domenica, 03 maggio 2009

maggio in Sardegna

     
 
                     
DOMINGO 3 DE MAYO

 
Buen dia buen domingo ,bienvenidos a este encuentro con Sardegna nel cuore  buona domenica a tutti gli amici che ci ascoltano e guardano tramite Internet collegati al sito httwww.radiogenesis970.com.ar
buen dia a nuestro operador Roberto Arcuri responsable de los controles técnicos y la puesta en el aire.
les recuerdo que tenemos en producción a Eduardo Aguirre siempre atento a recibir y trasmitir vuestros mensajes el 4926-1622 y líneas rotativas
para quienes llaman desde el interior del pais anteponer el prefijo 11 .e per chi volese comunicarsi da altri paesi Tel. 0054-11-4926-1622 pueden comunicarse por skype o por Messenger
 
Iniciamos la trasmisión con el tema “Bruna Isolana” del cd  Sardegna Mía de Sergio Mare
 
 
 
Bruna isolana

C’è un’isola incantata sempre baciata dal mar,
dove ogni donna amata, il cuore fa incatenar,
dal mare alla montagna è un’olezzare di fiori
e i fiori della Sardegna sono sinceri in amor.
Bruna isolana sirena bruna,
guarda che notte serena, guarda che luna,
scende dal tuo Gennargentu la dolce nenia
di un canto, son tutti i pastori del monte
gelosi del vento e invocano te.
Bruna isolana, sirena bruna,
bella sei come nessuna, bruna isolana.
D’ebano son le chiome, che al sole sanno brillar,
ognuna ha un dolce nome, nome che fa incatenar,
ed ogni cuore incerto, attende il giorno del sì
e tra il profumo del mirto spera cantando così:

bruna isolana, sirena bruna,
bella sei come nessuna, bruna isolana.

..............................................

Bruna isolana, sirena bruna,
bella sei come nessuna, bruna isolana,
sirena bruna!!!!!!.


Lo quiero dedicar a los amigos de de la Asociación OSOLANA con quienes compartimos el primer almuerzo del año de esta prestigiosa asociación. complimenti  al presidente Caretti y a toda la comisión. delicioso el almuerzo el show  nos divertimos mucho. Y  porche esta canción bueno quería que escucharan como realmente se canta  ,ya que  me  la hicieron cantar a mi (no soy cantante ni se cantar bien ) cuando un poquito por provocación le pedí que cantara un canción sobre la Sardegna. Ya que había dicho al publico presente que iba a cantar canciones de todas las regiones, es asi amigos  en todas las fiestas de la colectividades los cantantes y grupos comienzan tocando canzonetas  alguno stornelli   tarantelas calabresas y napolitanas canciones Sicilianas etc nunca  una canción sobre la sardegna!
 Ennio me pidió disculpas muy gentilmente y me presento  al publico habló del programa Radio Sardegna nel cuore invitando a escucharlo .
 
Dijo ademàs que habia estado en Sardegna hace muy poco y que le fascinó. me pasó el micrófono , e cosi ho detto rivolgendomi a lui e al pubblico presente ,
”Scusate la mia richiesta,veramente  è stata un piccola provocazione perchè  in tutte le feste italiane i cantanti della collettività  iniziano cantando magari o sole mio ,u surdato innamorato  canzoni di  varie regioni italiane  e finiscono cantando chamamè o cumbia ,(non stò discriminando nessuno per carità) però cantate alle donne italiane:la romanina.la molisana la piemontesina reginella campagnola , calabresella mia. e cosi via ,la Sardegna non esiste per voi? Tutti a coro hanno detto ma no non è cosí.
 
 “Poco fà in un bellissimo concerto che si è tenuto al teatro Coliseo di Buenos Aires,  a un giovane cantante italoargentino,molto bravo, li hanno concesso due onorificenze: "La Voz por la Paz en el Mundo" y el titolo “Honoris Causa” della Regione Sardegna, con un altra amica giornalista abbiamo chiesto al presidente del circolo di Buenos Aires il motivo di questo ultimmo premio ha risposto “per diffondere la cultura della sardegna”
Ho detto” a me piace tantissimo ma non lo ho mai sentito cantare la Sardegna”
In po imbarazzatto il presidente ha risposto “stà imparando due canzoni in sardo”
“Ah bene quindi un premio anticipato. Spero sentirlo presto, ma  guarda ,  una mia amica ,cantante argentina ha gia registrato la più bella canzone di amore in Sardo “Non potho reposare” e ha cantato a Sassari al “Concerto per Pina”...
 l'altro giorno un cantante calabrese in una festa della Associazione Calabrese  di Buenos Aires mi ha chiesto "Ho saputo del premio della Sardegna ,Tu che sei sarda dimmi si può participare ?, come si fà sono molto interesato".ho riferito la risposta datta alla giornalista e a me.
 
"Anche se tantissimi cantanti italiani hanno cantato in sardo :Gucini ,Ligabue,Frabrizio de Andrè Ramazzotti,Braduardi ,non vi chiedo di cantare un sardo ma al meno mparate delle canzoni in italiano che cantano la Sardegna ,Sardegna mia,Costa Esmeralda ,Sardegna mio primo amore ,
Bruna isolana  che è dedicata alle donne sarde ed  è  in italiano sarebbe bello no? ? allora mi ha chiesto di cantarla io solo per sapere come è il brano.
Sono molto contenta cera un altro cantante tra il pubblico che mi ha chiesto sei contatti per avere musica sarda  onde includerla nel repertorio della sua band 
 
(Doctor/a honoris causa es un título honorífico que concede una universidad a personas eminentes. Esta designación se otorga principalmente a personajes que se han destacado en ciertos ámbitos profesionales que no son licenciados en una carrera, es como un reconocimiento a alguien no oficial en un ámbito científico.
 
Honoris causa (h.c.) es una locución latina cuyo significado es por causa de honor, una cualidad que conduce a uno al cumplimiento de sus deberes, respeto a sus semejantes y a sí mismo, es la buena reputación que sigue a la virtud, al mérito o a las acciones de servicio, las cuales trascienden a las familias, personas, instituciones y las acciones mismas que se reconocen.
 Es un alto honor para personas de testimonio social, reconocido e intachable. En la mayoría de los casos, esta locución es antecedida por el término maestro o doctor.
En el haber de todo centro de enseñanza superior que se precie existe una selecta lista compuesta por científicos, investigadores, pensadores o artistas de prestigio distinguidos con el Doctorado "Honoris Causa", algo que constituye, probablemente, uno de los mejores escaparates de su potencial académico y de investigación.)
 
 No lamentos  Marisa Sannia
1997 MELAGRANÀDA (Nar)
 
NO LAMENTOS 
MARISA SANNIA/MASALA

 
  
Sa terra nostra es custa 
disiperada nurra 
De montes e nuraghes 
Naschidos che fiores de lava e de trumentu 
Sa terra Nostra es custa 
Uè su entu 
Trazad sos lontores de su mare. 
Un sa tanca de su chelu 
Paschene milli isteddos 
 
 
 
 
Intenddide a fizos nostros 
Cantendde sunu rie rie 
 
Cun castas de puzones. 
 
E boghes de funtanas. 
 
Naschene che  fiores  
 
sunt cantos no lamentos 
Sa terra Nostra es custa 
Uè su entu 
Trazad sos lontores de su mare 
 
Melagranàda ruja / Una istella / Bellita bellita / Su piscadore a fura/ Il marinaio blu / Sos bestidos de biancu / Rià rià/ Mariafilonzana / No lamentos / As semenadu in mare
 
SARDEGNA

Sa die de sa Sardigna

Giuseppe Sciuti, Ingresso trionfale di Giommaria Angioy a Sassari, 1879
Giuseppe Sciuti, Ingresso trionfale di Giommaria Angioy a Sassari, 1879
Sa die de sa Sardigna è la festa del popolo sardo che ricorda i cosiddetti "Vespri Sardi", cioè l'insurrezione popolare del 28 aprile 1794 con il quale si allontanarono da Cagliari i Piemontesi e il viceré Balbiano in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste dell'isola titolare del Regno di Sardegna.

I Sardi chiedevano che venisse loro riservata una parte degli impieghi civili e militari e una maggiore autonomia rispetto alle decisioni della classe dirigente locale. Il governo piemontese rifiutò di accogliere qualsiasi richiesta, perciò la borghesia cittadina con l'aiuto del resto della popolazione scatenò il moto insurrezionale.

Il movimento di ribellione era iniziato già negli anni Ottanta del Settecento ed era proseguito negli anni Novanta toccando tutta l'isola. Le ragioni erano di ordine politico ed economico insieme.

Il motivo del malcontento popolare era dovuto anche al fatto che la Sardegna era stata coinvolta nella guerra della Francia rivoluzionaria contro gli stati europei e dunque contro il Piemonte. Nel 1793 una flotta francese aveva tentato di impadronirsi dell'isola, sbarcando a Carloforte e insistendo successivamente anche a Cagliari. I Sardi però opposero resistenza con ogni mezzo, in difesa della loro terra e dei Piemontesi che dominavano allora in Sardegna. Questa resistenza ai Francesi aveva entusiasmato gli animi, perciò ci si aspettava un riconoscimento ed una ricompensa dal governo sabaudo per la fedeltà dimostrata alla Corona.

La scintilla che fece esplodere la contestazione fu l'arresto ordinato dal viceré di due capi del partito patriottico, gli avvocati cagliaritani Vincenzo Cabras ed Efisio Pintor. Siamo appunto al 28 aprile del 1794: la popolazione inferocita decise di allontanare dalla città il viceré Balbiano e tutti i Piemontesi, che nel mese di maggio di quell'anno furono imbarcati con la forza e rispediti nella loro regione. Incoraggiati dalle vicende cagliaritane, gli abitanti di Alghero e Sassari fecero altrettanto.
 
 27 Apr. - CAGLIARI, L’edizione 2009 di ‘Sa Die de Sa Sardigna: si rievoca il 1794
Palazzo della Provincia
L’Assessore della Pubblica Istruzione, Maria Lucia Baire, ha illustrato    in Consiglio regionale l’Edizione 2009 de “Sa Die de Sa Sardigna”. La festa del popolo sardo ripercorrerà integralmente i fatti avvenuti nel 1794 con una grande rappresentazione commemorativa di sicuro interesse storico e culturale
C
on la dichiarata intenzione di dar vita ad una celebrazione “ricca nei significati, ma sobria nelle manifestazioni”, l’assessore regionale alla Pubblica istruzione e beni culturali, Maria Lucia Baire, ha presentato l’edizione 2009 di ‘Sa die de sa Sardigna’ che si terrà a Cagliari nei giorni lunedì 27, martedì 28 aprile e venerdì 1 maggio.
L’obiettivo dell’Assessore è quello di un ritorno all’essenzialità nelle rappresentazioni rievocative dell’insurrezione popolare del 28 aprile 1794, che culminò con la cacciata del Viceré piemontese da Cagliari, “per focalizzare l’attenzione sulla riscoperta di quei valori morali ed educativi, unitari ed identitari del popolo sardo che sono stati alla base del fatto storico e che quest’anno saranno richiamati anche nel logo della manifestazione”.
“Quelli che si vogliono ricordare con i festeggiamenti di quest’edizione – ha precisato Attilio Dedoni, presidente della Commissione cultura del Consiglio regionale, intervenuto alla presentazione – sono forti valori di sardità, che diano vita ad una rievocazione non solo storica, ma interiore.”
Le celebrazioni inizieranno alle ore 9 di lunedì 27 in piazza Palazzo e vedranno coinvolte diverse scolaresche provenienti da diverse scuole della Sardegna. I ragazzi, inoltre, saranno protagonisti dell’animazione teatrale che a mezzogiorno al Porto ricorderà la cacciata dei Piemontesi. Il giorno seguente, alle 10.30, si riunirà in seduta solenne il Consiglio regionale e di fronte all’Assemblea verrà letto un brano di rievocazione storica dell’evento. La sera in piazza del Carmine ci sarà una festa popolare con l’esibizione di canti corali di artisti provenienti da tutta l’Isola. Il gran finale sarà venerdì 1 maggio, alle 20.30, con il carosello dell’Arma dei Carabinieri presso l’impianto comune di atletica leggera in via dello Sport.
 
 
1° Maggio: 353° edizione della Sagra di Sant'Efisio a Cagliari
 
SANT' EFISIO SANTO MARTIRE PROTETTORE DEI CAGLIARITANI. SFILATA DI CARRI COSTUMI SARDI
 
 
 
Sant’Efisio
Testo e musica di Carlo Piras
 
Sant’Efisio
Testo e musica di Carlo Piras
 
Su primu de maiu su soli e’ unu spantu Sa genti in sa ruga abetta su santu
Sa genti cumprendi it’e’ su dolori S’intona su coru de is peccadoris Casteddu de chizzi si scira che frori Piccioccus de bidda provendi canzonis  
Sa cresia ‘e stampace su largu e’ unu mantu
E’ tottu po tui sant’efisi santu
 
 
Tristura de grazia ti firma su carru
Ti pregu ti cantu sant’efisi occannu
De prantu e speranza innoi cinde ancora
Ti sigu in martiriu sant’efisi a Nora
Ti sigu in martiriu sant’efisi a Nora
 
Sordau e patronu de i sardusu tottus
Sant’efisi e’ bonu bramau de goccius
Non c’e’ autoridadi chi non si inginuga
Sant’efisi e’ in celu ma ascutta sa ruga
Non c’e’ ne richesa po sa devozioni
Po chi t’accumpangia finzasa a presoni
 
 
Sa festa e’ occasioni de paxi e de cantus
Po chini cust’annu non bidi su santu
Tristura de grazia ti firma su carru
E candu du bisi sant’efisi e’ mannu
S’orgogliu ‘e sa diri e’ sinceru e sanu
Diversa e sa diri innoi in campidanu
 
Su primu de maiu innoi in campidanu
Su prantu esperanza ti firma su carru
Ti pregu ti cantu sant’efisi mannu
E candu sa vida mi lassada sola
 
Du sigu in martiriu Sant’Efisi a n,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,ora
Du sigu in martiriu sant’Efisi a Nora
 
 
Il primo di maggio il sole abbaglia
La gente sulla strada attende il santo
la gente comprende cos’è il dolore
 i peccatori intonano un canto
Cagliari di sveglia presto, bella come un fiore
la chiesa di stampace, il largo è un
Manto
ragazzi di paese provano dei canti
 è tutto per te sant’Efisio
 
La tristezza di una grazia fermerà il cocchio
Sant’efisio, quest’anno ti prego e ti canto
 pianti di speranza qui ce ne saranno ancora
ti seguirò in martirio sant’Efisio, fino a Nora
 ti seguirò in martirio sant’Efisio, fino a Nora
 
Soldato e patrono di tutti i sardi
Sant’Efisio è buono e bramato di preghiere
non c’è autorità che non si inginocchi
Sant’Efisio sta in cielo ma ascolta la strada
non esiste sfarzo per la devozione
per chi lo accompagna fino alla prigione
 
 
La festa è occasione di pace e di canti
per coloro che quest’anno non vedranno il Santo
la tristezza di una grazia fermerà il cocchio
e quando lo vedi, Sant’Efisio è grande
l’orgoglio della giornata è sincero e sano
il giorno è diverso qui in campidano
 
Il primo di maggio qui in campidano
 
 i pianti di speranza fermeranno il cocchio
 sant’efisio, quest’anno ti prego e ti canto
anche quando la vita mi lascerà sola
 
seguirò Sant’Efisio fino a Nora
 seguirò Sant’Efisio fino a Nora )
 
 
1 maggio La sagra de Sant'Efisio
 Es el más importante evento de cultura tradicional en la isla de Sardegna.
El día 1 de Mayo la ciudad de Cagliari honra a su patrono, Santo mártir que, según la tradición liberó Cagliari de la peste. El 29 de Abril el santo es vestido ricamente y preparado para la procesión que se inicia con la estatua de Sant’Efisio sobre un antiguo coche por las calles del centro hasta llegar a la iglesia de Nora, escoltado por los milicianos a caballo con el traje de esa época. Junto a ellos, los tocadores de launeddas (instrumento musical de viento),desde toda la isla llegan para este procesión  grupos fok  con los trajes típicos de sus propios pueblos y las“traccas”, es decir, los carros arrastrados por los bueyes decorados de flores y cargacod con frutos de la tierra y artesanias sardas. El Santo vuelve a Cagliari el 4 de mayo.
La carroza utilizada en Cagliari para transportar Sant'Efisio es llamada “Cocchio de oro” (Carroza de oro), y es utilizada exclusivamente durante el recorrido de la Iglesia de Stampace hacia giorgino . Cuando se llega allí, la carroza y el Santo son preparados para el nuevo viaje hasta Nora, y la carroza se sustituye con un carro de campo, más sencillo y sin orpeles ni accesorios. También el traje de San Efisio es cambiado en Giorgino, quitando todas las joyas que llevaba antes.
 
 
                                              1 maggio  SAGRA SANT'EFISIO CAGLIARI
 
Cagliari 1 maggio 2009. La sagra di sant’Efisio è la festività più importante di tutta la Sardegna.
Il santo era un ufficiale dell’esercito romano. Intorno all’anno 300 ebbe una visione e si convertì al cristianesimo. Ma l’imperatore dell’epoca era Diocleziano, che perseguiva una politica di repressione nei confronti della nuova religione di origine orientale. Efisio fu così condannato al martirio. Morì a Nora nel 303.
Sant’Efisio fu da allora annoverato tra i martiri sardi, e invocato in occasione di carestie e pestilenze. Nel 1657 Cagliari fu colpita da una gravissima epidemia di peste, che in breve tempo uccise 10.000 persone. I cagliaritani disperati invocarono sant’Efisio. L’epidemia cessò miracolosamente, e da allora la città festeggia il santo il primo maggio di ogni anno.
La grande sfilata è aperta dalle Traccas, carri da buoi che trasportano i prodotti più genuini della terra e dell’artigianato sardo. Segue il coloratissimo corteo dei gruppi folk, provenienti da tutta l’isola. Sfilano poi i cavalieri del Campidano insieme ai cavalieri miliziani. Dietro di loro l’Alter Nos, ovvero l’autorità civile, insieme al cappellano e ai membri della Confraternita di Sant’Efisio. In coda il cocchio dorato con la statua del santo, che al termine della sfilata cagliaritana proseguirà il suo cammino verso Nora seguito dai fedeli a piedi.
L'edizione 353 della Festa vede la presenza di 83 comuni rappresentati con 21 traccas (carro agricolo trainato da buoi ed addobbato per la festa con i prodotti della campagna), 86 gruppi folkloristici che sfilano per le vie di Cagliari a piedi in abiti tradizionali, cinque suonatori di launeddas, 56 cavalieri, cinque miliziani e due cori. Complessivamente i partecipanti sono circa 4.000 (2.395 a piedi, 252 sulle traccas). La provincia che è maggiormente rappresentata con i gruppi folk è quella di Cagliari (56%), seguita da quella di Oristano ( 16%) e Nuoro (10%). Sono, invece, 6.245 i posti messi in vendita nelle tribune allestite in questi giorni lungo tutto il percorso a Cagliari, con tre postazioni per gli stranieri inglesi, spagnoli e tedeschi, che potranno ascoltare le spiegazioni nelle loro lingue.
I festeggiamenti religiosi proseguono poi nei giorni successivi. Il santo rientra a Cagliari il 4 di maggio.
 
 
                                                              Razza Barbaricina RAIMI
 
      RAZZA BARBARICINA
MONTANARU
 
RAIMI 
Razza barbaricina forte e dura
 
chi trafficas in custas altas terras
 
de muntagna, e vigilas sas serras
 
comente faghet s'abile in s'altura.
 
Pro s'amigu su coro ti 'isperras
 
e dividis su pane e s'istrettura;
 
ma si ti urtan,tue ogni giuntura
 
tenes pronta in odios e gherras.
 
Bastat unu carignu a ti calmare
 
ca sentis viva ogni cortesia
 
e ses d'alta giustizia sidida.
 
Pero' pro chi non t'ischit apprezzare
 
ti pesas cun terribile furia
 
e che istrazzu frundisi sa vida.
 
                                               Montanaru 
 

                                    (LA FESTA DEI LAVORATORI - il primo maggio: la festa dei lavoratori.  

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 No es una fiesta y menos aun este año  ,la festa del lavoro che non cè decia un anuncio  TG de sardegna 1. S arà una festa del lavoro amara in Sardegna. L'addio di Sartor alla chimica ha gettato nello sconforto i tre poli produttivi di Porto Torres, Ottana e Assemini, scatenando la reazione delle amministrazioni locali e del sindacato. La Regione tuona: gli accordi vanno rispettati 1º maggio, LA FESTA DEI LAVORATORI U n primo maggio per non dimenticare chi perde il posto. Festa dei lavoratori che non hanno più il lavoro. Partirà dalla Rockwool di Iglesias “Il Giro delle fabbriche che non devono chiudere”, promosso dalle organizzazioni sindacali dei Chimici del Sulcis
 
Già ferme la Otefal e l'Eurallumina, una situazione abbastanza critica si vive anche alla Portovesme srl, dove i due terzi della produzione sono in stand by. Situazioni di difficoltà, Ecco perché, con una scelta unitaria, Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di non celebrare il Primo Maggio come sempre è accaduto negli ultimi anni.
Non c'è nulla da festeggiare, ma c'è da riflettere, dunque le federazioni dei Chimici (Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem) hanno organizzato “Il Giro delle fabbriche che non devono chiudere”. «La situazione è drammatica, non c'è realtà industriale che non soffra la crisi», dice Francesco Carta, segretario Filcem,
 
 
FESTA DEI LAVORATORI - il primo maggio
 como la festa Della donna esto comienza con una hecho tragico
Tutto ebbe origine a Chicago, alla fabbrica McCormick, che costruiva mietitrici, dove i lavoratori scioperarono il 1 maggio 1886, guidati da un gruppo di sindacalisti ed anarchici tra cui August Spies, Albert Parsons, Adolph Fischer e George Engel, a causa della mancata applicazione della legge dell’Illinois sulle 8 ore lavorative.
E che furono accusati delle morti avvenute durante i disordini di 3 giorni dopo, il 4 maggio e vennero processati ed impiccati a Chicago nel dicembre 1887, e poi totalmente riabilitati nel 1893 perché le accuse erano state costruite ad arte contro di loro, solo perché sindacalisti.
 Sono sepolti nel German Waldheim Cemetery di Forest Park, un sobborgo di Chicago, dove si trova anche il monumento ai martiri di Haymarket, come li hanno chiamati.
. los 4 sindicalista acusados con pruebas falsas de las muertes ocurridas durante las huelga fueron  condenados y ejecutados1887 ,y rehabilitados en 1893
Murieron por luchar contra la explotacion y las conciciones inhumanas de los trabajadores.
Si festeggia quindi partendo da gente che è morta. Morta per combattere lo sfruttamento, le condizioni disumane di lavoro. Pensando all’Italia, la memoria va subito al 1 maggio 1947: il primo maggio di Portella della ginestra. La strage di Portella della Ginestra in provincia di Palermo, la festa del primo maggio 1947, a cui partecipavano migliaia di persone, fu interrotta da una sparatoria che, secondo le fonti ufficiali, causò 11 morti e 27 feriti. Successivamente, per le ferite riportate, ci furono altri morti e il numero dei feriti varia da 33 a 65.
 
Per fortuna, da allora molta acqua è passata sotto i ponti. Le cose sono cambiate, grazie all’evoluzione del comune sentire e alle lotte sindacali. Sono cambiate, ma continuiamo ancora a parlare di morti.
Perché ancora nel mondo in tanti, troppi, muoiono sul lavoro. Secondo un rapporto dell’ILO, ogni giorno 1 milione di persone soffre per un incidente sul lavoro, e circa 5.500 persone muoiono: 229 all’ora.
 E l’Italia è il paese europeo nel quale si muore di più sul lavoro.
si tratta ce, come dice l’Inail, di numeri che restano inaccettabili. Sono 3 morti al giorno, sabato e domenica inclusi. E muoiono carabinieri, operai, camionisti, muratori, anche piccoli imprenditori. De esto habló el presidente Napolitano en si discurso el 1º de mayo .esperemos que se tomen medidas para que esto cambie. Anche quest'anno Napolitano ha celebrato la Festa del Lavoro sottolineando l'attualità drammatica degli incidenti mortali sul lavoro. E' "un segnale positivo ma non ancora sufficiente", ha detto, il dato che indicato uno scendere delle morti bianche sotto il livello di 1.200 casi l'anno. "Il fenomeno rimane dolorosissimo e inquietante e si rischia di vederlo aggravarsi di fronte alla crisi economica". Questo rischio, ha detto Napolitano, si corre se di fronte alla crisi emergerà "qualche tendenza a ricorrere più facilmente al sommerso e comunque al lavoro irregolare, in special modo all'impiego illegale di immigrati. Occorre un più forte impegno a non abbassare in alcun modo la guardia su questo versante sempre cruciale".
 
 
 
Messaggio da Roma
Cara Teresa , scusami se non ho potuto risponderti prima e domenica sono stata qualche giorno da  mia figlia e non ho potuto ascoltarti. però sono d'accordo e amareggiata per le molte notizie storte  che ascoltiamo dal televisore per mezzo di politici che non convincono e non rassicurano.
alcuni programmi sono costruiti soltanto per favorire l'esibizione di determianti personaggi .
 per la verità io seguo soltanto i documentari o programmi culturali.
sono affezionata  a Terra Nostra, lo sceneggiato  sui primi  Emigrati Italiani  in Brasile che trovo  ben diretto e interpretato  benissimo. mentre quelli cosi detti di evasione per me non esistono e i Reality  li abolirei definitivamente per questo preferisco ascoltare le Radio almeno non mostrano  sconcezze.
  mia cara , stai tranquilla che le scosse di terremoto , seppure , purtroppo, ancora ci sono , non raggiungono grande intensità e forse hanno preso un'altra traiettoria perché a Roma non si avvertono più.
  il video e l'audio della tua nuova radio sono ottimi e ti auguro un ascolto numeroso e tante soddisfazioni e un caro abbraccio dalla sottoscritta amica romana... 
 
 .
L’ANGOLO DELLA POESIA
 
SUBLIMAZIONE
Come carta assorbente
 è l'esistenza
perché sa rattener
 le sensazioni
che come dardi
trafiggono il pensiero.
 
Le amalgama le filtra.
le rimanda
fissandole nell'anima
 accorata
di un accorto poeta
che l'imprigiona così
senza pensare.
 
Sarà l'ispirazione
per poemi
che andranno poi
gli afflitti a consolare
facendoli gioire
e ragionare.
 
Ma sempre chi li scrive
ogni dolore
sulla sua propria pelle
ha già provato
trovando in esso
la …sublimazione.
 
Lea Mina Ralli
( Nonna Lea )
Lea Mina Ralli -Nonna Lea- 
 
PRENDA E ORO 
LUCA TILOCA SOLEANDRO 
 
Questo tempo dove c0 sta portando ti domando prenda d’oro 
Sto bevendo dalla  grande fontana ma senz’acqua senza riparo 
Mettendo da parte tutti gli spazi e facendone tesoro 
 
Adesso voglio sapere chi sta bussando per favore a questo cuore 
Chi sta andando chi sta venendo 
Per duemila anni  stanno passando 
Soffrendo senza niente ma se hai una bisaccia non t’abbandono 
 O prenda d’oro 
Da gli occhi e dal cielo una luce sta nascendo 
Tu mi ricordi quell’anima innocente  
Che sta ninnando in questo cuore 
O prenda d’oro la speranza tu porterai 
In ogni casa 
Angelo adesso scendendo come l’ape sul miele 
 
 
   MESSAGGI
 Carissima Teresa,
che bello sentirti, grazie per tutto quello che fai per me e per la
Sardegna!
Perdona il mio ritardo !Ti invio il testo che mi hai chiesto spero
vada bene!
Spero di incontrarti prestissimo di persona, ne sarei onorata!
un bacio grande a te e a tutta l'Argentina!M:G Cherchi

 Mi chiamo gianni delogu sono di Pattada e ho visto tutto il tuo curriculum su sardegnanelcuore.splinder.com ma avevo gia letto la tua storia sull unionesarda pochi anni fa...e..niente...volevo solo dirti che ti ammiro eche avrebbe bisogno di tante persone come te la nostra cara terra sarda e:SIGHI SEMPRE DIAI unu abbrazzu e unu saludu mannu (isperende de nos connoschere )!dae sa idda tua.gianni delogu.    
                                                                                
                                CULTURA E SPETACOLI
 
                                                          L' andina La misa criolla col Collegium karalitanum
 Sabato, alle 23,30 nella Basilica di Santa Croce a Cagliari
in castello eseguita, dopo il successo del 18 aprile, in forma
concertistica una delle messe più eseguite al mondo LaMISA CRIOLLA del contemporaneo Ariel Ramirez. Protagonisti il
Coro polifonico Collegium Karalitanum e il Grupo Machapu
con i ritmi e gli strumenti originali della musica tradizionale delle Ande sotto la direzione di Marcello Liverani. La Misa Criolla, composta nel 1963quale sintesi di stili popolari e liturgici,è basata sulla musica folK sud-americana, in particolare su ritmi e melodie dell'Argentina.
Quest'opera dimostra che anche le forme musicali indigene possono comunicare i più alti valori della vita e che il rito religioso può 􀂰 essere interpretato anche secondo la sensibilità-popolare.

COMUNICTO STAMPA DE FESISUR
                                  Festa de Santa Lucía Siracusana
Programa de Actos
 
Del 1 al 9 de Mayo
Novenario
18.30 hs.: Santo Rosario, 19.00 hs.: Santa Misa.
Domingo 10 de Mayo: FIESTA DE SANTA LUCIA
11.00 hs.: Santa Misa Solemne.
16.30 hs: Procesión
El venerado Simulacro de la Santa recorrerá las calles de nuestro barrio.
Terminada la procesión se realizara el tradicional Vino de Honor.
Para la compra de la entrada llamar al 4-8140331 o al 4303-2967.
Valor 30 pesos.
 
Padrinos de esta fiesta: Catalina Caravello de Aglieco y Ángel Antonio Aglieco.
 
      
ÇANDO 
LUCA TILOCCA SOLEANDRO  
  
Cando este interighinendde cando su sole este calendde 
 
Cando sa die est finendde canddo a mie ses pensendde 
 
Cando ses istraca meda ,cando pensas a sa vida 
 
Cando peldes sos amentos cando iscultas sos turmentos 
 
Cando sighis s’istrada ,cando tue leas sa falada  
Cando mi lasas cuntenta cando ries atenta  
 
Cando cantas sa ninnia cando dromis sa pizinna  
 
Cando la giogas annettu cando la piensa de affettu 
 
Cando ses in in brazos mios cando pensas a sa vida 
 
Cando ests’ora chi mi ames, deo ti intenddo e non ti so lontanu 
 
Deo t’intendo  t’intendo e non ti so lontanu 
 
Cando este interighinendde cando su sole este calendde 
 
Cando sa die est finendde canddo a mie ses pesendde 
  
Cando este interighinendde cando su sole este calendde 
 
Cando sa die est finendde canddo a mie ses pesendde 
Aberi sa janna chi so torrendde 
 
 
                    
Consolato Generale d’Italia
Buenos Aires


PROGRAMMA DELLE CERIMONIE ORGANIZZATE IN OCCASIONE DEL 630 ANNIVERSARIO DELLA FESTA DELLA REPUBBLICA E DELLA “GIORNATA NAZIONALE DELL’IMMIGRANTE ITALIANO”


(Domenica 31 maggio 2009)


In occasione del 630 Anniversario della Repubblica Italiana e della “Giornata Nazionale dell’Immigrante Italiano”, il Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires, il COMITES di Buenos Aires e FACIA hanno organizzato il seguente programma di manifestazioni commemorative che si terranno domenica 31 maggio.


Ore 10,30 Omaggio al Generale Manuel Belgrano
(Basilica di San Domenico – Calle Defensa e Avenida Belgrano).


Ore 12,00 Processione e Santa Messa di ringraziamento,
(Chiesa Madre degli Emigrati – Necochea 312).


Ore 17,30 Teatro Coliseo (Marcelo T. De Alvear 1125; con apertura al pubblico alle ore 16.00).
Inni Nazionali; discorsi autorità; spettacolo artistico.


Si sarà grati della massima diffusione presso i connazionali residenti a Buenos Aires.












 
 
El Síndico General de la Nación Lic. Carlos Alberto Pacios
lo invita a compartir la inauguración de la muestra de dibujos, grabados y escultura de los artistas:
Blas Gurrieri, Gustavo Fernández, Livia Carbonelli y Gustavo Gismondi.
La misma tendrá lugar en el Espacio Multiarte de la Sindicatura General de la Nación, el día lunes 4 de mayo de 2009 a las 18 horas.
Av. Corrientes 381, Ciudad Autónoma de Buenos Aires
Se agradece difusión
Adjunto: invitacion_sindicatura_mayo 09.jpg
Il Sindaco Generale della Repubblica Dott. Carlos Alberto Pacios
Invita all'inaugurazione della mostra di disegni, incisioni e sculture degli artisti:
Biagio Gurrieri, Gustavo Fernández, Livia Carbonelli e Gustavo Gismondi.
La cerimonia avrà luogo presso lo spazio "Multiarte" della Sindacatura Generale della Repubblica il lunedì 4 maggio alle 18 ore.
Av. Corrientes 381, Città di Buenos Aires
Con preghiera di diffusione.
Allegato: invitacion_sindicatura_mayo 09.jpg
 
FESISUR - Federazione delle Associazioni Siciliane di Buenos Aires e Sud della Repubblica Argentina - www.fesisur.com.ar - info@fesisur.com.ar


SHARDANA
CAPITANO



postato da: fantasiasarda alle ore 20:58 | link | commenti
categorie: 3 maggio 2009

Chi sono

Utente: fantasiasarda
Nome: Teresa Fantasia
So nàschida in Pattada,comente babu chi si narant Nanneddu Fantasia , imbetzes mama Toiedda Zazzu est nàschida in Bantina. Semus arribados in Arzentina su 31 de Nadale de su 1948. Sa familìa mea fimus in 9, eo chi so sa 4ª fiza e tenia tando 7 annos, babbu, mamma,3 frades e 3 sorres meas. In sa mantessi nae bi fiant tzios meos cun sos fizos issoro, tottu minoreddos, e àteros zòvanos sardos.e zente de onzi parte de su mundu. Su primu tempos biviamus i sa zittade nada Castelar inie es nada sa sorre minore Silvia Irene ,Babbu ha fattu sa domo in sa zitade Moreno sa bidda in ue bibent sardos meda e como totta sa famìlia mea, formada dae una setantina de pessones intre babbos, fizos e nepodes. Sono natta a Pattada prov.Sassari come papá , Giovanni Fantasia ,invece mamma ,Maria Antonia Zazzu era di Bantine. Siamo sbarcati in Argentina il 31 dicembre del 1948 ,la mia famiglia era composta di 9 membri Babbo mamma ,tre fratelli e tre sorelle ,ed io che sono la 4ª , avevo 7 anni . Nella stessa nave(Santa Cruz) con noi sono venuti nostri zii Antoni Zazzu e Peppina Me con loro due piccoli figli ,e gente di ogni parte del mondo. Abitavamo a Castelar dove é nata un altra sorella, Silvia Irene e dopo 7 anni ci siamo stabiliti in cittá di Moreno dove ci sono molte famiglie sarde.La nostra famiglia attualmente è composta da una settantina di persone tra padri madri ,figli/e ,nipoti e pronipoti.

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