agregado científico de la Embajada de Italia, Gabriele Paparo, afirma que “sin el involucramiento de las principales economías y sin un compromiso global no será posible alcanzar resultados suficientes para frenar, por ejemplo, el aumento de las emisiones de gas en el Efecto Invernadero. Con vista al próximo Tratado de Kyoto en 2009, es necesario lanzar un claro mensaje a los gobiernos de Italia y Argentina para instalar allí estas temáticas. En este Workshop deberán emerger nuevas ideas, propuestas y reflexiones útiles para dar respuesta a las demandas que la comunidad internacional nos plantea en las cuestiones del clima y el impacto de sus cambios.”


La apertura del Workshop se llevará a cabo el 26 de Marzo a las 9:00hs. en el Aula Magna de la Facultad de Cs. Económicas con la presencia de: la Subsecretaria de Políticas en Ciencia, Tecnología e Innovación Productiva, Lidia Rodríguez, el Decano de la Facultad de Ciencias Económicas, Alberto Barbieri, el copresidente del IPCC Osvaldo F. Canziani y el Embajador de Italia, Stefano Ronca


Para más información sobre el Workshop: tel. 54-11- 40112161, Correo: scient.buenosaires@esteri.it, Página Web: http://www.ambbuenosaires.esteri.it/

AMBASCIATA D’ITALIA

Buenos Aires

L’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires presenta il Workshop “Impacto del cambio climático sobre el Territorio y la Economía” presso la Facultad de Ciencias Económicas (UBA) il 26 e 27 Marzo.


Le due giornate si realizzano con la supervisione dell’ICES (International Center for Earth Sciences) e contano con la partecipazione di esperti italiani (Cnr, Enea Inogs, Ingv ed Università), argentini (Conicet, Università) e statunitensi (Geostream Consulting, Anoa).


L’incontro avrà come obiettivo principale le modifiche del clima e i conseguenti effetti sull’ambiente, il territorio e l’economia mondiale. Si affronteranno le problematiche relative al Ciclo del Carbonio, i processi di desertificazione, la riduzione dei ghiacciai, l’agricoltura, la produzione vitivinicola, l’uso di moderne tecnologie per lo studio dei nuovi scenari climatici e altri argomenti.


L’Addetto Scientifico dell’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires, dott. ing. Gabriele Paparo, afferma che “senza il coinvolgimento delle principali economie e senza un impegno globale, non sarà possibile raggiungere risultati sufficienti per arrestare, ad esempio, l’aumento delle emissioni di gas causa dell’effetto serra. In vista del prossimo trattato di Kyoto del 2009 è necessario lanciare un messaggio chiaro a chi rappresenterà l’Italia e l’Argentina al tavolo delle trattative. Da queste due giornate dovranno emergere nuove idee, proposte e spunti di riflessione utili a poter rispondere alle domande che la comunità internazionale ci pone riguardo al clima e ai suoi cambiamenti.”


All’apertura dei lavori, il 26 Marzo alle ore 9:00 presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienze Economiche dell’Università di Buenos Aires, sarà presente la Sottosegretaria alle Politiche Scientifiche, Tecnologiche e per l’Innovazione Produttiva Lidia Rodriguez, il Decano della Facoltà, Alberto Barbieri, il copresidente dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) Osvaldo F. Canziani e l’Ambasciatore d’Italia, Stefano Ronca.


26 Marzo 2008 ore 09:00, Aula Magna, Facultad de Ciencias Económicas, Córdoba 2122, Buenos Aires


Per il programma dettagliato e ulteriori informazioni:

tel. 54-11- 40112161,

email: scient.buenosaires@esteri.it, Web: http://www.ambbuenosaires.esteri.it/

 

SANDALIA “Fiore d’Atlanticu” dedicato ai bambini delle favelas.

 



Segnalo un Un artìculo muy interesante

Tradizioni sa non perdereSU BISU

sabato 08 marzo 2008 ore 14:56:53

È una donna, in Sardegna, a custodire uno dei più antichi segreti del mondo. Lei è Chiara Vigo, l’ultima tessitrice di bisso, che ancora sa creare la "seta di mare". Considerato il tessuto più prezioso della storia, il bisso può essere tinto solo con la porpora e nasce da un filamento che secernono alcuni molluschi nei fondali di Sant’Antioco. Secondo la leggenda è un tessuto sacro, e l’arte difficile e paziente della tessitura fu insegnata alla gente dell’isola, discendente dei fenici e dei caldei, dalla Principessa Berenice, figlia del Re Erode.
La tradizione della tessitura del bisso, perduta nel resto del mondo, qui ha attraversato i secoli. Oggi l’ultima custode è Chiara Vigo, che da anni è impegnata a salvare questa tradizione, legata dall’antico giuramento che stabilisce che il bisso non si può vendere né commercializzare, perché è proprietà dell’intero popolo sardo. in appoggio del lavoro di Chiara Vigo e del segreto sardo del bisso, l’associazione noiDonne 2005 propone iniziative di sostegno, con l’obiettivo di salvare e tutelare questa preziosa tradizione.

Di seguito il documento dell’associazione:
Chiara Vigo ha conservato per tutti noi i segreti della lavorazione del bisso, trasmessi per migliaia di anni dai "prescelti".
La seta del mare, filata e ricamata attualmente dalle mani dell’unica detentrice del mistero del bisso- Chiara Vigo - è presente in molti musei del mondo. Molti paesi invidiano alla Sardegna questo “dono” e vogliono “ rapirci su maistu”.
Ora l’oro del mare è in pericolo e i sardi rischiano di perdere per sempre un patrimonio della Sardegna.
Per giuramento il bisso non può essere né venduto né commercializzato. Perché, come dice Chiara, "quello che ho nelle mani appartiene al popolo sardo".
Non si può vendere un bene collettivo ma si può adottare su maistu che tesse e protegge per noi il bisso.
Chiara Vigo ha bisogno del sostegno di chi non vuole perdere questo tesoro, che spetta in eredità ai sardi di domani. Con l’obiettivo di proteggere i segreti del bisso e Chiara Vigo è nato un comitato costituito, per ora, dall’Associazione noiDonne 2005 di Sassari.
Questi gli obiettivi prioritari:
1. Chiara Vigo ha diritto a una sala di lavoro-museo dove lavorare in piena libertà e autonomia. Un luogo che le venga assegnato, come suo possesso, a tempo indeterminato.
2. Chiediamo alle istituzioni che, con sensibilità e in tempi brevi, trovino una soluzione per sostenere finanziariamente su maistu Chiara Vigo e quei -purtroppo pochi- maistu rimasti che tutelano per noi l’arte nel tempo, ma che faticano a sopravvivere.
Al Comitato possono aderire tutte le persone, enti, associazioni, istituzioni, che condividono la necessità di salvare, con misure concrete, questa preziosa memoria storica.

La Presidente
Francesca Fantato
Per informazioni:
L’associazione noiDonne 2005
info@noidonne2005.org

I commenti dell'articolo

Maria Francesca Fantato [2008-03-11 23:03:53]

L'associazione "noiDonne 2005" invita tutti coloro che hanno a cuore il destino di Chiara e il segreto del Bisso a contattare la stessa per avere ulteriori dettagli sulla campagna (l'indirizzo di posta elettronica è disponibile sull'appello). Ricordiamo infatti che accanto alla petizione, a sostegno della quale a Sassari è iniziata una raccolta di firme, c'è la possibilità di alleviare la precarietà estrema nella quale Chiara vive effettuando un versamento su conto corrente: le coordinate del conto, come il modulo per la raccolta delle firme, possono essere richieste all'indirizzo dell'associazione.
Un sentito grazie a tutti coloro che vorranno dare una mano.

letizia [2008-03-11 19:20:06]

Chiara è come i nuraghe, un patrimonio della Sardegna....
come dice lei stessa, Chiara è nostra! E' di tutti i sardi e soprattutto delle Donne di Sardegna, ed è a noi che lei rivolge il suo grido di rabbia e richiesta di aiuto. Non restiamo insensibili, muoviamoci oggi stesso! Anche il versamento di un solo euro sul conto corrente che le è stato intestato è importante per sostenere questa grande donna e ancora più grande Maestro della Sardegna!

Valeria [2008-03-11 19:03:41]

La maestra Chiara Vigo, dovrebbe essere sostenuta per il lavoro e l'impegno dato,in primo luogo dall'amministrazione comunale e dall'assessorato per la cultura, e da quì a seguire da tutto il popolo sardo.
L'articolo è molto bello, bisogna dare più informazione attraverso i quotidiani, affinchè le venga concessa la sede e l'autonomia.
Per la storia e la magia che questo tessuto rappresenta oggi e ha rappresentato in passato,per non tradire la sacralità della tessitura diamo voce a Chiara e sosteniamola.
Fateci sapere cosa fare.
Valeria Atzei
Ass. Verde Azzurro Pan di Zucchero -Nebida Masua

francesca [2008-03-10 23:11:06]

Ho conosciuto a Sassari Chiara Vigo. Mi ha toccato il cuore con la sua passione, il suo amore per la Sardegna, la sua ferrea volontà di regalare ai sardi del futuro il miracolo del bisso. Mi sono però scandalizzata e, come sarda, anche vergognata per l'abbandono e l'isolamento in cui Chiara è lasciata. La regola che "nessuno è mai profeta in patria" viene ancora una volta rispettata. Perchè questa ricchezza è così trascurata? Mi piacerebbe conoscere il parere soprattutto degli abitanti di S.Antioco.





postato da: fantasiasarda alle ore 02:11 | link | commenti
categorie: dimenica delle palme in sardegna

Chi sono

Utente: fantasiasarda
Nome: Teresa Fantasia
So nàschida in Pattada,comente babu chi si narant Nanneddu Fantasia , imbetzes mama Toiedda Zazzu est nàschida in Bantina. Semus arribados in Arzentina su 31 de Nadale de su 1948. Sa familìa mea fimus in 9, eo chi so sa 4ª fiza e tenia tando 7 annos, babbu, mamma,3 frades e 3 sorres meas. In sa mantessi nae bi fiant tzios meos cun sos fizos issoro, tottu minoreddos, e àteros zòvanos sardos.e zente de onzi parte de su mundu. Su primu tempos biviamus i sa zittade nada Castelar inie es nada sa sorre minore Silvia Irene ,Babbu ha fattu sa domo in sa zitade Moreno sa bidda in ue bibent sardos meda e como totta sa famìlia mea, formada dae una setantina de pessones intre babbos, fizos e nepodes. Sono natta a Pattada prov.Sassari come papá , Giovanni Fantasia ,invece mamma ,Maria Antonia Zazzu era di Bantine. Siamo sbarcati in Argentina il 31 dicembre del 1948 ,la mia famiglia era composta di 9 membri Babbo mamma ,tre fratelli e tre sorelle ,ed io che sono la 4ª , avevo 7 anni . Nella stessa nave(Santa Cruz) con noi sono venuti nostri zii Antoni Zazzu e Peppina Me con loro due piccoli figli ,e gente di ogni parte del mondo. Abitavamo a Castelar dove é nata un altra sorella, Silvia Irene e dopo 7 anni ci siamo stabiliti in cittá di Moreno dove ci sono molte famiglie sarde.La nostra famiglia attualmente è composta da una settantina di persone tra padri madri ,figli/e ,nipoti e pronipoti.

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