giovedì, 03 settembre 2009

domenica 23 agosto


"CHIE SES BERTAS MARISA SANNIA
 
A SANT'EFISIO
SA FESTA
BALLENDE... CANTENDE
BADDE LONTANA
MARIEDDA
S'ANEDDU
PRATOBELLO
MAMOIADA
NON POTHO REPOSARE
SA CORONA
BALLU ANTIGU CANTAU
SA MUSHA
LUMERA
SERENADA
IS LAUNEDDAS
BALLENDE... CANTENDE REMIX
DIMONIOS REMIX

 
 
 
Agosto in Sardegna ,Pattada

 

pattadahomePréndas Attalzàdas,
 
Préndas attalzàdas, In italiano gioielli taglienti, es el titulo de la edizione 2009 della mustra de Pattada.
 nacida  con el ambicioso proyecto de reunir  idealmente tudos los lugares del mundo donde los cuchillos    en  generale gozan de fama y consideración ,logro en el tiempo presentar  "prendas attalzadas"provenientes de  todo el mundo  y convertirse en un evento de gran relieve internacional  
 
La edición 2009,  se confirma un evento en linea con  sua prestigiosa tradicion, consentirá a los  numerosos visitatantes  admirar en esposicion, además de la exelente producion  local, "gioielli taglienti"(joyas cortantes)
de Fsolone (is), centro del Molise depositario de una famosissima tradición ultra secular en la realización de tijeras ,cuchillos ,bisturi, puñales, etc Guspini (vs), centro della Sardegna meridional, donde la cuchillería es
la produccion artesanal de mayor   prestigio donde se produce  la célebre “guspinesa”, conocida tambien por    “coltello del minatore”, con  su caracteristica punta mocha, de la cual existe tambien una versiòn
  “a foglia di mirto”.(Hoja de  mirto )
Otro centro de la Sardegna meridional que, a la par de Guspini debe la propria fama a sus "gioielli taglienti",ARBUS,la mas destacada es "S'arburesa”, de   tipica hoja  larga. En Arbus  existe un  esplendido museo dedicado al cuchillo  en una antigua casa del settecento, dividido en cuatro salas.

Hephestus:para completar  el rico panorama expositivo de la edicion 2009 de la muestra de Pattada está el gran  maestro boloñes Vincenzo Pastorelli, en arte Hephestus, que tiene en su haber colaboraciones  con museos  de prestigio , historiadores arqueologos y grupos de investigaciòn arqueologica de nivel nacional e internacional.
 Entre otras actividades ha contribuido activamente a la recostrucciòn de  infraestructuras y armamentodo del mundo  gladiatorio y militar del periodo imperial romano; ha collaborato en la reconstrucción de copias fidelissimas de i elmos y  dagas ,
Es fondador, con Gioal Canestrelli y Alessandro Malatto  del proyecto "gallia gaesata", que propone la recontrucion empirica de la esgrima Galica nel gesto atletico y en el suo
dinamico de las armas y armamentos.
. Actualmente es punto de riferimento de casi todos los grupos  de reevocación historica de los periodos que van desde el viii sec. A.c. hasta el
 
Fino al iii sec. D.c.

Manifestazioni collaterali

14 agosto 2009
inaugurazione mostra prendas attalzadas (gioielli taglienti),
ore 21.00 esibizione in piazza italia dei gruppi folk: comhaltas - irlanda; santu antine e su cologone - sardegna.

16 agosto 2009
ore 21.00 esibizione in piazza italia dei gruppi folk: comhaltas - irlanda; tenores san salvatore e tenores veterani, - sardegna.

Dal 22 al 25 agosto 2009
dalle ore 10.00 alle ore 22.00, in piazza vittorio veneto, ricostruzione storica di un accampamento celtico, con lavorazione dei metalli secondo le antiche tecniche, stage di tessitura e scherma gallica.
Dalle ore 11.00 alle ore 13.00, stage di tiro con l’arco corto europeo presso il campo sportivo.

23 agosto 2009
ore 17.00 rappresentazione, in piazza crispi, del duello rituale gallico degli andabati e dimostrazioni di taglio e penetrazione, con fedeli riproduzioni delle spade galliche.
Ore 19.00 sagra de sas pellizzas in piazza italia: degustazione del piatto tradizionale di pattada.
24 agosto 2009
ore 18.00 in piazza italia, rappresentazione delle manovre militari e delle tecniche di ingaggio dei reparti mercenari gallici, con simulazioni di combattimento.

 

 
pattadahome"Préndas Attalzàdas", "Gioielli Taglienti" è il titolo evocativo ed efficace, scelto per l'ottava Mostra del Coltello in programma a Pattada dal 14 al 31 agosto. Il programma della prestigiosa rassegna è stato illustrato nei giorni scorsi all'Aeroporto di Olbia-Costa Smeralda che, attraverso la società di gestione Geasar, dal 2007 è partner del centro logudorese.

pattada02Alla conferenza stampa hanno partecipato l'assessore regionale al Turismo Bastianino Sannitu, il sindaco di Pattada Fabio Pastorino e il suo "collega" olbiese Gianni Giovannelli, il presidente del Consiglio comunale di Olbia Tonino Pizzadili, il direttore commerciale della Geasar Lucio Murru e Gavino Sini, presidente della Camera di Commercio di Sassari. Tutti d'accordo nel sottolineare l'importanza di iniziative come questa, che " per il livello qualitativo e la capacità di attrazione sono in grado di svolgere una concreta azione di marketing territoriale unendo zone costiere ed aree interne in un'ottica di sviluppo turistico integrato e attento alle richieste del mercato".


pattada03 La mostra "Préndas Attalzàdas" intende sottolineare l'evoluzione del coltello, da prezioso ma semplice strumento di lavoro ad autentico gioiello. Obiettivo della rassegna è unire idealmente tutti i luoghi del mondo in cui le lame godono di ampia considerazione. Tra questi vi è ovviamente Pattada che, dal 1984 ha deciso di omaggiare il suo prodotto più rinomato con una vetrina di eccezionale interesse per appassionati e semplici curiosi.


pattada01Come nelle precedenti edizioni, anche quest'anno la mostra di Pattada costituirà un ideale "ponte" in grado di collegare realtà nazionali ed internazionali con quelle isolane, tutte accomunate dal rispetto quasi religioso che la loro cultura esprime nei riguardi del coltello e più in generale delle lame. Oltre alla eccellente produzione locale i visitatori potranno ammirare i "Gioielli Taglienti" dell'isola giapponese di Tosa, famosa da più di 400 anni per la mirabile qualità delle sue lame; Frosolone, centro del Molise depositario di una famosissima tradizione ultra secolare; Guspini e Arbus, due località isolane rinomate per le loro magnifiche coltellerie. In esposizione anche le celebri lame del grande Maestro bolognese Vincenzo Pastorelli, in arte Hephestus, che vanta collaborazioni di prestigio con musei e studiosi a livello nazionale ed internazionale. Attualmente è il punto di riferimento per quasi tutti i gruppi di rievocazione storica dei periodi compresi fra il VIII sec. a.C. e il III sec. d.C. L'ottava edizione della Biennale del Coltello, allestita all'interno della sala consiliare, si preannuncia quindi molto interessante e artisticamente pregevole.


pattada04L'inaugurazione è fissata per le ore 19.00 di venerdì 14 agosto, nel palazzo comunale. Due ore dopo, in Piazza Italia, si esibiranno i gruppi folk di Cork, Santu Antine di Sedilo e Su Gologone di Oliena. Il gruppo irlandese si esibirà anche nella serata del 16 con i pattadesi Tenores San Salvatore e Tenores Veterani. Previsti numerosi eventi collaterali di forte richiamo: dal memorial ippico "Giuseppe Manconi" il 21 agosto al Palio degli asinelli in programma il 28 passando per diversi appuntamenti enogastronomici e manifestazioni di carattere storico. A cominciare dalla suggestiva rievocazione della realtà celtica del III secolo a.C. che, dal 22 al 25 agosto, animerà Pattada. Un autentico accampamento, realmente abitato, sorgerà nel cuore del paese e la ricostruzione "firmata" dal gruppo Katerva Kattibrogos, riguarderà vari aspetti della vita civile, militare e dell'artigianato dell'affascinante mondo celtico. Ancora storia, nell'antico borgo di Pattada dove, il 23 agosto, in Piazza Crispi si svolgerà una rappresentazione scenica del duello rituale gallico degli Andabati, più dimostrazioni di taglio con fedeli riproduzioni delle spade galliche. Il giorno dopo Piazza Italia sarà teatro di simulazioni di combattimento.

 
                                       PIERO MARRAS

 

A SA LIBRA
 
A SA LIBRA
Torramus a sa Libra, Mialinu
pro chi parizos non bi cherzan bennere
che un andala jara e’ su caminu
“basta de non dar orta pro b’assennere”
 
Como su tempus chi disizaias
benit comente nie subra crastu
“su tempus de su parpu e des’arrastu”
su tempus forte ‘e sas animas bias
 
Chie podet induere
a su malu sentidu
subra che l’ana a ruere
sas fozas de s’olvidu
 
Narami, Mialinu, cantas bortas
chi deviamus sos mezzanos franghere
e totucantas sas animas mortas
chi non b’at mancu su tantu ‘e las pranghere
 
Torramus a sa Libra Mialinu……….
 
Ritorniamo a sa Libra, Michelangelo
anche se in molti non ci vogliono venire
la strada è un percorso chiaro
“basta non indietreggiare per arrivarci”
 
Ora  il tempo che sognavi
arriva come neve sulle rocce
“il tempo del tatto e dell’olfatto”
il tempo forte delle anime vive
 
Chi può spingere
gli uomini al male
verrà ricoperto
dalle foglie dell’oblio
 
Dimmi, Michelangelo, quante volte
avremmo dovuto cacciar via gli incerti
e tutte quelle anime morte
che non vale neanche la pena piangere
 
 
Ritorniamo a sa Libra, Michelangelo……….
     
Testo di Paolo Pillonca - musica di Piero Marras - 2001

SI DEUS CHERET (se Dio vuole)
(Pieromarras)

Da questa nuvola
Si vedono volare gli elicotteri
Che stan giocando a far la guerra
In mezzo ai fenicotteri
Le truppe italiche
Mandate come antidoto al malessere
Hanno già nostalgia di
casa
E brufoli da crescere

Ma per fortuna anche stanotte
La notte passerà
E finchè il
mare non ci inghiotte
noi resteremo qua
si Deus cheret
e sos carabineris lu pirmittini
si cheret deus
e sos carabineris lu pirmittini

Da questa nuvola
Si vede che c'è un'isola possibile
E se ti affacci un po'
Tu puoi vedere crescere anche gli alberi
E tra il corbezzolo e il
mirto
Fiorir le supercarceri

Ma per fortuna anche stanotte
La notte passerà
E finchè il mare non ci inghiotte
noi resteremo qua
si Deus cheret
e sos carabineris lu pirmittini
si cheret deus
e sos carabineris lu pirmittini

Da questa nuvola
si vedono i complessi megalitici
ma qui perfino la preistoria è
appalto degli italici
tra coste smeraldino cementifere
non è superfluo domandare
dove è finito il mare


Ma per fortuna anche stanotte
La notte passerà
E finchè il mare non ci inghiotte
noi resteremo qua
si Deus cheret
e sos carabineris lu pirmittini
si cheret deus
e sos carabineris lu pirmittini

Noi sardopatici
Viviamo di entusiasmi un poco aritmici
Crediamo ancora esista al mondo
U dio degli specifici
Chiediamo scusa se
A volte risultiamo un po' nostalgici
Ma abbiamo un sogno nel profondo
E cuori prenuragici

E per fortuna anche stanotte
La notte passerà
E finchè il mare non ci inghiotte
noi resteremo qua
si Deus cheret
e sos carabineris lu pirmittini
si cheret deus
e sos carabineris lu pirmittini
  |  di Piero Careddu
img00518.jpg
 UN SABATO DI ARCHEOLOGIA ALIMENTARE (PRATICA) IN CANTINA
Sabato scorso, otto di novembre, sono stato a Oliena in occasione dell’interessante Convegno dal titolo “L’Agroalimentare nella civiltà nuragica” organizzato dalla Cantina Gostolai e popolato di autorevoli relatori; mi rendo conto che i temi annunciati nelle locandine dei convegni fanno paura e lasciano presagire reazioni da dose letale di morfina;
img00519.jpgimg00517.jpg
img00515.jpgvi dico invece che i vari argomenti trattati, oltre a non annoiare il folto pubblico, hanno messo in risalto quanto l’archeologia enogastronomica sta aiutando a capire le dinamiche identitarie e l’evoluzione del modo di stare a tavola dei popoli. Ma non è il resoconto del Convegno che in realtà vi voglio fare, ma di alcuni indimenticabili momenti di allegria passati nel dietro le quinte con una banda di pattadesi impegnati a preparare il loro piatto bandiera che sono le Pellizzas. Cosa sono le Pellizzas? Se le assaggiate senza saperne niente, e se son fatte con gli ingredienti giusti e di grande qualità, vi potrebbero sembrare niente di più che un ottimo piatto di pasta fatta in casa…
ma in realtà la bellezza di questa preparazione va ben oltre il risultato finale e gira intorno alla ritualità della realizzazione. Gli ingredienti sono semplici: farina di semola di grano, acqua e sale (ho letto qualche ricetta che prevedeva 2 uova per chilo… mah!). L’impasto va lavorato a lungo e molto energicamente stando bene attenti a centrare la quantità di acqua che, se fosse troppa, rischierebbe di inficiare l’uniformità della cottura finale. Dopo il canonico riposo della pasta in luogo fresco, le persone incaricate della cottura, dopo aver preparato delle strisce cilindriche di pasta, si dispongno davanti a “Su labiolu”, un pentolone di rame con l’acqua che bolle e, ecco la magia de Sas Pellizzas, staccano con illusionistica velocità dei pezzi tutti uguali di pasta e, dopo averla appiattita con le dita, la buttano direttamente nel bollente. In circa dieci minuti, grazie alla perfezione dell’impasto, le prime e le ultime pellizzas hanno una cottura praticamente uniforme e sono pronte per essere condite con pomodoro e pecorino o, come si faceva un tempo, con il sottoprodotto dell’affioramento della panna del latte chiamato Ozzu Casu.
Che dirvi? dopo aver assistito alla preparazione, imboscato da alcuni momenti importanti della conferenza, ho mangiato un piatto che profumava di antico e di sardo. Buone Buone Buone. Viva Pattada e viva le pellizzas.
 
Questo articolo è stato pubblicato  e classificato in News, Le ricette di Taribari.
 
delle strisce lunghe, poi a pezzettini allungati con le mani bagnate buttare nell'acqua bollente. Il segreto e' il sugo di cinghiale e cacciagione l'almidda ossia il timo condire con il pecorino e Buon Appettito!


 
 
Carissima Teresa , mi giungono sempre molto graditi i resoconti dei tuoi programmi radiofonici che testimoniano il perenne amore per la Sardegna di chi vi risiede e di chi , lontano, ne sente la nostalgia . come alcune amiche che io ho quì a Roma , ma che non ti possono ascoltare non avendo il PC e sono io ad esserne portavoce e a trasmettere a te anche i saluti di Greca e Marisa unitamente ai miei.
 
 
da molto tempo "Sardegnanelcuore " è diventata per me un appuntamento domenicale molto coinvolgente e questa settimana  faccio omaggio a te e a tutte le donne che ti ascoltano della mia poesia " Donna Romantica "che è una delle selezionate nel Concorso Antologia Romantica bandito dalla ESTRO-VERSO - COMMUNITY ITALIANA 
AUTORI ARTISTI EDITORI.  che sarà inserita nel libro attualmente in  corso  di stampa e che verrà presentato a  Roma  il  20 settembre al teatro " Lo Spazio " di via Locri 42in zona San Giovanni .
ti saluto come sempre con affetto e stima grandissimi e buon programma a te che ne sei l'anima , a chi collabora e  a chi ti ascolta.  
 
  Lea Mina Ralli- Nonna Lea-
                        http://nonnalea.interfree.it
 
8/53
Per l’Antologia Romantica di Estro/Verso
DONNA ROMANTICA
 
Donna , tu sei romantica
com’eri da bambina
e credi ancora ai sogni
come da ragazzina.
 
Se ascolti poi una favola
t’incanti e t’emozioni
perché la vita vera
ti da solo tensioni.
 
Donna, danzando un valzer
sei giovane e leggera
e sogni il tempo bello
della tua primavera.
 
Per questo non dai credito
al tempo che consuma
e nel tuo cuore resti
pur sempre una bambina.
 
Donna, resta romantica
t’aiuterà a sperare
ed il sorriso tenero
su te potrà durare.
 
Non ti lasciar coinvolgere
 
da crisi di dolore
e credi nelle favole
e ancora nell’amore.
 
Lea mina ralli
 
UNU SOGNU MARCELLO LEDDA
                                                                               ATTUALITÀ
 
 LAMPEDUSA - "Siamo stati alla deriva per più di venti giorni, abbiamo incrociato almeno dieci imbarcazioni, ma solamente un pescatore si è fermato per darci cibo e acqua. Eravamo partiti in 78, siamo arrivati in cinque. Gli altri sono morti e abbiamo gettato i corpi in mare". Le parole di un ragazzo eritreo, soccorso al largo di Lampedusa insieme a quattro connazionali, proietta nel canale di Sicilia l'ombra di una nuova tragedia. Il suo racconto viene ritenuto attendibile dalle organizzazioni umanitarie mentre il Viminale esprime dubbi e perplessità. In serata le autorità maltesi hanno precisato di avere avvistato nei giorni scorsi sette cadaveri, ma di non averli recuperati perchè in acque libiche.

I sopravvissuti: "Nessuno ci ha aiutato". Habeton,
17 anni, ha raccontato di essere partito il 28 luglio scorso da Tripoli, a bordo di un barcone con altre 78 persone, per lo più eritree e in minima parte etiopi. Dopo 6 giorni di viaggio però erano terminati cibo, acqua, benzina e i cellulari erano ormai scarichi. L'imbarcazione, un gommone di 12 metri, avrebbe proseguito dunque spinta dal vento e priva di rotta. Le persone avrebbero cominciato a morire e man mano che morivano venivano gettate in mare. Nel corso del drammatico viaggio almeno 10 le imbarcazioni che sarebbero state incrociate a cui è stato richiesto aiuto ma inutilmente. Solo nei giorni scorsi - lunedì o martedì - i superstiti hanno detto di avere incrociato un pescatore che ha dato loro acqua e cibo. 
BRIDGE NOT WALL
(PONTI NON MURI)
Composizione HumaniorA
(G. Strinna)
 

 
Vorrei parlarti di una terra
E una città incantata
Dove la storia si è fermata
Dove le strade son di roccia
E le parole pietre
In una vita tormentata
 
Si incrociano per strada
Foto di ragazzi  in armi
Storie di vite già finite
Terre bagnate dalle
lacrime di antichi lutti
Mani che cercano un abbraccio
 
Vorrei vedere la bellezza
della gente in festa
e poi ballare senza sosta
Vorrei viaggiare senza
La paura d’incontrare
Una divisa per le strade
 
In questo tempo
In questa notte senza stelle
E il vento caldo
Che ferisce la mia pelle
Di questo tempo
si smarriscono le luci
Di questi giorni sempre cercherò le tracce
 
Bridge not wall,
not wall, not wall
Bridge not wall,
not wall, not wall
 
 
Ricorderò per sempre
i volti spaventati e stanchi
di giovinezze ormai appassite
File di gente già sfinita
Dall’attesa vana
Di un varco aperto nel futuro
 
Le urla dei bambini
Che rincorrono un pallone
Fanciulle in fiore sul balcone
I piedi nudi sulla sabbia
e le carezze dolci
delle tue labbra sulla fronte
 
In questo tempo
In questa notte senza stelle
E il vento caldo
Che ferisce la mia pelle
Di questo tempo
si smarriscono le luci
Di questi giorni sempre cercherò le tracce
 
Bridge not wall,
not wall, not wall
Bridge not wall,
not wall, not wall
 
È questo il giorno per demolire i muri
È questo il giorno per costruire un ponte
È questo il giorno per seppellire l’odio
È questo un giorno di sole
 
Vorrei colpire nel segno dei tuoi timori
Per insegnarti il rispetto delle convinzioni
Vorrei prendere in giro le tue illusioni
Per insegnarti il colore delle stagioni
 
È questo il giorno per demolire i muri
È questo il giorno per costruire un ponte
È questo il giorno per seppellire l’odio
È questo un giorno di sole
 
Bridge not wall,
not wall, not wall
Bridge not wall,
not wall, not wall

Cando - Maria Luisa Congiu
 ripropone con Giuliano Marongiu la bella canzone di Soleandro nel suo ultimo album "Milagros".  http://www.youtube.com/watch?v=Huk44YDRrEU
ÇANDO(Cuando )
Maria Luisa Congiu Giuliano Marongiu
 
Cando este interighinendde cando su sole este calendde
 
Cando sa die est finendde canddo a mie ses pensendde
 
Cando ses istraca meda ,cando pensas a sa vida
 
Cando peldes sos amentos cando iscultas sos turmentos
 
Cando sighis s’istrada ,cando tue leas sa falada
Cando mi lasas cuntenta cando ries atenta
 
Cando cantas sa ninnia cando dromis sa pizinna
 
Cando la giogas annettu cando la piensa de affettu
 
Cando ses in in brazos mios cando pensas a sa vida
 
Cando ests’ora chi mi ames, deo ti intenddo e non ti so lontanu
 
Deo t’intendo  t’intendo e non ti so lontanu
 
Cando este interighinendde cando su sole este calendde
 
Cando sa die est finendde canddo a mie ses pesendde
 
Cando este interighinendde cando su sole este calendde
 
Cando sa die est finendde canddo a mie ses pesendde
Aberi sa janna chi so torrendde
 
 
.


 
 
postato da: fantasiasarda alle ore 20:18 | link | commenti
categorie: prendas atalzadas 2009

Chi sono

Utente: fantasiasarda
Nome: Teresa Fantasia
So nàschida in Pattada,comente babu chi si narant Nanneddu Fantasia , imbetzes mama Toiedda Zazzu est nàschida in Bantina. Semus arribados in Arzentina su 31 de Nadale de su 1948. Sa familìa mea fimus in 9, eo chi so sa 4ª fiza e tenia tando 7 annos, babbu, mamma,3 frades e 3 sorres meas. In sa mantessi nae bi fiant tzios meos cun sos fizos issoro, tottu minoreddos, e àteros zòvanos sardos.e zente de onzi parte de su mundu. Su primu tempos biviamus i sa zittade nada Castelar inie es nada sa sorre minore Silvia Irene ,Babbu ha fattu sa domo in sa zitade Moreno sa bidda in ue bibent sardos meda e como totta sa famìlia mea, formada dae una setantina de pessones intre babbos, fizos e nepodes. Sono natta a Pattada prov.Sassari come papá , Giovanni Fantasia ,invece mamma ,Maria Antonia Zazzu era di Bantine. Siamo sbarcati in Argentina il 31 dicembre del 1948 ,la mia famiglia era composta di 9 membri Babbo mamma ,tre fratelli e tre sorelle ,ed io che sono la 4ª , avevo 7 anni . Nella stessa nave(Santa Cruz) con noi sono venuti nostri zii Antoni Zazzu e Peppina Me con loro due piccoli figli ,e gente di ogni parte del mondo. Abitavamo a Castelar dove é nata un altra sorella, Silvia Irene e dopo 7 anni ci siamo stabiliti in cittá di Moreno dove ci sono molte famiglie sarde.La nostra famiglia attualmente è composta da una settantina di persone tra padri madri ,figli/e ,nipoti e pronipoti.

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