Buen dia buona domenica a tutti nostri amici ascoltatori





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A Simaxis (prov. di Oristano)
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Durante il periodo Carnevalesco
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E' aperta a tutti
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Giornata del Riso
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Breve storia del Riso nella Provincia di Oristano:
Sicuramente Rino Giuliani, direttore dell’SBS, non immaginava che la coltura del riso avrebbe avuto lo sviluppo e l’importantissima funzione nell’economia agricola dell’Oristanese, quando progettava le prime risaie nei terreni bonificati ed improduttivi dello stagno del Sassu. Il suo principale intento era invece di rendere coltivabili questi terreni, eliminando il sale, visto che lo stagno del Sassu presentava un’acqua con un’elevata concentrazione salina adatta alla vita di specie ittiche pregiate quali spigole, orate, sogliole ecc., e dove gli abitanti di Marrubiu e Terralba andavano a pescare le gustosissime arselle.
I non addetti ai lavori avevano forti perplessità circa la riuscita della bonifica, ma i calcoli dell’agronomo erano estremamente precisi anche se incomprensibili ai più; comunque per evitare i commenti e l’ilarità degli abitanti di Mussolina e soprattutto le storielle attorno ad un esperimento agronomico estemporaneo e mal riuscito, il nostro agronomo controllava durante la notte, alla luce di una lampada all’acetilene, le risaie appena impiantate. Ma le perplessità di tutti vennero fugate quando il riso iniziò a germogliare e ad accestire: il sale era stato debellato dalle acque del lago Omodeo, sconfitto dalle esatte previsioni e dai calcoli sulla lisciviazione del sale effettuati dal valente agronomo.
Grazie a questo esperimento il riso continuò ad essere coltivato nei terreni dell’ex stagno sino alla fine degli anni ’60, quando la coltura fu abbandonata, perché i terreni non avevano la portanza adeguata per sopportare le moderne mietitrebbie da poco introdotte nella risicoltura italiana. L’esperimento di Arborea aveva però aperto la strada alla risicoltura isolana, dimostrando che l’ambiente dell’Oristanese era particolarmente vocato alla coltura, favorendo la produzione di un riso di elevatissima qualità.
Il pioniere della coltura nella zona di Oristano fu un bresciano: Annibale Bertazzoli, che, coadiuvato da Mario Matta di Oristano, nei primissimi anni ’50 impiantò la coltura nei comuni di Oristano e Simaxis (località “Cracchero”). Ben presto, dato che il riso presentava degli aspetti qualitativi eccezionali, si aprì la prima riseria, infatti nel 1951 Cesello Putzu costruì il primo stabilimento attrezzato ad Oristano, realizzato nei locali vicino alla stazione ferroviaria, nel quartiere “Su Brugu”. La coltura del riso si diffuse rapidamente, aumentarono le superfici risicole in tutta la provincia, furono costruiti i primi essiccatoi aziendali, si creò un importante indotto e una buona parte dell’economia Oristanese ruotò attorno a questa innovativa coltura. Il dato agronomico saliente era che il riso poteva essere coltivato in quei terreni particolarmente difficili quali i “gregori” o in quelli pesanti e asfittici, nei quali era molto difficile coltivare altre piante, che fino all’avvento del riso avevano conosciuto solo il pascolo brado di cavalli e bovini. Un dato ecologico importante e che il riso trova posto nelle zone umide bonificate, e le risaie contribuiscono al mantenimento idoneo delle falde acquifere.
Tra i pionieri della risicoltura ricordiamo Osvaldo Fralleone, tecnico dell’azienda Siviero, il maestro Nino Sanna di Oristano, Salvatore Loche, Davide Solinas, Giuseppe Loche, Giovanni Loddo e Renato Porru, tutti di Simaxis. Una figura importantissima per la messa a punto delle tecniche agronomiche appropriate fu quella del dottor Antonio Falchi, che mise a frutto gli studi di agronomo nel campo risicolo, svolgendo un’importantissima funzione divulgativa rivolta agli altri risicoltori. Dall’altro lato, l’Ente Nazionale Risi, con i suoi validissimi tecnici, aprì dai primissimi anni ’50 una sede ad Oristano svolgendo un ruolo importantissimo per il miglioramento e la formazione dei risicoltori. Attualmente la risicoltura Oristanese, da un punto di vista tecnico, non ha nulla da invidiare a quelle delle altre parti del mondo, e sicuramente, dalle numerosissime analisi effettuate il prodotto Oristanese mostra delle caratteristiche eccezionali sotto l’aspetto qualitativo.
La Giornata del Riso:
La manifestazione promozionale denominata “Giornata del Riso”, fu proposta per la prima volta nel 1987, ed è tutt'ora caratterizzata da un apposito convegno in cui sono trattate le problematiche connesse alla coltivazione del riso nella piana del campidano Maggiore. Oltre al convegno è articolata in altre due giornate, alle quali nelle ultime tre edizioni ne è stata aggiunta una quarta. la Giornata del Riso prevede naturalmente una distribuzione in piazza di piatti a base di riso, che vengono ogni anno presentati al pubblico presente. Una giornata è interamente dedicata ai bambini delle scuole di Simaxis, asilo Statale e Parrocchiale, scuole Elementari e Medie Inferiori, ai quali viene offerto un pranzo a base di riso. Infine l'ultima Giornata è dedicata agli studenti delle scuole Alberghiere ai quali viene commissionato un piatto a base di Riso da presentare a una giuria di esperti dei settori risicolo e turistico-culinario. Vengono premiati i primi tre classificati che ottengono premi utili quali borse di studio, attrezzi per il mestiere o addirittura corsi di aggiornamento nelle migliori scuole Italiane.
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A Simaxis (prov. di Oristano)
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Nella Stagione Autunnale, in genere durante la seconda metà del mese di Novembre
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E' aperta a tutti
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Brani Trasmessi
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Canto es pro te Sardigna
LUIGGI COSSU
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Cando deo canto es pro tenne Sardigna
Chi ses luntana in su mare e in su monte
Cherio pro ennere fachere unu ponte
Pro ti poder currende attraversare ,
Attraversu su chelu ei su mare
Attraversu su mare e s’orizonte
Pro ti podere currende attraversare
Cherio pro tennere fachere unu ponte.
Happo iscrittu in si fronte su lumene tou Sardigna
Chin acentos de oro ti happo intro su coro
Ses pius bella che una pizzinna
Frisca che una funtana ,limpida che una fonte
Pro tu podere currende attraversare
Cherio pro ennere fachere unu ponte.
Dae su Gennargentu a Campidanu ,
dae Sa Costera a Oristanu
Finzas a sa Barbaggia de Nugoro,
su lumene tou onzi sardu hada in coro
Dae sas damas a finas a su conte
Pro ti podere currende attraversare
Cherio pro tennere fachere unu ponte.
Dae sus sud a su norte cherio pro tene cantare
Chin sos ventos de su mare
Pro tene signora bella
Sese brillende comente una istella
Chergio pro tene ballare
Illuminas s’orizonte
Pro ti podere currende attraversare
Cherio pro tennere fachere unu ponte.
pro ti podere currende attraversare
Cherio pro tennere fachere unu ponte.
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Cuando yo canto es para ti Sardegna,
Que estas lejana en el mar y en el monte Quisiera poder construir un puente
Para poder corriendo recorrerte ,
A través del cielo y el mar
A través del mar y el horizonte
Para poder corriendo recorrerte
Quisiera poder construir un puente
He escrito en mi frente tu nombre
Sardegna
Con marco de oro te tengo
dentro mi corazón
Eres mas bella que una doncella
Fresca como un manantial
,límpida como una fuente
Para poder corriendo atravesarte
Quisiera poder construir un puente
Desde el Gennargentu al Campidano ,
Desde La Costera a Oristano
Hasta la Barbaggia de Nuoro,
tu nombre cada sardo lo tiene en el corazón
Desde las damas hasta los hombres
Para poder corriendo atravesarte
Quisiera poder construir un puente
Desde el Sur hasta el norte quisiera cantarte
Con los vientos del mar
Para ti Señora bella
Que brillas como una estrella
Quisiera para ti bailar
Iluminas el horizonte
Para poder corriendo atravesarte
Quisiera poder construir un puente
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"BESSI SU SOLE" BERTAS


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"MEDITERRANEA " MARIA GIOVANNA CHERCHI

http://www.youtube.com/watch?v=vZsz5ed9Gp4
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Terra mia SOLEANDRO |
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Cantu t’appo intesu mia
Cando in pitzinnia sa chiterra de cabitza e sos cantos de zizi e pazzola ascultaia. Caantu t’appo intesu mia Cando in logudoro Dillos de su coro e ballos Dae sa oghe de Maria. Cantu t’appo intesu mia Cando idia in sa cavalcada in protzessione Sos costumes des sos sardos, cun tiu barore Sos caddittos de sa jara Su turrone de tonara Barone sa tirannia
Libera, sa zente tua Est pigada m’est sa tudda
Cando Piero t’ha giamada: “ mere manna mere mea”.
Cantu t’appo intesu mia
Seculos de mamuthones, issoccadores A Mamoiada deo bi fia Cantu t’appo intesu mia
Suttas sos murales, cantos a tenores In sa barbagia a murra bella giogan, sa luna cun su sole. Cantu pane “carasau” e, fattu fattu “cannonau”Dae su casu de su pastore, sas “seadas” lean colore In su mare de muravera, sas launeddas sonan tottu umpare in trallallera. Terra mia (tue ses mia) festas de gallura, Campidanu e baronia Domo mia tue ses bia che un istella in custu chelu ….. Meravigliosa, Coro: dilliridilliridì tu ses sa mia mia mia e bò
Sos caddittos de sa jara…..
Terra mia….. Meravigiosa. Mama de s’isposa. Miraculosa |
Quanto ti ho sentita mia
quando in giovinezza la chitarra di Cabitza e il canto di Zizzi e Pazzola ascoltavo
quanto ti ho sentita mia quando in Logudoro il canto del coro e i balli dalla voce di Maria (Carta) Quanto ti o sentita mia
quando guardavo alla cavalcata in processione, i costumi dei sardi, con zio Salvatore i cavallini della Giara il torrone di Tonara Baroni la tirannia....
Libera la tua gente
e salita mi è la pelle d'oca quando Piero(Marras)ti ha chiamata: "padrona grande,padrona mia!) Quanto ti ho sentita mia secoli di mammutones,issocadores a Mammoiada io c'ero quanto ti ho sentita mia sotto ai murali ,canti di tenori nella Barbaggia a "murra bella" giocano la luna con il sole. quanto pane carasau e doppo tanto
Cannonau(vino)
dal formaggio del pastore,la seadas prende colore nel mare di Muravera le launedas suonano tutte insieme "trullalera" Terra mia(tu sei mia)feste di Gallura
Campidano e Baronia casa mia tu sei bella che una stella nel cielo,meravigliosa coro:dillo dillo e ridillo che sei la mia,la mia,la mia e basta
il cavallini della giara... terra mia...
meravigliosa.madre della sposa Miracolosa. |