lunedì, 06 ottobre 2008

Sardegna nel cuore/paraulas in su mundu

 
                          
 
                                           Cos'è la poesia?
                                       Montanaru/Marisa Sannia
Cos'è la poesia?E' la bella immagine lontana vista e mai raggiunta /
Un desiderio, uno sguardo / un raggio di sole alle finestra
/ Cos'è la poesia? / il dolore, la gioia, la speranza / la voce del vento e del mare

It’est sa poesia?
MARISA SANNIA
 
It’est sa poesia?… Est sa lontana
bell’immagine bida e non toccada,
unu vanu disizu, una mirada,
unu ragiu ’e sole a sa fentana,
 
Unu sonu improvisu de campana,
sas armonias d’una serenada
o sa oghe penosa e disperada
de su entu tirende a tramuntana.
 
It’est sa poesia?… Su dolore,
sa gioia, su tribagliu, s’isperu,
sa oghe de su entu e de su mare.
 
Sa poesia est tottu, si s’amore
nos animat cudd’impetu sinceru,
e nos faghet cun s’anima cantare.
 
 
 
 Que es la poesia?...es la lejana
Bella imagen vista y no tocada
Un  deseo  una   mirada
Un rayo de sol en la ventana,
 
El sonido imprevisto de campanas
Las armonias de una serenata
O la voz penosa y desesperada
Del viento de la tramontana.
 
Que es la poesia?..El dolor,
el gozo, el trabajo,la esperanza.
la voz del viento y del mar.
 
La poesía es todo,si el amor
nos anima con impetu sincero,
  nos hace con el alma cantar.
 

             Parola nel mondo II, 5 ottobre

 

 Il 5 ottobre comincia il Festival di poesia a Bento Gonçalves, detto
anche Congreso brasileiro de Poesia.
A l' Havana, Cuba, nacque l' idea di Palabra del Mondo.Durante questi
anni abbiamo sviluppato Palabra en el Mundo in tre tappe.Il 21 di
marzo 2008 e, a seguire, il 30 maggio in occasione del Festival
internazionale di Poesia de l' Havana, Cuba. Ora appoggiamo, in
poesia, il Brasile.
L' idea è semplice: una riunione di poeti o semplici lettori di poesia
che, pubblicamente ( in librerie, caffè letterari, scuole,
biblioteche, piazze etc. ; a libero arbitrio degli interessati),
leggano poesia propria o di terzi, autori conosciuti o semplici
estimatori di quest'arte espressiva. Tutto questo avverrà in
contemporanea internazionale col Congresso Brasiliano di Poesia,
stessi orari, stesso giorno in tutte le nazioni del mondo.
La resistenza poetica è possibile. La resistenza poetica può essere
possibile. Le passate edizioni di Palabra en el mundo hanno insegnato
che E' possibile. Necessita quindi la volontà di uno, mille poeti per
organizzare l' incontro.Passate la voce, sommatevi.
Coordinazione per l' Italia: direzioneisolanera@yahoo.it , a cura di
Giovanna Mulas. Si invii proposta di adesione all' iniziativa completa
di nome, cognome, città o paese di residenza, nomi dei partecipanti,
luogo di organizzazione e nome dell' organizzatore / trice dell'
evento

Tito Alvarado, Presidente Honorario Proyecto Cultural SUR Internacional
Gabriel Impaglione, director revista de poesìa Isla Negra

mensajes en español a poesia@argentina.com "
 
Giovanna Mulas (foto di Gabriel Impaglione)Sardegna nel cuore /Palabra en el Mundo

GIOVANNA MULAS
                                                         "L' odore del mio sempre"

Porti l'odore del mio sempre, e il rumore di risacca,
giù, tra riva e scoglio,
nè campi immensi i fiori e lidi peli bianchi
di passato grevi, ove rifugiano la bocca mia,
e gli occhi pieni.
Mi sei di sangue, e
Di stesso sangue fatto, Tu,
che componi, affondi la carne prima,
alle alture del cervello
lassù dove, del cuore, avviso solo fremito costante,
sicuro e unico
fedele.
 
 Ed empirai di latte, spada mia, la coppa ardente.
Oh, so, capezzoli ginestra i muri prepotenti ai quali
romperai ogn'indugio,
le dita rami
d'oceanico seme, giù,
oltre il buio dolce
dove non c'è stagione
ma primavera,
sempre,
germoglia.
Lassù dove nient'altro, io voglio avvisare.
 
 
Sardegna nel cuore /Palabra en el Mundo
 INTERVISTA A ANTONELLO BAZZU


                    
T.F.Ciao Antonello finalmente dopo tanti inconvenienti tecnici siamo riusciti a stabilire la comunicazione ,sono felicissima di averti come ospite in questa trasmissione speciale dedicata alla poesia. 
 
AB Piacere mio Teresa .ringraziamo il santo delle comunicazioni.  
 
TF L'arcangelo San Raffaele patrono dei comunicattori e alla Madonna Di Bonaria Patrona degli internauti  
A B  non lo  se è lui  , Ringraziamolo-comunque ringraziamo tutte e due  
 
TF.  Allora Antonello mi hai parlato molto di un nuovo  libro di poesie é già uscito?  
A.B No ancora no ,è in stampa ,ce l'ha l'editore ,dovrebbe uscire entro  questo mese .appena sarà pronto   te ne farò avere una copia, dunque a differenza del precedente  ,questo  é un libro di poesie in sassarese che l'altra lingua nella quale scrivo e parlo , ho voluto rendere un omaggio a Sassari la mia città.  
 
T.F. Ci saranno anche le traduzioni al italiano come nel libro "Arregionende cun s'anima"?  
A.B. Si si , é una scelta che ho preso tempo fa ,anche se si corrono dei rischi ,del tipo  che si legga la traduzione e non si legga in sardo,però cè anche la possibilità  per  uno al quale  sfuggono  alcuni termini vada a vedere la relativa traduzione in italiano,e quindi aiuta a capire,é una scelta che io ho fatto da tempo e riconfermerò in questo libro
 
TF Credo  sia un ottima scelta,lo dicevo anche a Marisa Sannia ,lei  recitava le poesie   in italiano e poi cantava in sardo , cosi faceva apprezzare la bellezza dei testi dei poeti anche a chi non conosce la nostra lingua.penso che è una cosa molto bella. 
AB Sono totalmente d'accordo .  
 
TF.Bene Antonello ,ho promesso a gli ascoltatori che tu oggi recitereste delle tue poesie ,e tra queste quella che ha vinto il premio di Iglesias. 
A.B. Giusto quella che ti voglio far conoscere per primo ,è una poesia che ho scritto per il concerto "Musica e Poesia"che abbiamo tenuto a Gonnesa,un concerto che ha avuto come tema  il mare e le miniere  , tra altro ho voluto parlare del eccidio di Buggerru che si è svolto 100 anni fa esatamente  il 4 settembre del 1904 
 

ANTONEDDU BAZZU
Buggerru
in Codaruína su 2 de aústu ‘e su 2008
 
 Buggerru                                                                               Buggerru
4 de cabidanni de su 1904                                                  4 settembre 1904

A bóis fizos de Sardigna

est intregadu s’ammentu
pro chi lu canten sos fiòres in beranu!
 
 
Isperriádebos giágas de chelu!
Pesade una cantone
pásidas undas de mare!
In terra, insambenados, b’at restadu
tres frades, dae áteros frades
mortos a balla:
massajos, cun arvadas ruinzadas
cobertas de olvidu,
pastores, órfanos de nidas bamas
frundidas, dáe su bisonzu
custrintos
a piccone e barramina,
los an mortos gherrende
pro unu mossu ‘e pane!
Los an mortos gherrende
pro un’ispera ‘e dignidade!
 
Altu su sole, piseddos gioghende
in s’oru de su mare,
sos ómines a trumas e sas féminas
in solovru, isettende novas bonas
dáe sa commissiòne Cavallera,
e tottinduna sa truppa parada
e pedras e frastimos e ticchirrios
e fusiladas e piantu ‘e piseddos
e fruscios de ballas, irroccos
e sámbene a imbruttare sa carrela.
 
A piccone in manu est ruttu Littera,
rúja una rosa in fronte,
sa muzere ráida manna
a li frobbire su sámbene.
Sun ses fizos, a piánghere Montixi,
imbenujados pedende carignos
e Giustinu Pittáu mortu issu puru
e Giuanne Pilloni
e medas áteros fertos a balla.
 
In terra, b’at restadu
tres frades…
los an mortos gherrende
pro unu mossu ‘e pane!
Los an mortos gherrende
pro un’ispera ‘e dignidade!

 


A voi figli di Sardegna
è consegnato il ricordo
perché lo cantino i fiori in primavera!
 
Spalancatevi cancelli del cielo!
Intonate una canzone
placide onde del mare!
A terra, insanguinati, son rimasti
tre fratelli, uccisi
da altri fratelli:
contadini, dai vomeri arrugginiti
coperti d’oblio,
pastori, orfani di bianche greggi
abbandonate,
costretti dal bisogno
a piccone e barramina,
li hanno uccisi lottando
per un tozzo di pane!
Li hanno uccisi lottando
per una speranza di dignità!
 
Alto il sole, giocavano i bambini
sulla riva del mare,
gli uomini in gruppo e le donne
in ansia, aspettando notizie
dalla commissione Cavallera
e d’un tratto l’esercito schierato
e pietre e maledizioni e grida
e fucilate e pianto di bimbi
e fischi di pallottole, bestemmie
e sangue a sporcare la strada.
 
Piccone in mano è caduto Littera,
un fiore rosso in fronte,
la moglie incinta
a mondargli il sangue.
Sei figli, a piangere Montixi,
inginocchiati implorando carezze,
e Giustino Pittau morto anche lui
e Giovanni Pilloni
e molti altri ancora i feriti.
 
A terra, son rimasti
tre fratelli…
li hanno uccisi lottando
per un tozzo di pane!
Li hanno uccisi lottando
per una speranza di dignità!


AB ti è piaciuta?
TF Molto ,mi piacerebbe se sei d'acordo se la reciti anche in italiano
 A.B. Bene se credi , anche se io volevo recitate altre in sardo ,ad esempio "Omines","
 
TF.Appunto in adessione a parola nel mondo ,la trasmisione di oggi è interamente dedicata alla poesia ,quindi  abbiamo tutto il tempo che vuoi,  e questa specialmete si trata di  un argomento importante e volevo appunto  che fosse capito da chi non conosce la storia e da chi  il sardo non lo capisce.
AB.Ho Capito
TFGrazie , Adesso puoi recitare l'altra.
AB "Omines",Questa è una sollecitazione al uomo parafraseando un po  Dante: "Fatti non foste per viver come bruti,ma per seguir virtude  e conoscenza"

io questo concetto lo ho voluto riportare al tempo di oggi ,e a gli uomini della Sardegna.

ÓMINES /Uomini
ANTONEDDU BAZZU
 
Sassari 4 maggio 2007
 
Ajò chi giá est tempus!
Pesa sas velas
e pone sa prúa a su ‘entu!
Est ora ‘e lassare
custu portu siguru,
custa ‘entre inúe an páschidu
e immannadu sas iperas nostras,
cust’amparu chi sempre
at bardiádu sos bisos piús caros.
 
Terras nóas nos isettan,
isperièntzias e zente divescia
an a torrare a ischidare s’ischire
nostru, vida nóa amus de affrontare
a cara a sole
chena sa máscara de donzi díe.
 
Custu nodu chi nos ligat
a su nudda fittiánu
devimus isólvere,
custa trobéa asseliadora
de su malu bívere, e allatzu
in gangas a su bívere.
No appas duda peruna!
Antzis segandèlu in truncu
ch’est menzus!
Lèa sa resolza e sega,
chena bi pensare.
 
E as a piánghere
daghi semus in altu mare,
solos che fera in nottes de trementu,
de ‘entu e de tempesta.
Emmo chi as a piánghere
e cumpanzu t’at a èsser s’increscu
pro su connottu ch’in palas
t’as lassadu,
póis, chei sa lughe chi ‘inchet s’iscuru,
lena sa pena
unu manzanu s’at ammalmiáre
e atzudu at a torrare
su zèniu ‘e s’ischire
e a fiorire a nóu s’isperu
faghidore...
                              e ómines
                              amus a èssere.
 
Ajò, su ‘entu s’est pesende!
Núes de colostra est murghende su chelu,
pesa sas velas e astrintu e siguru
in manos tuas mantene su timone.
 
 
 
Andiamo, è arrivato il tempo!
Drizza le vele
e metti la prua al vento!
È ora d’abbandonare
questo porto sicuro,
questo ventre dove abbiamo nutrito
e fatto grandi le nostre speranze,
questo rifugio che da sempre
ha protetto i nostri sogni più cari.
 
Nuove conquiste ci aspettano,
esperienze e genti diverse
rinverdiranno il nostro sapere,
nuove esistenze affronteremo
a viso aperto
senza la maschera d’ogni giorno.
 
Questo nodo che ci lega
al nulla quotidiano
dobbiamo sciogliere,
questa rassicurante pastoia
del vegetare, e laccio
alla gola del vivere.
Non aver dubbi!
Anzi, recidilo di netto
che è meglio!
Impugna il coltello e taglia,
senza esitare.
 
E piangerai
quando saremo in alto mare,
soli come fiere in notti d’inchiostro,
di vento e tempesta.
Sì piangerai
e compagno ti sarà il tormento
per ciò che alle spalle
hai lasciato,
poi, come il buio alla luce,
lentamente la pena
un mattino farà posto al sereno
e prepotente t’assalirà
la voglia del sapere
e a rifiorire la speranza
del fare…
                                      e uomini
                                      diventeremo.
 
Andiamo che si leva il vento!
Il cielo munge nembi di colostro,
drizza le vele e ben stretto e sicuro
nelle tue mani tieni il timone


 
 
T.F. Molto bella anche questa

AB ,Insomma un po...a me piace .Bene ,questa che reciterò adesso la ho dedicato a Osidda  , il paese di mio padre,una idda non lontana dellatua Pattada,parla del abbandono dei nostri bellissimi paesi del interno della Sardegna .e la ho intitolato "Biddas"che vuole dire Paesi. 
 
 
BIDDAS
ANTONEDDU BAZZU
in Osidde su 20 de Santuaíne ‘e su 2006
 
Osidde, sa ‘idda ‘e babbu                                  Paesi a Osidda, il paese di mio padre
 
 
Biddas
de dolore,
ispérdidas
in pedrarzos de murdegu
e de isciaréu,
s’arantzu de su sole, sempr’alluttu
in mesu ‘e chelu, ispaccat
sas tèulas de sas betzas coberturas.
Chena pasu su ‘entu
bos ruinzat su coro
ei su ru
(neghéndesi a sa rosa)
imbóligat su tempus
e s’ispera ‘e recuíre
de fizos disterrados
in terras chena amore.
Biddas de mudigore,
balcones isfioridos
a donzi isettu,
impedrados soliános
chena rìsidos de pitzinnos,
ne ticchirrios, ne gosu de partorzas,
biddas abbandonadas
cun préideru a mesappare
e giaganu ‘etzu, ebbía
sempre a mortu su toccu ‘e sas campanas,
(galu ses, caru Frantziscu),
a ch’interrare sos malefadados
chi fattu a sa rughe
si che trazan a campusantu
raighinas e ammentos
e tempos malaíttos
de ‘innennas siccas
e tilibirches famidos
de ispigas chena ranu, ruinzadas.
Biddas de solidade,
trighinzos olvidados,
bos deghet galu però
sa fieresa ‘e su granitu,
galu sas amarguras
cun su mel’‘e s’ammentu cumassadas
allenan dei sos chercos
su piántu
in sas alturas
 Paesi
di dolore
sperduti
in pietraie di cisto
e d’asfodelo,
l’arancia del sole, nel cielo
sempre accesa, spacca
le tegole dei vecchi tetti.
Senza tregua il vento
v’arrugginisce il cuore
ed i rovi
(negandosi alla rosa)
avvolgono il tempo
e la speranza di tornare
di figli emigrati
in terre senza amore.
Paesi di silenzio,
balconi sfioriti
ad ogni attesa,
selciati soleggiati
senza sorrisi di bimbi,
né grida, né gioia di puerpere,
paesi abbandonati
con prete in comune
e sacrista vecchio, soltanto
sempre a morto i rintocchi delle campane,
(ancora sei, caro Francesco[1]),
a sotterrare i malfatati
che appresso alla croce
si portano nella fossa
radici e ricordi
e tempi maledetti
di vendemmie secche
e cavallette affamate
di spighe senza chicchi, arrugginite.
Paesi di solitudine,
piccoli borghi dimenticati,
ancora tuttavia vi si addice
la fierezza del granito,
ancora le amarezze
impastate al miele del ricordo
alleviano delle querce
il pianto
nelle alture.
 
 
 
TF Che tristezza ... vero   che  lo spopolamento dei paesi del Interno è un problema gravissimo . 
AB Ormai si stanno proprio completamente spopolando ,pensa che Osidda ci sono 130/ 150 vecchietti ,come dice la poesia  poco fa non aveva neanche un prete ,lo aveva a mezzo come diciamo noi se lo spartivano con un paese dei dintorni,adesso un prete c'e , ed  è  un fratello nero ,lo chiamano Don Nieddu ,Lo ho conosciuto in occasione di un funerale.una persona simpaticissima.
 
Ho predisposto un altra che  mi piace molto è un ricordo  della mia infanzia sempre di Ossida ,"Sos Bertularios de sa bona fortuna"

erano i girovaghi della buona fortuna che giravano per i paesetti del interno anunciando  la buona fortuna.

 


SOS BERTULARIOS DE SA BONAFORTUNA
ANTONEDDU BAZZU
In Tàttari su 12 ‘e martu ‘e su 2008
                                                                                       I girovaghi della buonafortuna
                                                                                            Sassari  12 marzo 2008
In tempus de tusonzu,
peri s’istradone tortu
chi falaíat dáe Bitti,
benían donz’annu
barriádos de sole,
de piúere e suòre,
a battire sa bonafortuna.
 
Andaían peri sas biddas,
isculzos fattu a sas festas,
su mannu sonende
unu sonette iscussertadu
fioridu a madrepellas,
gárrigu de loroddu su minore
chin sa gabbiédda ‘irde, pres’a tuju.
 
“A sa bonafortuna!”
Donzi tantu abboigaíat
e a fióttu accurrían bajaneddas
e pitzinnos, pro unu soddu
a intzertare sa sorte
in dunu foglieddu tintu,
a birde su ‘e su fadu,
ruju cussu ‘e s’amore
chi unu pappagallu asulu
e bicchiniéddu
apporríat dái sa gabbiédda.
 
“A sa bonafortuna!”
Sighíat ticchirriénde su minore
e andaíat su sonette, sonende
ballu tundu e mazurca a misciappare
e fin sonnios incantados,
e bolos attrividos
e chesuras e láccanas brincadas
a coro in bula
finas a cando isvanessíat sa música
e... s’isperdían sos bertularios
in fundu a s’istradone de Pattada.
 
Piús de un’ ‘ajanedda
pianghíat lágrimas de rosa
astringhende a su coro
unu foglieddu ruju, isfortunadu.
 
 Nel tempo della tosatura,
per lo stradone a curve
che scendeva da Bitti,
arrivavano ogni anno
carichi di sole,
di polvere e sudore,
a portare la buonafortuna.
 
Andavano per paesi,
scalzi inseguendo le feste,
il grande suonando
un organetto scassato
intarsiato di madreperla,
sporco di moccio il piccolo
con la gabbietta verde, appesa al collo.
 
“Alla buonafortuna!”
Ogni tanto vociava
e a frotte accorrevano giovinette
e bambini, per un soldo
a predire la sorte
in un foglietto colorato,
verde del destino,
rosso quello dell’amore
che un pappagallo azzurro
e becconero
porgeva dalla gabbietta.
 
“Alla buonafortuna!”
Vociava ancora il piccolo
e seguiva l’organetto a suonare
ballo tondo e mazurca insieme
ed erano sogni incantati,
e voli azzardati
e siepi e confini scavalcati
con il cuore in gola
fino a quando la musica svaniva
e… si perdevano i venditori
in fondo allo stradone per Pattada.
 
Più d’una giovinetta
piangeva lacrime di rosa
stringendo sul cuore
un foglietto rosso, sfortunato.
 
 

TF Mi fa ricordare la mia infanzia ...
AB Anche la mia , n  seguito ti leggerei ,si sei d'accordo ,un altra che ho scrito da non molto ed  é una sorta di liberazione,Infatti   ho intitolato "Lassademi  istare" (Lasciatemi stare)

TF Sai che anche a Buenos Aires c'erano  questi  personaggi con gli organetti e i pappagalli, e noi eravamo molto curiosi e chiedevamo a mamma degli spicioli per aquistare i biglietini.

A:B: Ricordo proprio che quel bigliettino dell destino era verde e quello  dell amore era rosso e poi quando si allontanavano questi girovaghi ,più di una volta qualche ragazzina  piangeva ...

TF sicuramente perchè non era stato favorevole sull amore.

AB I


LASSÁDEMI ‘ISTARE!
ANTONEDDU BAZZU
 
Lassádemi ‘istare!      
líberos náschen sos ómines e líberos cheren restare
 
 
A bolare
app’imparadu coro méu
e cras lezeru
appenas s’at ammellare su ‘entu
dae sa rocca piús alta
m’app’a isperrumare
peséndemi a bolu.
 
Sa bisera ‘e chíe non so
m’app’a giúghere in sa bértula:
in duna gamba, bene remunidas,
sas cosas bonas
e in s’átera sas chi malas
mi sun reséssidas,
chi mascamente cussas
meda mi sun costadas
e galu mi lantan su coro
e bóis alipintos, calandras
lassádemi ‘e séi
chi no est tempus de isvrásios
ne de beranos bellos
e fiòres e amores
de ammentare.
Lassádemi ‘istare!
 
In sos imberrios de su ‘entu
mi cherzo ispèrdere
e non pensare piús a nudda,
pissighire s’ammentu,
lu frimmare no ‘isco inúe
e a caddu ‘e una núe
truvare rándine e traschía.
 
Su fogu ‘e sa memoria
brinca mamuttone!
De sos nuraghes órtula sas pedras
e chirca su ch’est tóu!
In sa nott’ ‘e su tempus,
cuguddada ‘e furesi,
s’est imberta s’istoria nostra
e marzidu su sentidu
de custu mundu féu.
 
Oh itte pena, itt’annéu!
So istraccu
de istracchidúdine antiga,
istraccu ‘e unu mundu
chi non sero piús méu.
 
 
Lasciatemi stare!
Gli uomini nascono liberi e tali vogliono stare
 
 
A volare
ho imparato cuore mio
e leggero domani
appena il vento mollerà
dalla rocca più alta
mi lancerò
librandomi in volo.
 
La maschera di chi non sono
porterò nella bisaccia:
da una parte, ben sistemate,
le cose buone
e dall’altra quelle
che non lo sono state,
che più delle altre
ho pagato care
e ancora mi feriscono il cuore
e voi fringuelli, calandre
lasciatemi perdere
che non è questo il tempo degli svaghi
né di belle primavere
e fiori e amori
da ricordare.
Lasciatemi stare!
 
Fra i capricci del vento
voglio sperdermi
e non pensare più a nulla,
inseguire il ricordo,
fermarlo non so dove
e a cavallo di una nuvola
aizzare grandine e tempeste.
 
Il fuoco della memoria
salta mamuttone!
Rivolta le pietre dei nuraghi
e cerca ciò ch’è tuo!
Nella notte del tempo,
incappucciata d’orbace,
s’è perduta la nostra storia
e marcito il sentire
di questo brutto mondo.
 
Oh che pena, che affanno!
Sono stanco
d’una stanchezza antica,
stanco di un mondo
che non sento più mio.
 
 
T.F.Bellissima ,Vedi Antonello  la  tua poesia   non perde nulla  con la traduzione al italiano , anche se come sardi ci piace sentirla nella   nostra  lingua
                                                      

A.B.Allora Io cerco,insomma non di fare una altra poesia, perche la poesia è quella in sardo,nasce in   sardo , i sentimenti   sono   in sardo  ,le sonorità sono in  sardo .
però insomma di renderle abastanza decenti ,è ovvio che come tutte le traduzioni :Tradurre é tradire,secondo me con la traduzione al italiano  perde un po.
,Se vuoi te ne recito sull' amore e sull legame che ho nel confronto alla mia terra la Sardegna,se vuoi .

TF Certo che voglio ,sai quanto amo la mia , la nostra terra .   

 
ISULA /ISOLA
ANTONEDDU BAZZU
 
 In Tàttari su 17 de lámpadas de su 2004 
 
 Armuttos in fióre 
e pedras arressas 
in sa tratta ‘e su tempus 
istorias pèrdidas 
in sa memoria 
chi su ‘entu maletrattat 
ei su mare 
carignat e abbratzat. 
 
Terra de isténiu  
e de infadu 
impudu e arrennegu 
de isperas ispérdidas 
in sas intragnas de mortos a balla 
sognu   bántzigu 
      signu 
de amistade e rancore. 
 
Isula 
de sale e de sole 
árrida 
de solidade… 
 
Inoghe 
no isco ‘istare 
ma infora 
ebbía morrer nde poto. 
 
 
 
.
 
Asfodeli in fiore
e pietre immote
sulle orme del tempo
storie perse
nella memoria
che il vento schiaffeggia
ed il mare
carezza e abbraccia.
 
Terra di indolenza
e di noia
rabbia e rimpianto
di speranze disperse
nelle viscere degli uccisi
sogno
altalena
   segno
di concordia e rancore.
 
Isola
di sale e di sole
riarsa
di solitudine…
 
Qui
non so vivere
ma lontano
posso solo morirne.
 
 
  TF Bravo ! bellissima .
AB. in ultimo vorrei lasciarti "su colore è s'ilgerru"
 
TF Quella che ha vinto il premio Ozieri quest'anno?
AB  SI il premio Ozieri quest'anno ,è una poesia che ho scritto su una cosa dalla quotidianità,io ho il mio studio dove e una terrazza dove  , tutti a gli anni, Lina ,mia  moglie,  nel mese  di novembre   piazza dei ciclamini e quindi   praticamente  appena inizia   l'inverno  ,e fino al inizio della primavera questa mia finestra è abbellita da quel colore nell  rosso dei ciclamini-
quindi io immagino che il colore del inverno è appunto il colore dei ciclamini ,é una poesia piccola sintetica ,però a mio modo di vedere rende molto questo mio sentimento si voler unire il rosso al inverno

SU COLOR’ ‘E S’ILGERRU
ANTONEDDU BAZZU
 
 
In Tàttari su 5 de nadale de su 2007                          Il colore dell’inverno
 
  Chi síat ilgerru l’isco
dáe sos ciclaminos
chi Lina assentat
in sa ventana a santandría.
Ríen cando b’at sole,
nde buffan a si fèrrere
e a sero, istraccos, s’allizan
in bisos de isperas,
chéi ch’appèren fattu s’amore.

Cando b’at bentu o frittu
abbascian sa conca, unu pagu,
e isettan chi passet,
pascienscíles, ciarrende
cun sas fozas. Sun bellos
sos ciclaminos míos!
Sempre de unu colore sun ebbía:
su ruju, su colore
de s’ilgerru.
 
 
 Che sia inverno lo so
dai ciclamini
che Lina sistema
in novembre alla finestra.
Ridono quando c’è il sole,
ne bevono a stordirsi
e a sera s’afflosciano stanchi
in sogni di speranze,
come dopo l’amore.

Quando fa vento o freddo
chinano la testa, un poco,
e attendono che passi,
pazienti, parlottando
con le foglie. Sono belli
i miei ciclamini!
Sono sempre di un solo colore:
il rosso, il colore
dell’inverno.
 
 

T.F.Veremente bella, Lina sarà felice che hai immortalato suoi ciclamini. Sarà al ascolto quindi la saluto
 
AB Certo Certo ,ti sta ascoltando e ti saluta caramente 
 
TF Grazie
AB Figurati grazie anche da parte sua .
 va bene ,insomma un po di poesie te le ho lette lette ,spero siano piaciute a tuoi tanti amici ascoltatori soprattutto
 a gli emigrati sardi,io per questa gente ho un debbole particolare,un volta sono stato chiamato assieme con gli Humaniora da un circolo sardo di Torino per fare assieme unconcerto di musica e poesia .
Be io sono andato li portando alcune poesie e credevo non so di portare profumi di Sardegna
di
portare qualcosa di nuovo nuovo ,invece sono tornato indietro ricco del  amore  nei confronto della  terra che mi hanno saputo regalare queste  persone ,perché l' affetto  ,l'amore per la Sardegna ,per la terra che hanno lasciato è molto più grande in queste persone che da anni sono lontano  .e anche perchè  la mia infanzia  è segnata dall emigrazione che   mio padre ha fatto  in Germania, se ricorderai, la poesia Pensabi   del libro Poesias degli Humaniora parla proprio di questo. ,
 
TF si e Lavinia Rosa la canta meravigliosamente meravigliosamente .
 
AB  ,Ah  Lavinia con quella voce meravigliosa che canta , può   cantare  questo e tanto altro.ti dirò che la poesia "Pensabi"  non è tanto bella ma diventa bellissima  cantata da   Lavinia .
 
TF Io la metto spesso in onda perché mi piace molto
AB Bene bene mi fa piacere.
TF ê veramente bellissimo  il cd "Poesias" di Humaniora  perchè quelle   poesie nelle varianti dei dialetti della lingua sarda.  sono tutte  belle  .
 
AB Appunto la particolarità del libro e dell CD Poesias
secondo me consisteva  in  questo grande colpo di genio che hanno avuto  gli  Umaniora di  non fare della solita  musica  etnica ,ma di fare  della  musica con   le   sonorità   delle poesie dei poeti  sardi ,
e bada :senza cambiare un virgola delle poesie !
solitamente i musicisti vogliono addomesticare  lo scrito ,invece, in questo caso qui ,gli Humaniora non hanno cambiato una virgola e hanno fatto dei veri capolavori usando tutti i linguaggi  della Sardegna :
dal Logudorese al campidanese,il castellanese il sassarese ,la variante del logudorese meridionale che noi definiamo come  barbaricino ,hanno fatto secondo me una cosa molto bella,credo che sia un peccato che abbiano  abbandonato,spero momentaneamente ,questo filone ,perché da vero ,nel panorama musicale sardo si erano inseriti con questo lavoro in modo prepotente  , speriamo che ci ripensino .

Adesso stanno facendo dei lavori in italiano,molto belle  ,ma secondo me,no con quella carica che aveva quel messaggio contenuto in quel CD Poesias .

TF Si fanno delle cose bellissime in italiano però  penso che sarebbe bello che ritornino a registrare delle poesie sarde che sono tanto belle.

A.B me lo auguro da vero me lo é auguro ,secondo me questa era una  strada che li caraterizava e  che avrebe continuato a caraterizale in  modo prepotente rispetto    ai  tanti   che fanno queste cose, pero è un percorso loro quindi devono sciegliere  loro.

TF Certamente ,pero ad ogni modo quando sento Lavinia   li suggeriròquesto questo ,anche perchè la Sardegna ha una grande   ricchezza  ,un numero enorme di poeti etnici eccellenti , .credo che non si trova in altra regione regione ,poesie bellissime che musicalizzate  diventano dei capolavori come hai detto detto .

cosi come ha fatto Marisa Sannia ad esempio con le poesie di Montanaru e Masala .

 AB E be Montanaru e Masala !mi dici niente! ,due pezzi  di alto livello ,però tieni presente che li  inizzi di Marisa sono  state a livello di San Remo e cose i di questo  genere e succesivamente,  poi da grande persona,, intelligente e sensibile quale Marisa  era, Lei ha saputo ,fra i primi ,portare  a conoscenza della gente dei grandi poeti sardi come Montanaru e Ciccittu Masala  ,musicando e facendo delle canzoni di una bellezza unica .

Purtroppo come in tutte le cose a livello di massa viene conosciuta .. adesso .... i giovani di oggi  la conoscono la ascoltano. la apprezzano...adesso che non .

Non dico che era nell oblio ma quasi...

 TF. Vero. Adesso    che non cè... e invece nella nostra trasmissione è stata la prefferita dal inizio  , ho avuto da Don Fancello direttore della Radio Planargia , il suo CD "Sa Oghe de  su entu e de su mare",

appena  lo ho messo in onda ha innamorato tutti ,ha conquistato tutti gli ascoltatori, anche di altre radio che non difondevano ne conoscono la  musica sarda.

AB Marisa aveva una voce meravigliosa,  aveva nel cantare una sensibilità squisita,vera .

TF Io parlavo di Marisa sull forum del unione sarda con e molta gente mi dicevano  "ma che  .Marisa cantava quando ero piccolo".. .mi meravigliavo che tanti non sapevano ne che continuava a cantare ne che cantava in sardo  le poesie  dei grandi poeti sardi .

AB Perché suoi inizzi erano stati a livello di San Remo con quella canzone bellissima,ma insomma ,stiamo sempre parlando di livello di  San Remo,

poi da grande mettendo a nudo tutta la sua sensibilità e tutta la sua bravura ,ha fatto tutti questi gioielli .

TF Appunto, questa settimana  ho  ricevuto un DVD di Roxybar,ringrazio tantisimo Alessandro Sannia che mi ha fatto questo bellissimo regalo ,Red Roonie   ha voluto fare un omaggio a Marisa  con una raccolta dei video delle volte che  è stata ospite dell suo programma ,e dove canta  delle poesie di Masala e di Montanaru e spiega il perchè , in un intervista, ha risposto che aveva smesso di cantare perchè non trovava quello che voleva comunicare   ,che la rapresentasse,

 che poi cercando una ninna nanna che ricordava,ha trovato la ninna nanna a Antoni Istevene e cosi ha scoperto  Montanaru  ,lo aveva detto anche a me questo , e cosi ha iniziato a musicalizare e cantare altre poesie di Montanaru e di Masala ,roscoprendo anche il piacere di cantare in limba sarda,nonostante il Logudorese non fosse la sua lingua come mi ha detto ,perchè lei è eglesiente.

AB Infatti  Marisa é natta a Iglesias ,però canta molto bene   in Logudorese

TF Veramente si.canta in un modo meraviglioso.

AB Seccondo me si .Be la Sardegna sotto questo profilo sta facendo dei progressi sia dal punto di vista della poesia ,dei romanzi ,molto interesante

TF Cè in rifiorimento culturale mportante

AB  Quando parlo con amici poeti del continente ,qualche  volta partecipo a dei concorsi di poesia ,non molto perché dopo se vinco non mi piace non poterci andare ,.. sempre il mare in mezzo,

 TF Be  Non è che ti spaventi attraversare il mare,tu sei un viaggiatore del mondo.

 AB Si è vero ,però sai per andare per un giorno due giorni a prendere un premio,spesso non lo fai , e mi dispiace non esserci alle premiazioni se vinco.quindi non lo faccio spesso, però quando mi capita e parlo con la gente e dico che in Sardegna ci sono una sessantina di premi e a questi premi importanti participano 140 ,150 poeti mi dicono "ma non è possibile ", ebbe , da noi  è normalissimo a un premio come quello di Ozieri  che quest'anno ha fatto la 50 ª edizione,hanno partecipato 130 ,140 poeti ,a premi del' ultim'ora nuovi come questo della circoscrizione di  Sassari dove  io abito e che ha fatto la edizione l'anno scorso,quindi è un premio sta nascendo ,hanno partecipato 60,70 poeti .e guarda che  ti posso dire per l'esperienza che sto facendo  in giuria adesso nella mia circoscrizione ,che si  e vero che su la metà dei participante non sono cose eccelse ,decenti ,belle comunque , soprattuto si rifanno molto alla tradizione ,alla poesia orale.alla poesia improvvisata,però l'altra metà, una trentina ti  poso dire che erano veramente di un livello ottimo ,poesie che a pieno titolo si possono inserire nella poetica moderna.

il fatto che per i sardi,la poesia ha sempre rappresentato un qualcosa di importante,quindi questo fermento è ancora vivo,speriamo che continui .

TF La poesia è nel DNA dei sardi.

AB Ma io ricordo mio padre,aveva un fratello che si dilletava  di cantare ,di improvvisare  ,è una altra cosa bellissima questo degli improvvisatori,non è facile improvvisare non ottave . anche mio padre cantava a livello di  feste qualche  battorina ,mio padre,quando parlava  in sardo normamlmente ,parlava in decasillabi!

io rimanevo incantato a bocca aperta ad ascoltarlo e poi trascrivevo:erano decasillabi perfetti!capisci?

perché? perché nella tradizione dei  pastori quando stavano dietro  all  gregge ,se sapevano leggere e scrivere ,leggevano poesie .

Ho conosciuto  gente  che sapeva l'Orlando furioso ( *1) a memoria . la Divina Commedia ( *2 ) tradotta al Sardo da Pedru Casu che era conosciuta a memoria da moltissime persone.

Non so se tu conosci Tonino Rubattu  grande poeta e scrittore ,oltre che organizzatore del premio Romangia ,  un caro amico ,Tonino Rubattu ha tradotto al sardo l'Iliade e l'Odissea ( *3)

Un giorno è andato a una festa della tosatura ,in campagna ,ha trovato un pastore che li ha chiesto "Tue ses Tonino Rubattu?" ,e lui "si si,sono io ",allora quello ha iniziato a recitare a memoria ottave, a decine ! della sua traduzione in sardo dell Odissea ,a un certo punto li ha detto "allora se tu sei Tonino Rubattu continua tu" ,e Tonino che a memoria non se ne ricorda neanche una ,ha detto "non no continua tu, io non me le ricordo","Allora tu  no sei Tonino Rubattu". per dirti quanto è  dentro  l' animo dei sardi  ,tu hai detto nell DNA,il fare e l'amare la poesia .

Speriamo che continui perchè  i tempi stanno cambiando...pero la poesia io sono convinto ,da molto di più di quanto uno dia alla poesia ,la poesia restituisce , ed sono convinto che  abbia qualcosa di salvifico che serve e aiuta l'umanità .Penso che il sardo da persona intelligente conservi questo patrimonio incredibile che ha.

TF Io ricordo mia nonna materna aveva  già 90 anni e passava ore e ore a recitare poesie e salmi in latino e in sardo ,aveva una memoria incredibile a me affascinava ascoltarla .

AB. Bellissimo! poi tutte le preghiere in sardo ,io nella mia infanzia ,io sono nato a Sassari ,mio padre era di Osidda ,e ogni piccola vacanza che consentisse un viaggio ,le passavo ad  Osidda , é c'era questa nonna , noi la nonna la chiamiamo mannedda ,recitava

praticamente,a memoria Padre Luca Cubeddu ,Pisursi ...cio'è i fondamenti della poesia  .

Oggi quando vado a rileggere  le poesie di  Padre Luca mi sembra sentire la voce di mia nonna che me le recita,e poi non parliamo delle preghiere in sardo le giaculatorie ,o proverbi..era una cosa comunissima non è  che a uno li piaceva e al altro no, .recitare poesie era a una cosa  normatissima ,d'altronde allora non c'era la televisione .

Anche las "contascias "i racconti ,nelle sere d'estate  si usciva e ci si sedeva in sa pedriscia, quella pietra davanti alla porta che serviva da sedile accudivano le vecchiette con loro sedie,chin su banchittu 'e ferula e raccontavano queste favole,de sa partorza ,delle fatte delle janas noi ragazzini si facevano le orecchie tipo altoparlante per ascoltare meglio. Peccato che queste cose oggi  si stanno perdendo oggi infatti  in una poesia scrivo che non sappiamo più raccontare favole a nostri ragazzi ed è perchè  non sappiamo più sognare,ed in parte è questo uno dei motivi perccè  questo mondo sta cambiando ...

TF Una delle cose che ricordo,e ringrazio mio babbo di questo,Lui  era un poeta improvvisatore .   quando venivano a casa nostra degli amici sardi ,  si sfidavano l'un l'altro in poesia.in una sorta di piccole gare poetiche.Come tu sai delle volte, queste sfide sbocciavano  in risposte pesanti...o in una briga..babbo  che era una persona tranquilla   squisita , velocissimo  nell rispondere  ,ma se qualche  sua risposta doveva essere davvero  dura  ,lo faceva con classe e assoluto rispetto ,Ho ho sempre detto che babbo era un vero e proprio gentiluomo  .

 Come sai , avevo soltanto 7 anni quando siamo emigrati,Ho imparato da questi incontri  ,ascoltando le sue poesie ,ad amare la mia terra e la poesia  sarda , .

AB Ti volevo raccontare che giorni fa ,Vincenzo Mura(tu lo conosci) mi a invitato a cena ,e a questa   c'era anche un altro carissimo amico di Pattada ,una 10ª d'anni più vecchio di Vicenzo ,quindi stiamo parlando di 80  anni e più,

Ricordava benissimo  tuo padre .dove abitavate ,che si dilletava  a improvvisare in poesia... ricordami come chiamavano tuo padre.

TF Mastru Nanneddu  

AB Eco ,tuo padre era di di Pattada ,invece tua madre era di Bantine vero?

TF .Si vero

 AB Questo mi diceva Bustianu  Satta ,un personaggio anche lui meraviglioso .anche lui   ,con una storia di emigrazione alle spalle,pastore  tutta la sua vita ,Poi  è diventato consigliere comunale da  grande ,lui era , praticamente ,un attivista del partito comunista , una persona di una saggezza  e di una bontà unica unica ....un grande personaggio credimi

 Pattada   é stata una fucina di talenti del genere ,mi dicevano che il sindaco socialista in Sardegna,e il più giovane è stato a Pattada sùbito dopo il 1910  ..1920 ..una cosa del genere ,pensa il primo sindaco ,socialista , e il più giovane! Pattada è  una bella fucina  sotto  questo profilo .

TF Infatti  sto leggendo libri  di autori Pattatesi  che  mi hai  portato.

 AB Ti avevo mandato la traduzione del libro di Vincenzo Mura?

TF Si, il  libro in sardo l'ho letto ,la traduzione  ancora no perché sono stata troppo impegnata   ,prima con il congresso delle lingue delle minoranze in provincia del Chaco ,e dopo con la presentazione dei libri di Giovanna Mulas di Giovanna Porcu.che è stata una cosa molto bella .Nel mio piccolo faccio tutto quanto posso  per la diffusione della cultura sarda.e non solo con la radio.

AB. A mio avviso fai moltissimo !.lo facessero tutti i circoli sardi  quello che fai tu ! te lo dico coll cuore ,magari lo facessero tutti i circoli sardi!allora saremo a buon punto.purtroppo qualche volta p di uno di questi circoli sardi diventano  altro ... .piutostto  che divulgatori  della nostra cultura ...centri di potere qualche volta.

TF Eh si  !guarda se io scrivesse  un libro sulla mia esperienza Argentina..

AB Scrivi !scrivi ! scrivere fa bene alla salute oltre che al animo.

TF Vedi ,ad esempio ci sono cose che io non  capisco ,te lo dico con tanto dolore :In questi giorni  sono qui ,lo ho saputo da un caro amico veneto ,collega di un altra radio  ,il Coro Oschirese, 64 persone ,sono  veramente bravissimi ,mio amico  lo ha saputo da un integrante del coro  (sono amici),faranno 3 concerti in diverse province del Argentina, portare qui  un gruppo di 64 persone costa non poco.

 allora come mai  la Federazione Sarda ,i circoli federati non hanno fatto  pubblicità massimamente   per fare riempire  i teatri e che siano moltissimi emigrati sardi  (e non solo) a godersi questi concerti?

non costerebbe proprio niente.come ti ho detto  ,sono presidente della SIRTA un associazione di stampa italiana radio TV ,abbiamo afiliate più di 20 radio. e anche giornali e siti web    italiani della coletività e la  diffusione degli  eventi culturali gratuiti la facciamo GRATIS!.basta mandare un mese prima un comunicato stampa con il programma ,magari tramite internet come fanno le federazioni   Calabrese ,Siciliana Lucana   Giuliana ,

Invece nulla di nulla ne una parola nessuno dei mezzi d comunicazione.

secondo me  è anche mancare il rispetto a gli artisti che vogliono portare la loro arte a gli emigrati sardi ...e ...poi invece si trovano a cantare per 4 gatti ..forse neanche sardi ,come é accaduto al coro Ortobene ,sapevo dal direttore che venivano ,ho fatto tanta pubblicità invitato a tanta gente .. e poi  non abbiamo mai saputo dove di facevano sti concerti!

Alcuni giorni dopo che sono partiti ,La presidente della federazione associazioni italiane  ,nella reunione  di consiglio ha detto "sono stata invitata a un concerto dove ha cantato anche un coro sardo, belli i costumi pero non ho capito niente perché cantavano in dialetto" .. .a me ha addolorato il fatto che  ,paradossalmente gli  emigrati  sardi dopo tanta attesa ,siamo estati privati ed esclusi di goderci il concerto in sardo.

AB Hanno un mezzo eccezionale di divulgazione  artistica , come la tua radio   potevano approfittarlo al massimo.

TF mi rammarica perché perché  sono 11 anni che faccio  il  programma  ,lo e faccio con  tanto amore  costa tanti sacrifici mantenerlo in onda, costa anche  farlo ,ci vuole tempo dedicazione dedicazione ..

 AB Certo costa tempo ,fatica ,amore e passione ,

TF La differenza e che  cose le faccio  con amore e passione, non per giustificare spese,(Io non ricevo ne un centesimo dalla Sardegna) Ead alcuni solo si interesa mettere la X nella casella,  il concerto è fatto,quindi..se poi al concerto ci sono  soltanto un gruppo di amici... va bene lo stesso ...

 AB Il mondo è bello perchè e vario ,mi raccomando :tu non mollare continua cosi ,sempre in gamba ,sempre così ,sei  utilissima ai sardi non sai quanti ammirattori hai in questa tua terra .ti vogliamo qui l'anno prossimo .

TF Lo Spero di poterci andare e anche Eduardo che è innamorato della Sardegna,grazie di cuore Antonello è stato un piacere inmenso.

AB  Anche per me ,un grande piacere ,ciao Teresa saluti a tutti gli ascoltatori .un abbraccio a te e a Eduardo .

TF Grazie  Antonello un abbraccio .

http://www.linguasarda.org/literadura/storia/perdu-casu.html

http://www.toninorubattu.it/ita/top.htm

http://www.toninorubattu.it/ita/odissea.html


Speciale poesia palabra en el mundo
Ciao Teresa. Ti invio la mia poesia. Non l'ho scelta a caso. Il miopensiero è andato - e va -
a coloro che vedo più fragili : i bambini.
Sarà perché non hanno diritto al voto...ma credo proprio che si stia acendo di tutto per impedire che vedano
un futuro di  condivisione, di libertà e di pace. La dedico a tutti i bambini del mondo, compresi i
"tuoi"  dolcissimi bambini del Chaco .
 Parlo , in versi, con la loro voce e come loro mi sforzo di vedere un mondo "altro", a misura di ...
cuore. Abbraccio
. Rosalba
 
Sardegna nel cuore /Palabra en el Mundo

ROSALBA SATTA
Preghiera di bimbo                                                       Oraciòn de niño
Caro Gesù,
io non ti chiedo niente.
Ci hai dato già abbastanza :
la tua vita
spargendo in questo mondo
il seme dell’Amore.

I grandi
- quelli col cuore piccolo -
distratti dal rumore della vita
han costruito case e cose
scordando di innaffiare
quel tuo piccolo seme.
E dal freddo del niente
è nato solo il pianto.

Ma noi che siamo piccoli
con il cuore più grande del tuo cielo
innaffieremo il seme
colorando d’amore
- del tuo Amore -
il nostro oggi di bimbi.

E un futuro verrà
senza assurde barriere
e cambierà perfino il verbo avere:
Scomparirà
“io ho, tu hai, egli ha”
e rimarrà soltanto “noi abbiamo”
che sarà il risultato
di una diversa e giusta divisione
che non avrà per resto
neanche una mano tesa.
Per la rivoluzione dell’amore
noi ti preghiamo...
**************************************
Ti mando una poesia di Paolo, dedicata a   mio padre.
Sarà come ricordarli entrambi...
 
A MIO PADRE
(Paolo Satta)
 
Uomo introverso
 
ricoperto
 
da una poco curata
 
barba canùta.
 
Uomo accigliato
 
arguto.
 
Sei come la tua vita.
 
Enorme.
 
La tua essenza
 
mi affascina
 
e mi sorregge.
 
 
 
 
 
 
 
Querido jesús
Yo no te pido nada
Nos has dado ya mucho :
Tu visa
Esparciendo en este mundo
 la semilla del Amor
 
Los adultos
Aquello se corazón pequeño
distraídos por los ruidos del mundo
Han construido csasa y cosas
Olvidando regar tu pequeña semilla
Y del frio de la nada
Ha nacido solo  llanto
 
Pero nosotros que somos pequeños
Con el corazón mas grande que tu cielo
Regaremos la semilla
Pintando de amor,
De tu Amor
Nuestro hoy de niños
 
Y un futuro vendrá
Sin absurdas barreras
 Y cambiará hasta el verbo tener
Desaparecerá
“ yo tengo,tu tienes. ellos tienen”
Y quedarà solamente “nosotros tenemos”
Que serà el resultado
De un reparto diferente y justo
Y  como resultado
no quedará  una sola mano tendida.
Por la revolución del Amor
Nosotros te rezamos.
********************************************
 
 
Franceschino  e Paolo Satta
 
foto
 

 Ciao teresa
Tra le "poesie" che ho scritto questa e' stata la prima , forse per qualcuno potrà non avere nessun significato, ma io l ho vissuta tanto
seppur breve  e semplice.
Sicuramente ho scritto poesie piu' carine, pero' questa essendo la prima, ha un valore per me particolare, anche perche' e' una
 delle mie prime poesie dove in qualche modo cerco di ricordare anche Andrea Parodi...
un bacione
kla
Sardegna nel cuore /Palabra en el Mundo

= o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /> 
Claudia Giuseppetti 
                                                                Il TEMPO 
 
Il TEMPO  
che non passa mai 
in un cerchio dove la luce  
ASSENTE 
sfiora i ricordi 
  
 
Il TEMPO 
passo della vita 
in uno spazio 
LIBERO 
dove tutto scorre 
in una pagina bianca  
che si dipinge 
di colori scuri  
di colori chiari 
 
Il TEMPO 
filo di esperienze perfette 
nella sua forma 
dove la riflessione  
e' sua cornice 
dove l amore  
la gioia  
la tristezza  
sono semi  
posati su di esso 
Il tempo 
Ricordo costante 
che frantuma ogni lacrima 
lasciandola scivolare come  l'acqua  
in un ricordo 
asciugato da un sorriso 
per ricordare una mano 
che non sarà mai lontano 
per ricordare una voce 
Che mai tace affianco alla bandiera deimori 
  
Il TEMPO 
Un percorso di linee  
che si incontrano e si scontrano 
c’e chi ama e c’e chi odia 
c’e il sudore e poi la gloria 
 
 
Il TEMPO 
passato  
presente 
futuro 
dove = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la SUA musica  
e'stata 
e'  
e sara' compagna  
degli istanti che passano 
colorando di un chiaro, delicato  
e dolce sorriso...Il TEMPO 
 
 

 

 


Ciao Bibo Bentornato ,nulla sucede per caso ,non é per caso che ritorni con una bella poesia nel giorno della convocatoria di palabra nel mondo paraula in su mundu , grazie amico mio


Sardegna nel cuore /Palabra en el Mundo

Fabrizio”BIBO”
 
Esplorando un mondo confuso, una
 
voce lontana mi chiamo'
 
Un improvviso forte soffio di vento mi sollevo'
 
alto nel cielo tra banchi di nebbia
 
e suoni quasi inpercettibili di launeddas,
 
per poi atterrare e trovarmi su un
 
tappetto di neve e foglie di bosco.
 
Uscii da un mondo incerto e mi trovai nel parco del FUS.
 
Un parco ben tenuto e tra la neve alcuni sprazzi di sole
 
mostravano l'erba color verde foresta.
 
 
 
 
Un parco circondato da alberi altissimi e con le fronde bianche,
 
Alberi cosi' alti che era difficile vedere il cielo...
 
quando lo intravvidi gocce di pioggia mi bagnarono il viso,
 
strano perche' il cielo era blu.
 
Domani sara' un giorno di incertezza,
senza numeri, ore o secondi.
 
Domani sara' difficile percorrere la strada.
 
Se ci ruberanno il Natale non ci sara' niente da fare.
 
Domani sara' un giorno incerto,
ma oggi sono contento
 
perche' passeggio tra vecchi amici nel parco del FUS.
 
Sardegna nel cuore /Palabra en el Mundo
Gabriel Impaglione
 Justicia                                                La luz, en la isla, inventó la minería             
 
De la muerte se embanderan los verdugos.
Los fúnebres bronces que abundan, graves,
en plazas y museos y cuarteles.

(Allí hacen justicia las palomas)
 
Para la muerte hay oradores
brillantes, esbirros que se derraman
en semen negro con sólo nombrarla.

(Allí hacen justicia oídos sordos)
 
De la muerte se vanaglorian los sicarios
de la daga, del zigzag de acero.
Ellos se cuelgan medallas entre ellos
se palmean con reinvindicaciones
que dan asco.

(Allí hace justicia la memoria)
 
Yo prefiero intentar oficios con la vida,
teñir de utopía la canción imperfecta.
Faltar el respeto a sus señorías
con el amor reventándoles en la cara.

(Allí hace justicia la poesía)
 
 
 
 
A puñados rubíes, zafiros, esmeraldas
latiendo bajo la inmensidad de aguamarinas,
y el carbón del tiempo que trazó caminos
donde canta la dulce pendiente de la plata.
 
La luz, en la isla, inventó la minería.
Los hombres deshilaron la veta de la altura
de la que brotó el metal resplandeciente,
piedra original en la que se edificó el planeta.
 
Yo vine a admirar tan sólo tu sustancia.
A establecer la casa en el amor más puro.
Vine para ser campana de oficio necesario
 
y cantar en el viento lo que acontece
o no debiera, a excavar granito y topacio,
a recoger el origen del fuego.
 
 
 
 
 

 

postato da: fantasiasarda alle ore 01:56 | link | commenti
categorie: palabra en el mundo, paraulas in su mundu

Chi sono

Utente: fantasiasarda
Nome: Teresa Fantasia
So nàschida in Pattada,comente babu chi si narant Nanneddu Fantasia , imbetzes mama Toiedda Zazzu est nàschida in Bantina. Semus arribados in Arzentina su 31 de Nadale de su 1948. Sa familìa mea fimus in 9, eo chi so sa 4ª fiza e tenia tando 7 annos, babbu, mamma,3 frades e 3 sorres meas. In sa mantessi nae bi fiant tzios meos cun sos fizos issoro, tottu minoreddos, e àteros zòvanos sardos.e zente de onzi parte de su mundu. Su primu tempos biviamus i sa zittade nada Castelar inie es nada sa sorre minore Silvia Irene ,Babbu ha fattu sa domo in sa zitade Moreno sa bidda in ue bibent sardos meda e como totta sa famìlia mea, formada dae una setantina de pessones intre babbos, fizos e nepodes. Sono natta a Pattada prov.Sassari come papá , Giovanni Fantasia ,invece mamma ,Maria Antonia Zazzu era di Bantine. Siamo sbarcati in Argentina il 31 dicembre del 1948 ,la mia famiglia era composta di 9 membri Babbo mamma ,tre fratelli e tre sorelle ,ed io che sono la 4ª , avevo 7 anni . Nella stessa nave(Santa Cruz) con noi sono venuti nostri zii Antoni Zazzu e Peppina Me con loro due piccoli figli ,e gente di ogni parte del mondo. Abitavamo a Castelar dove é nata un altra sorella, Silvia Irene e dopo 7 anni ci siamo stabiliti in cittá di Moreno dove ci sono molte famiglie sarde.La nostra famiglia attualmente è composta da una settantina di persone tra padri madri ,figli/e ,nipoti e pronipoti.

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