sabato, 05 luglio 2008

la storie è donna

  

  

 

 EDIZIONE SPECIALE  29 GIUGNO 2008   

1º)“La storia è Donna",INTERVISTA A GIANLUCA MEDAS

2º)"RICORDANDO MARISA SANNIA", ROBERTO DURIGON BATTISTA LEONE

 Per caso sull forum dell’ Unione Sarda sono venuta a conoscienza della importante manifestazione che si stava svolgendo a Iglesias “La storia è Donna” .

Abbiamo oggi come ospite il direttore artistico della manifestazione,Gianluca Medas
Regista, narratore, scrittore, attore, autore.
Proveniente dalla Famiglia Medas, la più antica famiglia d’arte sarda,

Gianluca Medas, dal 1985, si occupa attivamente di tenere in vita la tradizione della famiglia senza trascurare la realizzazione di nuovi progetti che traggono la loro ispirazione dalla cultura popolare.

Di particolare importanza è il progetto Paddori, l’ipotesi di una maschera sarda, che coinvolge tra tutti Fabio Mangolini, docente di Commedia dell’Arte all’Accademia di Recitazione di Madrid e Donato Sartori del Centro Internazionale delle Maschere.
Tra le manifestazioni organizzate, la rassegna Famiglie d’Arte, attraverso la quale porta avanti l’intento di proporre percorsi artistici che valorizzino la tradizione popolare nell’arte, e il recente Festival della Storia.

 

 Dal 1989 si dedica ai Contos, narrazioni su canovaccio, con più di un migliaio di repliche. In particolare, dal 1999, ogni anno, nel cortile del Comune di Cagliari, durante la festa di Sant’Efisio mette in scena la narrazione de Su Contu de Sant'Efis.

 Dal 1998 collabora con la Fondazione Dessì per la realizzazione di spettacoli tratti dalle opere dello scrittore villacidrese Giuseppe Dessì. Diverse le collaborazioni e i progetti nel mondo della televisione, del cinema e dell’editoria.

Tra le collaborazioni più importanti si ricordano quelle con Danilo Dolci, Otello Sarzi, Enzo Favata, Bepi Vigna, Donato Sartori, Ferruccio Soleri, Giovanni Muriello, Elio (de Le Storie Tese) e i Fratelli Mancuso


                                                                INTERVISTA A GIANLUCA MEDAS


TF - Buon giorno Gianluca

GM - Buon Giorno Teresa che ora è da voi? Notte o giorno?

TF - Sono le 8, 15 del mattino .

GM - Allora buon giorno a te a tui ascoltatori.

TF. - Da te è mezzogiorno ,sicuramente siete tutti a pranzo. Scusa l’ora un po scomoda ,ti ringrazio molto la disponibilitá.

GM - Va bene va bene , Mi fa piacere sentirvi, é un piacere per me davvero,

Sto per andare al mare, é una giornata splendida e il mare é maraviglioso.

TF. Il Mare Della Sardegna é il più bello del mondo ,quando io dico questo,mi rispondono “ah! sei troppo sarda . Che fanatica “


GM. - Ah! Ma no dai, il mare é internazionale , é bello. É bello.


TF - come ti ho detto nella mia email, manco dalla Sardegna da quando avevo 7 anni, quindi scusami se non sapevo quasi nulla di te, ti ho conosciuto per caso leggendo sull forum dell’ Unione Sarda il post di un comune amico che fà di nome Ienzos nel fus, sulla grande manifestazione “La storia é donna “ la quale si é svolta ad Iglesias questa settimana.

Tu sei stato il direttore artistico, quindi mi piacerebe che ci raccontassi di cosa si é trattato e come é nato il progetto.


GM.- Intanto io principalmente mi considero un narratore, un raccontatore di storie , il mio preciso obiettivo é quello aiutare le persone a riprendere in mano la parola ascoltata , la parola narrata . Sono convinto che la più grande invenzione dell uomo è stata la parola , perchè anche quando finirà il mondo, fintanto che ci sarà un uomo che racconta e uno che ascolta , noi saremo vivi, perché la parola ci fa sentire vivi più della tecnología, più di tutto quanto .

Attraverso la parola tu riesci a raccontare delle storie. La nostra é una cultura magica. Attraverso la parola veniva raccontata la storia della Sardegna, la storia della nostra terra. Quindi io ho mirato più in alto ancora,come poter raccontare la storia e le storie della storia? Perchè vedi oggi le persone sono molto tristi in tutto il mondo, perchè tutti stanno inseguendo l’èfimero, il denaro, lo star bene : noi siamo se spendiamo”, invece non é vero!

Allora bisogna ridare a queste persone il senso della memoria, il senso della parola, il senso della storia , il Festival Della storia é nato per questo.

la storia é donna” é nata da una meditazione profonda che ho fatto nei riguardi a mia moglie. Noi abbiamo 6 figli , è dificile essere donna in un mondo principalemente maschile, un mondo dove l’uomo sovrasta la donna con le sue abitudini, con il suo modo di fare, con la sua cultura.

Allora ho avuto il desiderio di capire meglio cosa era la donna nella storia , per rispetto nei confronti di mia moglie (un poco egoistica la cosa),e delle donne che mi circondano , delle donne che avevo studiato , delle donne che sono andato a cercare. Pensa ho scritto una narrazione su Rosa di Luxemburgo e ho scoperto che é stata cancellata dall’ elenco delle donne più importanti del 900!

Cancellato da un libro meraviglioso sulle donne più influenti culturalmente del 900. Manca il nome di Rosa di Luxemburg; ma come è possibile, quando suoi studi sono i più moderni in assoluto!

Per questo é nato il festival “La storia è donna” , per il desiederio di riapiccicare la storia , non ci sono due storie nel mondo ,esiste una sola storia, fatta di uomini e di donne.


TF. Questo detto da un uomo è molto bello , perché, come hai detto tu, per troppo tempo la donna é stata costretta ad un ruolo secondario, quando non è stato cancellato tutto quanto le donne hanno fatto di importante .


GM. - Poi tu vieni da una zona della Sardegna.

Non é vero che la donna in Sardegna è schiaciata. Noi in Sardegna non abbiamo mai schiaciato la donna. Non è assolutamente vero. Naturalmente questa é la mia opinione, fino ai primi del 900 c’era un rapporto di collaborazione tra uomini é donne. É stata la società borghese importata dai piemontesi, dall’Italia, che ha cambiato completamente la prospettiva dei rapporti tra uomini e donne.

Quando il pastore non c’era , chi curava la famiglia?

Poi quando il pastore tornava a casa ci si divideva gli impegni ,è stato sempre così. Io dico che in Sardegna siamo stati in avanti in questo, non voglio fare il solito discorso autoreferenziale , però per esempio non so se tu conosci “Casa di bambole” penso di si, in “casa di bambole” viene spiegata la società borghese, ebbene noi non eravamo cosi, lo siamo diventati a contatto, per meglio dire, della società civile.


TF - Succede sempre cosi, le abitudini importate finiscono per inquinare tutto, anche i rapporti umani tra i sardi, perché come dici tu , in Sardegna anticamente il ruolo della donna era molto importante .


GM - Ma tu pensa ai personaggi come s’attittadora ,s’accabadora,la donna che da la morte, la donna che piange il morto , la donna che da la vita, la donna che prepara il letto nuziale per la sposa ,la donna che trasmette il sapere. Ma come si fà a dire che la nostra cultura tratta male la donna?

É il contato con la società evoluta, “industriale” che ha modificato completamente questi rapporti.

Noi non abbiamo assolutamente nulla da imparare da altri, bisogna andare a cercare nel passato per ritrovare l’equilibrio. Spero di non dirti cose che ti sconvolgono..


TF- No, no, assolutamente. Trovo che é interessantísimo.

Volevo leggerti il messaggio di Rosalba Satta che ci escolta da Budoni, e scrive su skype ” “Condivido tutto , ma anche i sardi, delle volte, hanno la memoria corta”


GM.- È verissimo. Però vedi, la parola memoria é diventata un business. Cosi che non ha più senso chiamare memoria . A me da anche fastidio parlare di memoria , perchè ogni volta che si parla di memoria entriamo in un giro di cose sulla memoria ... le foto della memoria ecc ecc e diventa un bussinnes ,

io preferisco parlare dell anima ,credo che in spañolo si dica dueños, qualcosa di più proffondo ,che ha una traccia piu profonda che tu la senti dall’ odore, la guardi. Pensa i pastori quando passavano in un posto mettevano una pietra sopra l’altra e nessuno doveva toccarle perche li c’erano le“dueños”, li c’erano passati, ecco:questa é la memoria. Quei sassi messí uno sopra l’altro .

Nessuno sa cosa cosa vogliono dire, se nessuno consce questa storia,

Meglio così altrimenti diventa un altro bussinnes .

Sai perchè abbiamo perso la memoria? Perchè l’ abbiamo trasformata in folcklore, in bussinnes.


TF, Ho letto che dentro del programma si è parlato delle bambine morte nella miniera,io non conoscevo questa storia, pensavo che il lavoro nelle miniere era un lavoro che facevano gli uomini più forti, più duri, invece grazie a Daniela di Iglesias , una amica ascoltatrice che mi ha inviato il libro “memorie”minatori e miniere “ sulla storia delle miniere del inglesiente, ho scoperto che nelle miniere lavoravano donne giovanisime e ho letto la storia di queste bambine morte in miniera.


GM.Io vorrei invitarvi a vedere nel sito Della Ragione Sardegna due cocumentari che ho fatto per conto del comune di Buggerru proprio dedicato alle mogli dei minatori.

Ti voglio dipingere solo un immagine. Pensa a una donna che accompagna all’ alba il marito che va in miniera e poi chiude la porta dentro casa e pensa “speriamo che torni”. Pensa tu al logorio di questa donna, che aspettando tutto il giorno che il marito torni. Perchè se non tornava la sua vita è distrutta. Allora il ruolo delle vedove non esisteva. Perche se tu perdevi il lavoro perdevi anche la casa. Se perdevi tuo marito,perdi il diritto di stare nelle capanne.

 

Poi c’erano le donne vedove che accetavano di lavorare in miniera e venivano considerate sottolavoratori, pagati per lo stesso tipo di lavoro molto meno , sfruttate ,vessate ,maltratate ,costrette a subire le voglie del sorvegliante che abusava di queste donne.

Chi ha scritto il libro di queste bambine morte in miniera é Iride Peis Concas.

Ha risumato questa storia che ho voluto raccontare .

Poi se sull sito Della Regione Sardegna, digitate gianlucamedas nell’ archivio video trovate due documentari uno “iI Gigante Della montagna” dedicato ai minatori, e “ ritratti di donna” dedicato alle moglii. È uno spaccato incredibile su queste donne straordinarie,straordinarie ..

ci sarebbe tanto da racontare sulle donne, a volte noi uomini non capiamo. Non capiamo…in Argentina sono state le donne le prime a denunciare le cose brutte che stavano succedendo .


TF- Vero . Da alcume settimane, a Buenos Aires, si si può vedere una mostra dedicata all’emigrazione femminile. L' impronta femenina. É stata programmata del ICEI e del CEMLA che rivindica il ruolo della donna nell’emigrazione. Perchè vedi ,anche qui la societa italiana e troppo "machista" , circoli sardi compresi. Le donne erano rilegate alla cucina, a preparare il pranzo, fare dolci e servire il caffè agli uomini.

Adesso sembra che sia cambiato, perchè ci sono donne presidenti, però ,(adesso la federazione si arrabierà con me) alcune donne sono presidenti dei circoli ma posso dirti che sono presidenti perche lo consentono gli uomini. Tuttavia peró vero potere di decisione non ne hanno.

 

Le donne nell’ emigrazione hanno un ruolo fondamentale . Sono le donne che hanno insegnato ai figli la lingua, le tradizioni,. ecc. Ecc, anche la cucina .

Vedi, a casa anche i fratelli maschi hanno imparato a fare malloreddos, seadas, ecc. Mio fratello Antonio fa dei malloreddos eccellenti e mio fratello Bachisio , ed era gia malato , (è deceduto ) ogni volta che lo visitavo , appena sentiva suonare il campanello metteva una seada a friggere… queste cose le hanno insegnato le donne.le madri.

 

Prima ti parlavo del cortometraggio Donne in lotta. Si tratta di un breve film che ricostruisce la storia di 400 famiglie di immigrati italiani arrivati tra il 1924 e il 1926 a Villa Regina, in Patagonia, spinti dalla chiamata della Società italo-Colonizzazione di Argentina.

 "La Compañía desarrolló un proyecto de organización agrícola basado en la pequeña explotación familiar de cultivos, pero pronto surgieron conflictos que pusieron en peligro la posesión de la tierra. Los colonos se unieron para evitar ser desalojados" .Anni dopo volevavo cacciarli via. Protagoniste della resistenza sono state le donne, decenni dopo si ripete il fenómeno.
"Décadas más tarde, la crisis económica vuelve a afectar a los chacareros.Las mujeres, entre ellas tercera y cuarta generación de inmigrantes italianas, crean un movimiento de resistencia de alto contenido simbólico: las Mujeres en Lucha." Le donne, compresa la terza e la quarta generazione di immigrati italiani, hanno creato un movimento di resistenza di alto contenuto simbolico: Donne in lotta.per difendere la terra.


GM - Ê una storia molto interesante Mi piacerebe saperne di piu. Io sono un narratore di storie , vado alla ricerca di queste storie ,per reccontarle come facevano i cantastorie. Mi piacerebe racontare questa storia. se esiste biliografia pubblicazioni fammi sapere…mi interessa molto.


TF Bene. Ti farò avere dei link via email. Dimmi cosa è il “Processo ad Eleonora D’Arborea?

Eleonora é un personagio affascinante che amo molto. Mi ha sorpresa e sconvolta questa cosa.


GM. Guarda uno degli altri modi per far conoscere la storia e giocare con la storia. Allora cosa abbiamo fatto?

Abbiamo immaginato, malignamente, che ci fosse un piano segreto di Eleonora per entrare in possesso del potere nell giudicato in modo non trasparente. Quindi abbiamo studiato la storia per vedere se c’erano punti oscuri per attacarla, e abbiamo trovato alcuni punti oscuri. Certo che sono mistificazioni, non è tutto vero. Però vedi siamo riusciti a far si che la gente si interessasse alla sua storia.

Perchè tutti conoscono Eleonora d’arborea, ma in realta nessuno la conosce veramente. Eleonora d’Arborea è un personaggio enorme, grandissimo e merita un attenzione molto piu alta che l’Italia ad esempio non le da.

In Italia quandosi parla della Sardegna, nei libri di testo di stori, si scrive solo colonia colonia colonia…colonia…

E a me fa rabbia! perche c’è molto di più. Eleonora d’Arborea e suo padre Mariano IV, ecco il molto di piu che dovrebe essere nei libri di storia , se la Sardegna è parte dell Italia. Per esempio la bataglia contro il generale De Lunas,spagnolo che vide la vittoria de i sardi contro gli aragonesi é una delle battaglie più importanti che è avvenuta tra Italia,se la Sardegna è Italia ,e l’Aragona.


Noi abbiamo fatto questo lavoro per far si che le persone si incuriossero .

Finito lo spettacolo, sono andati ad aquistare il libro sulla Biografía di EleonoraD’Arborea . Quindi samo riusciti ad interessare le persone alla storia della Sardegna, che nei libri di scuola del ministero non cé. Siamo fuori dalla storia dell Italia , Eppure la Sardegna ha una sua storia.


TF- Interessantíssimo, sará publicato? Si sono fatti dei video? Perche io ho cercato su Internet e non ho trovato altro che il programa dell’evento


GM. - Sono riuscito a far si che Videolina . l’emitente Regionale di tv più importante della Sardegna, registrasse tutti quanti gli interventi si potranno vedere in tv sia il processo ad eleonora che lo spetacolo dedicato ad Alfonsina Storini del gruppo Barrio de tango

Alfonsina y el mar” , (quello che ho dedicato a Marisa Sannia) , e anche quello delle donne e bambine morte in miniera, “4 maggio 1871” , e l’ultima serata di ieri, dove presentiamo le donne cantanti, artiste ,interpreti che io ritengo le piu interesanti in questo momento.

Perche un altro dei problemi in Sardegna è che si è creato una specie di muro di Manginot che non permete ai nuovi artisti di emergere. Ci siamo acontentati.

Il prodotto che esportiamo è questo. Ma non va bene , ci sono altri arsisti che non possono arrivare ai contributi, ai fondi per lo spettacolo. E quindi alla posibilità di emergere. Io ho chiamato a queste persone, tutte donne ,per dare loro la possibilità si esibirsi.

TF Ho visto che c’era Rosella Faà,ChiaraMurtas.

GM Sono artiste non solo cantanti,io ho detto :attenzione non confondete , queste artiste con delle cantanti. Perche di cantanti brave ce ne sono tante , ma una cosa è essere cantante e l’altra è esere artista.

TF Ho il cd di Chiara Murtas /Ennio Morricone “Da sa terra a su xelu” ed é

bellísimo.

GM Si é bellísimo Clara Murtas é una grande.

TF C’’erano anche Le Balentes…

GM .Giusto! avevo dimenticato Le Balentes. Straordinarie. Veramente è stata una serata meravigliosa , la piazza era piena di gente che aveva voglia di stare assieme agli artisti, perchè l’impostazione che ho voluto dare a questo festival è un impostazione orizzontale , non eravamo separati dalla gente che veniva a vederci. Eravamo insieme a loro , quindi le persone stavano con noi ,i nvitavano a cena le ospiti. Le portavano a passeggio,

Era un bel clima, come deve essere secondo me , perchè chi fa cultura è come il panetiere, non è che deve vivere in un piedestallo , deve stare con la gente,perche il dono dell’arte, il dono della parola ,della cultura va condiviso; come il pane.


TF,Tu sai che io sono intervenuta perche non ci potevo credere che ad Iglesias , in un evento di tale livelo culturale dedicato alle donne,nessuno aveva pensato di fare un omaggio,a Marisa Sannia, una grande artista nata appunto in quella città! Meritava magari una serata per ricordarla , quindi ringrazio la tua gentilezza e la tua disponibilità per ricordarla .


GM Ho chiesto ai ragazi che mi accompagnavano, che non sono sardi, nel spetacolo “Barrio de tango” , ho chiesto a loro, perche siamo un gruppo, se potevo dedicarla Marisa Sannia , la serata. Loro non la conoscevano , ho spiegato chi era Marisa Sannia e quanto significava per noi sardi , e loro hanno accetato gentilmente.

Erano felicissimi di poterlo fare.

Infatti Io ti ringrazio per evermi fatto ricordare , perche come ti ho detto, si vive cosi, in fretta, tanto che ci dimentichiamo le persone che ci lasciamo dietro.


TF - Ho capito che un evento cosi ci vuole molto tempo per preparalo e che era gia programmato prima che Marisa venise a mancare…


GM - Si era giá programmato,ci abbiamo messo un anno di lavoro.e stiamo già impostando quello per l’anno próssimo,gia dalla settimana próssima vedremo i nostri sponsor. il parco Geomineraio ilComune ,e altri sponsor privati

Per parlare del progetto ,vogliamo parlare di Re ,regine,principi principesse. Vogliamo proccessare i Savoia, se ci riusciamo.


TF Che interesante !


GM Vogliamo proccessarli per essere stati dei pessimi re.

in realtà l’ Italia diventò Regno perche c’ era il Regno di Sardegna.

Il capoluogo del Regno Sardo Piemontese era Cagliari , ma il re a Cagliari ( a Cagliari non volle venire mai ) lo mandarono i revoluzionari Francesi, in esilio.

C ’è stato 13 anni, finchè i sardi si sono stufati e hanno tentato di ucciderlo, ma a causa di una spia ammazzarono e arrestarono i cospiratori.

Si chiama la congiura di palabanda.... scusa se faccio questi viaggi nella storia, mi succede perche amo la storia e amo la mia terra.


TF- Anche io amo la storia e la mia terra,come ti ho scritto , avevo 7 anni quando siamo partiti quindi della Sardegna. Non sapevo niente. Ho fatto la scuola qui, se in Italia di Sardegna non si parla , figurati in Argentina. Per questo mi interessa sapere e faccio tanta ricerca su Internet , per la trasmissione , ed imparo assieme ai miei ascoltatori, che sono affascinati di conocere una terra misteriosa della quale, ne gli argentini, ne gli emigrati italiani,salvo chi aveva fatto il servizio militare in Sardegna, sapevano nulla.

Delle volte mi chiedono:ma dove è esattamente; vicino a Roma? Vicino a Napoli? Al sud ,al Nord?


GM - Te ne racconto un altra. Una volta in viaggio in aereo ho guardato la cartina geografica dell’ ALITALIA; la legenda, (le istruzioni sui viaggi), era sopra la Sardegna ,quindi nessuno poteva capire dove era la Sardegna, perche “sopra” c’erano gli istruzioni per leggere la cartina geografica .gravissima questa cosa. La percezione della Sardegna nell Italia non c’e. Perche in realtà, políticamente siamo

Italiani, ma con l’Italia culturalmente non c’entriamo niente. Il mio cognome é Medas , in Spagna ci sono le isole Medas, e non sono sicuramente italiane.


TF - Io prendo sempre un po in giro gli amici calabresi. Ho lavorato molto con loro nell organnizazione di un evento delle Regioni che si é tenuto nella sede della FACA (federazione calabrese) cé un quadro di una carta geografica dell Italia, e la Sardegna non cé!

dico a loro allora hanno ragione gli indipendentisti che affermano “Sardigna no est Italia”!


GM (risate ) Hanno raggione! , questo spesso succede, perche veramente non c’entriamo con Italia ,ne geográficamente ne culturalmente ,

políticamente é un altra cosa. La politica non c’entra niente con la cultura e con la geografia .


La Sardegna é un problema culturalmente mai risolto , sempre ad accogliere la cultura degli altri invece di esportare la propria.e poi sai per un artista sardo è difficile proporsi in Italia , quando va in giro nei circuiti , ti rispondono “Si si, ma per ascoltare te ,ci vuole una nicchia di persone ,non sei economicamete allettante ,costi troppo , vieni di un isola…”per cui siamo peggio degli indiani ,chiusi nella riserva indiana isolati,,, ma questo ci ha anche preservato.


TF - vero in un certo senso, però siamo troppo isolati.


GM Si, si ma anche con un atteggiamento a volte un po tropo autoreferenziale! Isolati mentalmente che é peggio che geográficamente , sardocentrici. Per fortuna la Sardegna fa parte del mondo, fa parte del Europa ,é questo che dobbiamo capire se vogliuamo evolverci. Adesso ti ho messo in imbarazzo?


TF – No, No! Quando vengono i politici italiani ,e protesto contro alcune cose come il problema della pesante servitù militare , delle scorie ecc, ecc, mi dicono “ma no ,noi alla Sardegna vogliamo bene” Io rispondo “Si certo! Per venire in vacanza!


GM che poi dove vengono in ferie loro non è piu Sardegna ,la costa Smeralda e tutta quella zona li, è diventata Italia. La Sardegna vera é all’ interno , uno che ama la Sardegna va a cercare il sardo. Senza cadere in facili folclorismi come stà sucedendo.


TF. - Ti leggo un messaggio di Rosalba Satta” Un mea culpa ,disattenzione imperdonabile :l’evento avrebe dovuto iniziare con un canto di Marisa Sannia, era il minimo che Iglesias poteva fare”


GM Ha  Ragione però non è cosi facile , é sucesso tutto all’ ultimo momento, poi io non sono solo in questo gruppo. Mi scuso , avrei voluto fare di più, perche anche io amavo Marisa, pero una volta scattato il meccanismo finale

della manifestazione, organizzare delle cose all’ ultimo momento é molto dificile .


TF ,Ti dirò che tra nostri ascoltatori Marisa é molto amata ,dal primo cd che ho messo in onda”Sa oghe de su entu e de su mare”che mi é stato regalato da Don Paolino Fancello quando sono stata sua ospite alla Radio Planargia nel 99 ,ha conquistato tutti. É l’artista preferita ,quando é venuta a mancare, cosi improvvistamente , ci siamo rimasti malísimo, allora parlando con i responsabili del suo sito uficiale e del suo space e con altri ascoltatori ci é venuta l’idea di scrivere al Sindaco di Iglesias , chiedendo che fosse intitolata a Marisa un piazza o una via o che si organizzase un concerto per recordarla.

Ci ha risposti di si ,il festival “La storia è donna “sarebbe stato perfeto! un ottima ocasione e invece…quando ho visto che ne si faceva il suo nome, mi sono detta ma come e possibile?


GM Guarda ai perfetamente ragione, non so come è suceso ma è succeso.

Io prometto che per l’anno próssimo , anche se non si parlara di donne , e si parlerà di storia, dedicherò una serata a Marisa Sannia. Chiamerò i miei amici Artisti é chiederò di cantare ognuno di loro una canzone di Marisa Sannia e così le rendermo omaggio in questo modo.

Questo non é stato possibile quest’anno, perchè era troppo tardi , se faccio una promessa la mantengo ,prometto che lo faremo l’anno próssimo,anche perchè é un atto dovuto . Ve lo farò sapere naturalmente.


TF Certo informami in tempo cosi ne parleremo in radio per far conocere il programma di tutto l’evento


GM Certo certo adesso che ci siamo conosciuti sarà facile comunicare.


TF - ho letto che fai delle cose molto interessanti, ci saránno altre occasioni per parlarne, quando tu vuoi mi mandi una email e concordiamo una data per parlarne in radio, adesso ti saluto e ti ringrazio per la tua disponibilità.

Ti lascio libero per andare al mare . Un abbraccio


GM.Grazie mille a te ,saluti a tuoi ascoltatori ,ciao.

                                          Omaggio a Marisa Sannia 

                                              in diretta telefonica

ROBERTO DURIGON Webmaster del sito  www.sannia.it

Nostro ospite  é  Roberto , un carissimo amico che é responsabile del sito ufficiale e dello Space  di Marisa Sannia . 

 

T.F. Buon giorno Roberto! 

 

R. Buon giorno Teresa! Buon giorno a tutti. 

 

T. F. Grazie di cuore Roberto  per quanto fai per Marisa Sannia .  

Ci tenevo molto a questo tuo intervento in diretta  ,innanzi tutto per ringraziarti  pubblicamente, perché è grazie a te che ho potuto intervistare Marisa Sannia e, sempre tramite te, ho avuto i suoi cd “Melagranada” e “Nanas e Janas”. 

  

R. E’ il minimo che potessi fare. 

 

T.F. Come ho detto ci tenevo molto alla tua testimoniaza perchè sei  amico di Marisa . Puoi raccontarci  come l’ hai conosciuta? 

 

R. Ho conosciuto Marisa Sannia qualche  anno fa ,  nel 2000.  

Il primo contatto è stato tramite e-mail ,perché avevo creato un piccolo sito  per la sua musica in sardo ,quella da cantautrice; cosa che lei apprezzò  molto . Quindi scrisse  una e-mail chiedendo un contatto: la possibilità di parlare al telefono.La sera stessa lei mi chiamò per un incontro e mi  invitò a  Roma . Ebbi , perciò, l’occasione di conoscerla personalmente . Piano piano il lavoro è andato avanti  ,ed il sito a lei dedicato è diventato il sito ufficiale : quello che, come sai, si può visitare. www.sannia.it  

 

T.F. Il sito è bellissimo! Complimenti perché so che è stato anche premiato. 

 

R.Piano piano è nata un’ amicizia...Mi imbarazza anche un po’ potermi definire amico di Marisa ,preferisco definirmi come “un piccolo amico di Marisa” perché lei era una persona davvero speciale,una persona molto bella fuori e dentro. 

Io ringrazio il destino ,ringrazio  il Signore, o chi per Lui ,per avermi dato la possibilità di confrontarmi con Marisa,di imparare da lei tante cose . Marisa era una donna pura,una grande donna che mi ha insegnato soprattutto la virtù della coerenza con le proprie idee, con la propria interiorità...e questo credo sia una dono grandissimo.E poi Marisa mi ha indicato la strada verso la poesia ; grazie a lei ho conosciuto dei grande  poeti che non conoscevo ,come Montanaru e Masala, e poi mi sono accostato alla poesia di Garcia Lorca ,scoprendo l’universo dei poeti immensi...Quindi:  “Grazie Marisa”. 

 

T.F.Conoscevo Montanaru ,mi sono sempre piaciute le sue poesie; conoscevo meno Masala, però da quando Don Paolino Fancello ,mi ha regalato il cd “Sa oghe de su entu e de su mare” -era la prima volta che la sentivo cantare -,mi sono innamorata della sua voce . Mio fratello Antonio l’ ha subito riconosciuta : ricordava il successo di “Casa bianca” e altre canzoni in italiano; io, invece, questa parte dei suoi canti  in italiano ho avuto modo di scoprirla molto dopo ; inizialmente “ho incontrato”  Marisa che cantava le poesie di Montanaru . Mi commuovo ancora al ricordo: nessuno ha cantato Montanaru con tanta dolcezza. 

 

R.Marisa sentiva molto quello che cantava...Lei non amava  

essere ricordata per le canzoni che  cantò quando aveva 20 anni. Non si sentiva rappresentata. 

L’incontro con Montanaru le ha permesso di percorrere una strada  verso una dimensione artistica notevole. La sua voce era “fatta” per  cantare quelle poesie... che sono poesie semplici ma  toccanti, con contenuti veri e forti. 

Cantava molto bene anche   Masala...  che è un po’  l’opposto di Montanaru; le sue liriche, infatti, sono molto meno consolatorie…più dure. 

 

T. F. Si, sono  più dure. 

 

R. Ugualmente credo che Marisa sia riuscita a interpretarli  in maniera  egregia ,soprattutto  quelle poesie-canzoni dove Marisa fa un lavoro da mosaico... perché prende frasi da varie poesie e ne fa un unico   testo con un significato a volte nuovo, a volte aderente a quello che volevano dire i poeti. Credo che “Melagranda ruja” sia un lavoro notevole, molto bello. 

 

T.F. Veramente molto bello... Ad esempio il brano “Sos bestidos de biancu” - che a me piace  tanto -,l’ ho sentito da un’ altra artista che lo recita con tutte le parole forti di Masala. 

Invece Marisa , con la sua delicatezza, ha fatto un lavoro bellíssimo,ha addolcito e soavizzato le frasi più dure,senza togliere nulla, ad esempio, al dramma terribile  dell’ emigrazione : dramma  raccontato dai versi della  poesia . 

 

R. Si: la pazzìa ,l’alienazione ,l’allontanamento dalla propria cultura, dalla propria storia ..Veramento un testo molto forte . 

 

T.F. Infatti Marisa mi diceva che  non la cantava spesso perché aveva bisogno di un pubblico adatto ,quello capace di capire il dramma ... 

 

R. Dura e splendida... così come è bellíssima   l’altra canzone, “Il pescatore di frodo”, “Su Piscadore a fura” : il dramma della morte che nella voce di Marisa pare diventare un “pastello” di delicatezza e bellezza.. 

Anche in  “Nanas e janas” -  testo e  musica di Marisa - credo si raggiungano  vertici altissimi di lirismo ; sono brani veramente notevoli . Come  “Chie so”..che è uno dei brani che Marisa amava di più . 

T. F. Si, Marisa mi aveva detto che era la sua canzone preferita. 

 

R. Marisa mi aveva raccontato che nei suoi  album valeva la regola della prima e dell’ ultima canzone. Le canzoni che aprivano e chiudevano i  suoi album erano quelle che sentiva in maniera particolare ,quelle che avrebbero avuto un seguito successivo. In modo particolare amava “Chie so”,  che é la storia di una mamma che, sconosciuta al proprio figlio, si presenta e gli dice chi è: 

le paure,la bellezza,la solitudine... tutto quello che racchiude l’ essere umano , lo presenta al figlio. 

Un testo toccante che mi commuove ogni volta che lo ascolto. 

Venendo poi all’ ultimo disco -  il recente “ Rosa de papel”- ,ci sono due canzoni che veramente mi straziano : la canzone della farfalla, tratta da un’ opera teatrale di Garcia Lorca che parla appunto della maledizione della farfalla ,dove si fa riferimento al presagio della scomparsa…E’ inevitabile, dopo, pensare alla morte di Marisa.…Devo dire che tremo ogni volta che la ascolto… 

 

T. F. Ti dirò che la canzone che piace di più alla mia nipotina é “Maria filonzana”: è una leggenda bellíssima. 

 

R. “Maria filonzana” è tratta da una poesia di Masala ,ma la parte iníziale - quella recitata -  è stata scritta da  Marisa . A questa favola, ,a questa leggenda recitata da Lei, aggiunge delle frasi di Masala per “confezionare” una canzone bellissima che piace molto anche a me, oltre che alla tua nipotina. 

 

T. F. Ricordo d’aver detto a  Marisa che  mi ha sorpreso sentire “Nina nana de los luceros” in spagnolo ,e lei mi ha risposto: “Si sto  studiando lo spagnolo per poter cantare le poesie di Garcia Lorca”. 

 

R. Un grande amore di Marisa, Garzia Lorca! Già l’ album “Nanas e Janas” avrebbe dovuto contenere due poesie di Garcia Lorca; una  è stata poi utilizzata per l’album “ Rosa de papel”, ed è “Duerme”,e dell’altra è stata utilizzata solamente la musica , poi è stato cambiato il testo all’ ultimo momento  e mi sembra che sia “Duos e tres”...ma in origine quella canzone aveva un testo tratto dalle  poesie di  Garcia lorca. Quindi queste sono  le prime incisioni di Marisa , in riferimento a Garcia Lorca. Successivamente c’è stato un periodo difficile per lei :aveva avuto un incidente e, costretta a stare  dentro casa, ha ripreso in mano il discorso delle poesia di Garcia Lorca,e in un mese è nato tutto  l’album.. .che poi Marco Piras ha arrangiato in maniera egregia . Tu che hai avuto modo di ascoltarlo ,sarai d’accordo con me nel definirlo un capolavoro . 

 

TF.Si , Grazie a te, il marito di Marisa me lo ha inviato e, per presentarlo ai nostri ascoltatori, ho dedicato a questo lavoro l’ intera trasmissione. 

 

R.L’Album in Italia ancora non si trova, nel senso che è uscito soltando in 1000 copie in un negozio di  Alghero. A settembre- spero si concretizzi- ,dovrebbe esserci una nuova edizione e verrà distribuita in tutta Italia. Sarà facile reperirlo ,perché è un disco talmente bello che chi  ama  la musica di Marisa dovrà assolutamente ascoltarlo . 

 

T.F. Speriamo... perchè molti ascoltatori mi hanno già chiesto dove poterlo acquistare. 

 

R. Marisa amava in maniera totale questo disco ,ci credeva veramente . Fino all’ ultimo  ha curato la presentazione – 

 impegnandosi con il grafico e  la figlia per la realizzazione del libretto -. E’ proprio  l’ eredità preziosa  di Marisa... 

 

T.F. Mi ramarica il fatto che mi aveva detto con tanta allegria che ci tenava tanto a presentarlo a Buenos Aires : c’era stata per tre giorni e voleva ritornare per presentare “Rosa de Papel”. Purtroppo il destino ha voluto altro. 

 

R. Purtroppo il male ha colpito Marisa in un momento che sembrava pieno di futuro  dal punto di vista  artistico. Aveva inciso quest’ album ,aveva intenzione di presentarlo nei teatri Italiani con un recital ,che  ha avuto modo di realizzare una sola volta, l’anno scorso, a luglio a Roma . E’ stato un momento di altíssima  poesia. Ma il destino ha deciso in maniera diversa… 

 

T.F. Esiste un video di quel recital? 

 

R. Purtroppo no. Io chiesi  a Marisa di poterlo realizzare, 

 ma mi  parve poco entusiasta, quindi  preferii  non insistere. Adesso  mi pento perché  poteva essere un documento importante ; ma ero certo  che ci sarebbero state tante altre occasioni . Così non è stato... Fortunatamente  ho scattato alcune foto . Le ho inserite nel suo space:  almeno queste rimangono per testimoniare la magia di una serata che Marisa ha regalato al suo pubblico nel luglio dell’ anno scorso. Marisa stava bene, era in piena forma…e..niente …mi commuovo ogni volta che  parlo di Marisa.. 

 

T. F. Rosalba scrive un messaggio su skype : “La strada è sempre in salita per chi , come Marisa, segue il sentiero dell’ anima e non quello del mercato che anestetizza i sentimenti e ci rende dipendenti dal nulla”.  

Io posso dirti che fino a quando ci saranno persone come te ,come Battista e come me , Marisa non sarà dimenticata. Anzi molti la stanno riscoprendo grazie a tuo space, al sito e  alla nostra trasmissione. 

Andrea Poddighe mi diceva, tempo addietro : “Tu hai  parlato di Marisa Sannia da sempre ... non come altri che ne parlano dopo che è mancata”. A me dispiaceva che molti neanche sapessero che continuava a cantare,ed io non capisco come un’ artista come lei - una delle migliori voci sia della Sardegna che dell’ Italia - sia stata trascurata in questo modo. 

 

R. Questo è un mistero , Marisa era una personalità artistica anomala : non amava il clamore del successo : Quindi forse è stata un po’ messa da parte un poco anche per sua scelta : non cercava le grandi platee . Aveva quasi  timore del pubblico,diceva sempre che i  suoi lavori erano rivolti a un pubblico ristretto...e questo sicuramente  non ha giovato alla sua carriera , non ha giovato alla diffusione della sua arte. Io credo,Teresa , e te lo dico molto francamente,che Marisa era una grande artista anche perchè  fondamentalmente era una grande donna ... e questo suo essere grande -di essere, cioè, al di sopra delle parti , al di sopra dei giochi - ha fatto sì che la sua carriera prendesse  determinate strade e non altre. 

Ugualmente credo che abbia lasciato un’ eredità preziosissima...  che sono le sue meravigliose canzoni  e, in special modo, questi 4 ultimi lavori . Vorrei citare un altro album precedente , che è il suo primo lavoro da cantautrice : “La pasta scotta” , un disco LP  molto particolare con delle tematiche  femministe che Marisa  ha toccato con molta delicatezza ,quasi come fossero acquarelli . Un disco, secondo me, molto valido . 

 Sono questi  i cinque lavori  per  i quali , credo, lei volesse essere  principalmente ricordata. 

 

Nel salutarti  desidero dire un’ultima cosa :  spero che la Sardegna non la dimentichi ,spero che Iglesias - la sua città natale - non la dimentichi; deve fare il possibile affinché le generazioni future la possano ricordare . Abbiamo la promessa del sindaco : tu sai a cosa mi riferisco . Spero che il tuo ospite precedente  concretizzi la promessa del concerto. 

 

T.F. Credo che lo faranno! Gianluca Medas, poi, ha detto che si impegnerà, e sono certa che manterrà la parola data. 

 

R. Io non sono nessuno ,non ho niente  però ,  nel mio piccolo,farò di tutto , con tutte le mie forze , per onorare la memoria di  Marisa. Ti posso dire che ci sono altri cari amici di Marisa  che si stanno impegnando per organizzare un grande concerto l’anno prossimo  in suo onore . Io sto organizzando una mostra : chiederò - assieme a un importante critico d’arte - a 100 artisti italiani di dipingere - con i loro colori ,con la loro sensibilitá, la loro poetica ,con  la loro arte insomma -,100 rose di carta  ispirate a Marisa Sannia e al suo disco “Rosa de papel”. 

Queste rose verranno esposte in una  mostra che si terrà nella mia città , Cisterna di Latina ,credo nei primi mesi del 2009. Successivamente andranno a costituire una mostra stabile in una pinacoteca di Cisterna,o in un altro Piccolo museo : sto avviando i contatti. 

 

Questo è quello che posso fare per Marisa e lo farò con tutto il cuore. Devo molto a Marisa. 

 

TF Certamente che ci riuscirai ,tienimi informata ti prego . 

 

R.Si,ti terrò informata di tutte le iniziattive. Chiederò a tutti coloro che  hanno amato la musica di Marisa ,di seguire il suo space e il suo sito ufficiale perché tutte le notizie saranno divulgate tramite questi siti .  

Il sito ufficiale  attualmente è fermo,ti spiegherò dopo perché non è stato aggiornato con l’ultimo disco..Poi voglio segnalare che il 10 di agosto sarà  assegnato il premio Maria Carta alla memoria di Marisa. 

Sono  felice di questo così come lo sei tu e tanti altri. 

 

T.F. Voglio ricordarti che Andrea Poddighe si é reso disponibilíssimo:  é stata una sua idea il voler fare un omaggio a Marisa nel suo “Concerto per Pina” che si terrà a Sassari il 16 luglio . Avrebbe bisogno di in video di qualità  . Andrea  non ha materiale e  tu mi avevi detto che quelli su you tube non sono buoni. 

 

R Infatti. Non sono adatti per un omaggio,sono cose molto vecchie: risalgono agli anni 60. Quelli nuovi non sono di qualità tecnica, però esiste un video di due canzoni che Marisa ha eseguito due anni fa all’Auditorium di Roma; caso mai posso segnalare ad Andrea dove trovarlo per poter fare un bell’ omaggio a Marisa. 

 

T.F. Roberto io ti ringrazio di cuore per la tua testimonianza. 

 

R,Io ringrazio te per questa  possibilità . Poter dare questa testimonianza pubblica del mio affetto per Marisa era importante ...perché  io avevo  un cruccio molto grande…te lo dirò … anche se è una cosa abbastanza..…Un mio dispiacere è quello di  non aver detto mai a Marisa quanto era importante  la sua amicizia per me, per pudore. 

T.F. Io credo che Marisa con la sua sensibilità l’ha saputo cogliere . 

 

R. Si, probabilmente si ,però adesso che l’ ho detto  sono contento. Era una cosa che volevo fare ,quindi  grazie a te Teresa ,grazie davvero. 

T.F. Credo che Marisa anche adesso ci sta ascoltando, perciò il tuo messaggio é arrivato.Grazie Roberto, un abbraccio! 

  

R, Ciao Teresa! Saluto te e tutti gli ascoltatori. Grazie ancora.   

 

 

http://www.slide.com/r/vP2Egfqi1D-zNh2NoyCYVQ1RKDkdclvG?current_view=TICKER&previous_view=TICKER_MENU_SHARE&previous_action=SHARE&cid=432345564229342012 

CHIE SO (CHI SONO)

MARISA SANNIA

 

 Chie so.narami chie so,chie so

Dei so s'iscuru,Deo so sa lughe,su lampu de fogu

Pedra in su muntone ,sonu de paraula,disizu de carignu

Seo so su misteru ,cuadu insas'intragnas,

chie so ,narai chie so,deo so sa gherra,

deo so sa paghe ,su sirbone a fua,so disamistade...


  Deo sos sos ojos,puntudos che ispìna ,deo su tou ammentu,deo so solidade.

 

 Fuet fuet su tempus,

fuet chei su 'entu

trazas sos anneos,

isuziados in su coro,

chie so ,chie so,narami chie so...

 

 

Chie so.narami chie so,chie so

Dei so s'iscuru,Deo so sa lughe,su lampu de fogu

Pedra in su muntone ,sonu de paraula,disizu de carignu

Seo so su misteru ,cuadu insas'intragnas,

chie so ,narai chie so,deo so sa gherra,

deo so sa paghe ,su sirbone a fua,so disamistade...


  Deo sos sos ojos,puntudos che ispìna ,

 

deo su tou ammentu,deo so solidale.

 Fuet fuet su tempus,fuet chei su 'entu

trazas sos anneos,isuziados in su coro,

chie so ,chie so,narami chie so...

 

 

Chi sono, chi sono. Dimmi chi sono, chi sono...

 Io sono il buio, io sono la luce, Sono lampo e fuoco, pietra nel mucchio, Suono di parole,

 Desiderio di carezza,

Io sono il mistero,

nascosto nel profondo ....................

Sono la guerra, sono la pace,

Sono cinghiale in fuga, sono disamistade.

 

Sono gli occhi, pungenti come spine,

Sono il tuo ricordo, sono solitudine.

Fugge, fugge il tempo,

fugge come il vento,

 trascina via le malinconie,

soffocate nel cuore.

 

 Chi sono, chi sono. Dimmi chi sono, chi sono.

Io sono il cielo, io sono la terra,

sono mucchio di pietre, landa disperata,

erba di campo, grano di cenere,

vola in mezzo al mare, la mia piccola voce.

Tu sei la speranza, sei la luce del giorno.

 Tu sei il ricordo della vita che fugge.

 

Chi sono, chi sono. Dimmi chi sono.

Chi sono. Io sono la guerra.

Io sono la pace.

Sono cinghiale in fuga.

 Sono disamistade

Battista Leone ricorda Marisa Sannia

T.F. Ciao Battista, buon giorno .

 

B.Ciao Teresa!  Buon giorno a te e a tuoi ascoltatori.

 

T.F. Hai seguito la trasmissione?

 

B. Si : ho sentito l’intervista al tuo 1º ospite , e anche l’intervento di Roberto che ha detto cose molto belle, molto significative che  mi hanno veramente emozionato.

 

T.F.Anche a me .Conosco Roberto da parecchi anni . Sapevo della sua profonda ammirazione per Marisa Sannia e per questo ci tenevo molto alla sua testimonianza. Anche alla tua , ovviamente. Quindi benvenuto! Intanto ti voglio leggere un messaggio di Rosalba che scrive che le piace molto la trasmissione di oggi  e che Marisa Sannia  la  merita .Carmelo , un amico giornalista, dalla Sicilia scrive sul Messenger : “ Ho sentito le inserviste e le canzoni di Marisa e sono veramente commosso”.

 

B. Questo mi fa piacere perché Marisa - soprattutto  nei suoi ultimi lavori, “Sa oghe de su entu e de su mare” , “Nanas e janas” , “Melagranda”  e “Rosa de papel” - ha portato il canto , la musica e la poesia a dei   livelli altissimi.

 

T.F. Condivido totalmente.

 

B. Purtroppo non riconosciuti dai più,perché sono cose che non fanno mercato. Però secondo me, l’arte va diffusa comunque perchè la gente la possa ascoltare  ,perchè dall’arte noi impariamo molto ,ci arricchiamo come persone e acquisiamo delle capacità; io , grazie ai dischi di Marisa, ho acquisito una sensibilità in più verso la bellezza artistica.

 

T.F . Si, è vero . A me piace molto Marisa. La ascolto spessissimo . Posso dirti che la  dolcezza della sua voce è stata di conforto a mia sorella Rina  negli anni della sua malattia ( è deceduta per un tumore, ancora giovane ). Le avevo masterizzato l’album “Sa oghe de su entu e de su mare”. Le piaceva tanto ascoltarlo...La musica di Marisa, perciò, è legata anche al ricordo di questa sorella che amavo particolarmente, che era dolcissima e che, appunto per la sua dolcezza, era molto amata nel suo quartiere.

Per questo io dico che le industrie discografiche che pensano solo al mercato... non fanno altro che bombardarci con delle canzoni banali ,con della musica  assordante che la gente ripete e canticchia  per abitudine , ma che alla fine non lasciano niente . Non hanno la minima idea di  quanto possa  significare per delle persone sensibili  la poesia cantata da un’ artista squisita come Marisa ..che ha saputo far sentire e  amare la poesia e la musica.

 

B.Infatti , è esattamente quello che volevo dirti : la canzone che ascolti spesso per radio,quella che vende, è quella che poi non rimane,ciò che rimane è quello

che ti entra dentro , quello che senti come valore, per questo  dico che quello che Marisa ha lasciato,la sua musica, le sue canzoni, la sua poesia, sono eterne : non moriranno mai.

 

T.F. E’ vero. Ad esempio il cd “Rosa de papel” -  che ho ricevuto come una primizia dal marito di Marisa grazie a  Roberto - , è stato un dono prezioso e mi ha avvicinato alla poesia di Garcia Lorca che non conoscevo.

 

B. Neanche  io lo conoscevo ,avevo , si,  sentito parlare di lui, della sua vita, però non conoscevo le sue poesie che sono davvero molto belle... almeno quelle che ho letto nel buclè del cd di Marisa.

Quante cose Marisa poteva fare ancora... Aveva fatto   quei tre CD ,

Melagranada, Sa oghe de su entu e de su mare ,Nanas e Janas in limba,che erano  splendidi , e poi ha  fatto “Rosa de papel” in spagnolo,che secondo me , supera gli altri 3 perché è molto raffinato,bellissimo, passionale,  struggente ,dolcissimo.

 

T.F. Una volta Marisa , quando mi parlava di questo progetto in lingua spagnola ,mi ha detto : “Questa volta ho tradito la lingua sarda, però solo per un po’... ”  , perché  pensava di continuare ad interpretare i grandi poeti sardi .La Sardegna è terra di poesia e culla di  tanti poeti bravissimi ; non so se esiste un’ altra terra che abbia dato la luce a tanti poeti etnici di uguale valore. In tanti hanno cantato meravigliosamente la Sardegna e le sue bellezze. E Marisa, ripeto, ci teneva a continuare a cantare e musicare altre poesie in limba.

 

B. Perché le bellezze della Sardegna devono essere scoperte . I grandi poeti ci sono stati da sempre,sono sempre esistiti, ma Marisa li ha riportati alla luce e ha diffuso la loro poesia...e questo è bello.

 

T.F. Ci sta ascoltanto Rosalba da Budoni (Sardegna) e ci ha scritto un messaggio: “Alcune orme svaniscono al primo vento. Altre ci accompagnano  sempre  perché diventano sangue , battito , respiro dell’ anima...Le orme di Marisa sono nitide, perfino luminose”.

 

B.Molto belle!  Molto vere le sue parole...Salutala da parte mia anche se non ci conosciamo.

 

T.F.Ci sta ascoltando e ricambia i saluti. Il padre di Rosalba, Franceschino Satta, era un grande poeta :  ha scritto delle bellissime poesie che io amo molto come “Cantones de pache e d’amore” che sono state musicate e cantate da molti grandi cantanti sardi . Forse anche Marisa avrebbe potuto cantarle perché pensava  di continuare a cantare in sardo . Marisa ripeteva spesso che il cantare in limba  aveva riportato alla luce i suoi sentimenti più profondi .

 

B Si si... quelle poesie l’ avevano aiutata a tirare fuori i suoi sentimenti . Ricordo bene quell’ intervista che le avevi fatto . Davvero molto bella.

T.F.In quel tempo io non sapevo molto della  Marisa Sannia che cantava in italiano perché l’ ho scoperta attraverso suoi   lavori in lingua sarda. Prodotti che, a mio parere,  sono veri capolavori .

 

B Sicuramente,sono d’accordo con te. Bene Teresa! Io ti ringrazio, ti saluto  e saluto tutti i tuoi ascoltatori, particolarmente  Rosalba Satta. Ricordiamo  Marisa Sannia :

portiamola sempre nel cuore ...

 

T.F.Contaci! Ciao.  Grazie a te, Battista.

 

Chi sono

Utente: fantasiasarda
Nome: Teresa Fantasia
So nàschida in Pattada,comente babu chi si narant Nanneddu Fantasia , imbetzes mama Toiedda Zazzu est nàschida in Bantina. Semus arribados in Arzentina su 31 de Nadale de su 1948. Sa familìa mea fimus in 9, eo chi so sa 4ª fiza e tenia tando 7 annos, babbu, mamma,3 frades e 3 sorres meas. In sa mantessi nae bi fiant tzios meos cun sos fizos issoro, tottu minoreddos, e àteros zòvanos sardos.e zente de onzi parte de su mundu. Su primu tempos biviamus i sa zittade nada Castelar inie es nada sa sorre minore Silvia Irene ,Babbu ha fattu sa domo in sa zitade Moreno sa bidda in ue bibent sardos meda e como totta sa famìlia mea, formada dae una setantina de pessones intre babbos, fizos e nepodes. Sono natta a Pattada prov.Sassari come papá , Giovanni Fantasia ,invece mamma ,Maria Antonia Zazzu era di Bantine. Siamo sbarcati in Argentina il 31 dicembre del 1948 ,la mia famiglia era composta di 9 membri Babbo mamma ,tre fratelli e tre sorelle ,ed io che sono la 4ª , avevo 7 anni . Nella stessa nave(Santa Cruz) con noi sono venuti nostri zii Antoni Zazzu e Peppina Me con loro due piccoli figli ,e gente di ogni parte del mondo. Abitavamo a Castelar dove é nata un altra sorella, Silvia Irene e dopo 7 anni ci siamo stabiliti in cittá di Moreno dove ci sono molte famiglie sarde.La nostra famiglia attualmente è composta da una settantina di persone tra padri madri ,figli/e ,nipoti e pronipoti.

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