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He cerrado mi balcón
Marisa Sannia
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He cerrado mi balcón
por que no quiero oír el llanto pero por detrás de los grises muros no se oye otra cosa que el llanto. Hay muy pocos ángeles que canten, hay muy pocos perros que ladren, mil violines caben en la palma de mi mano. Pero el llanto es un perro inmenso, el llanto es un ángel inmenso, el llanto es un violín inmenso, inmenso las lágrimas amordazan al viento,
no se oye otra cosa que el llanto. Si muero dejad mi balcón abierto
al niño come naranjas
(desde mi balcón lo veo)
el segador siega el trigo
(desde mi balcon lo siento)
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Ho chiuso la mia finestra
perché non voglio udire il pianto, ma dietro i grigi muri altro non s'ode che il pianto. Vi sono pochissimi angeli che cantano, pochissimi cani che abbaiano; mille violini entrano nella palma della mia mano. Ma il pianto è un cane immenso,
il pianto è un angelo immenso,
il pianto è un violino immenso, le lacrime imbavagliano il vento.
e altro non s'ode che il pianto. Se muoio lasciate il balcone aperto
il bambino mangia arancie
(Dal mio balcone lo vedo)
il mietitore taglia il grano
(dal mio balcone lo vedo)
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.. a te Cristina
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Non ci sono parole, forse neppure
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esistono per descrivere il dolore;
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vorrei che le lacrime servissero a
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qualcosa,
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mi bagnerei le mani e con queste
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accarezzerei il tuo viso.
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Ti porterei in un mondo fatto di
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speranza,
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un mondo migliore, umile, allegro e
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spensierato;
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Ti porterei in un mondo incantato,
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dove le donne ballano ,
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dove arrivano i canti,
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dove giocano i bambini,
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dove scorre il fiume che lava l’anima del
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mondo.
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Oggi te ne sei andata Cristina
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: in punta di piedi, in silenzio
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quasi a non voler disturbare
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nessuno;
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grazie di essere esistita,
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sicuramente sei in viaggio
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in quel mondo incantato
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col tuo sorriso e la tua allegria...
* A.S. |

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ABACADA
ANDREA PARODI
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Ah durche abacada De custa furriada Dae s'arziada ogros 'e voes Lampana ispantados colores Narana Narana Chi sos boes non pasant mai. M'arziat ai su chelu,
S'anima est s'aera Ae furistera chi bola' in tottue Illepiande totu sos alenos Narana Narana
S'anima non pasat mai Ah! supra a su mundu,
Un aiscu tundu Intra a su punzu lughet sa die Andende so inue 'essit su sole Narana Narana Su sole non pasat mai Ah durche abacada De custa furriada Dae s'arziada ogros 'e voes Lampana ispantados colores Narana Narana Chi sos boes non pasant mai. Narana Narana S'anima non passant mai |
Ah la dolce calma Di questa svolta Gli occhi dei buoi, sulla salita Lanciano colori stupiti Si dice Si dice Che i buoi non riposino mai Mi porta verso il cielo
L'anima è aria Uccello straniero che vola dappertutto Alleggerendo il respiro Si dice Si dice
Che l'anima non riposi mai Ah! Sopra il mondo,
Un disco rotondo Nel pugno brilla il giorno Vado dove esce il sole Si dice Si dice Il sole non riposa mai Ah la dolce calma
Di questa svolta Gli occhi del toro, sulla salita Lanciano colori stupiti Si dice Si dice Che i buoi non riposino mai Si dice Si dice Che l'anima non riposi mai |


![]() |
![]() di Cristina Cucca
Oltre 10mila persone, fra sardi, elbani e turisti, hanno partecipato alle "Giornate della Sardegna" organizzate dall'Associazione Culturale Sarda "Bruno Cucca" a Portoferraio, capoluogo dell'Isola d'Elba, il 13 e 14 giugno scorso. La due giorni di iniziative ha potuto contare sulla collaborazione e il sostegno del Comune di Portoferraio e della Provincia e del Comune di Oristano.
A rappresentare le istituzioni sarde in terra elbana sono stati gli assessori provinciali Serafino Corrias e Mario Matta, al fianco dell'imponente macchina organizzativa messa in piedi dall'Associazione. Alla fine le due "Giornate della Sardegna" sono state un successo oltre ogni aspettativa. Il primo assaggio dell'iniziativa patrocinata dalla Regione Sardegna, si è avuto il sabato con l'apertura degli stand enogastronomici e il coinvolgente concerto di Maria Giovanna Cherchi.
Poco dopo le 20, Piazza della Repubblica, nel centro storico della cinquecentesca città di Cosimo de' Medici, è stata "presa d'assalto" da migliaia di persone. Secondo la stima dell'organizzazione sono accorsi in 5mila a gustare i prodotti tipici e le specialità della cucina tradizionale sarda.
Un pubblico da grandi occasioni ha accolto con partecipazione e applaudito fin oltre la mezzanotte Maria Giovanna Cherchi.
La cantante etno-folk, a ragione considerata l'erede di Maria Carta, ha incantato la folta platea con la potenza della sua voce e la poesia delle sue canzoni.
La Cherchi ha fatto palpitare il cuore di ogni sardo presente in piazza con "Mediterranea" e "Nanneddu meu", ha evocato ricordi d'infanzia con "A su duru duru", ha commosso con l'Ave Maria in limba cantata tra il pubblico.
Una professionista che ha saputo trasferire le emozioni di un'isola che tiene sempre "per mano" i propri contarranei, anche se sradicati dalla propria terra. Come è per gli oltre 1500 emigrati sardi che vivono da anni all'Elba.
«Come Provincia», ha spiegato l'assessore oristanese Corrias nel corso della serata, «abbiamo contribuito con gioia a far sì che questo evento potesse svolgersi.
Lo abbiamo fatto perché vogliamo costruire quel ponte ideale con voi che siete qui all'Elba ma che non avete mai rotto il cordone che vi lega alla Sardegna».
Dalla dolcezza della musica di Maria Giovanna Cherchi, accompagnata da Tore Nieddu e Paolo Poddighe, all'irruenza dei cavallini della Giara di Gesturi e alle pariglie dei cavalieri del Giara Club Is Pariglias.
Il 14 giugno, infatti, è stato il giorno della Sartigliedda di Oristano.
La spettacolare giostra equestre si è svolta ai piedi delle monumentali Fortezze Medicee lungo una pista di 200 metri, realizzata in meno di quattro ore per accogliere le acrobazie dei 14 cavalieri sbarcati a Portoferraio.
Preceduti, come tradizione vuole, da uno stuolo di tamburini. In 6mila hanno assistito alla corsa alla stella, preceduta dalla cerimonia della vestizione de su componidoreddu, nella lussureggiante cornice dei giardini delle Ghiaie, a meno di 50 metri dal mare.
Il torneo ha ripagato il pubblico con uno spettacolo indimenticabile, sei stelle centrate e acrobatiche evoluzioni fino all'inbrunire.
Una gioia immensa per l'Associazione Bruno Cucca.
Il presidente Claudio Monni e il vice Patrizia Cucca hanno avuto parole di gratitudine per il Giara Club Is Pariglia e per il suo presidente Antonio Casu e per la Provincia di Oristano, che hanno «risposto senza esitare» alla richiesta dell'Associazione, costituita nel 2007 per «rinsaldare» il ponte tra i "sardi dell'Elba" e la Sardegna, terra di origine di Bruno Cucca, il giovane imprenditore sardo a cui è intitolata l'Associazione.
«Bruno amava moltissimo la sua terra, ma amava moltissimo anche l'Elba», ha commentato Patrizia Cucca. Grato dello spettacolo offerto anche il sindaco di Portoferraio Roberto Peria.
Al suo fianco, sul palco che ospitava Enrico Fiori, commentatore ufficiale della Sartiglia, anche gli assessori provinciali di Oristano, Corrias e Matta. Proprio Corrias e Matta la mattina del 14 giugno hanno visitato il sito archeologico della Villa Romana delle Grotte, a Portoferraio, e ammirato le bellezze paesaggistiche e naturalistiche dell'Elba occidentale.
Nel pomeriggio del giorno precedente, i due assessori della Provincia di Oristano sono stati accompagnati dall'assessore Paolo Andreoli e dal vice presidente Patrizia Cucca in visita al Forte Falcone, eretto nel 1500 da Cosimo de' Medici Granduca di Toscana.
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